L’attaccante della Real Sociedad è l’uomo delle finali: segna nei momenti decisivi, ha superato un grave infortunio e arriva alla sfida contro l’Argentina lontano dai riflettori di Messi e Yamal
La finale Spagna-Argentina nei panni di Mikel Oyarzabal: si è preso la Spagna nel modo più coerente con la sua carriera: senza rumore, segnando quando conta. Era l’11 ottobre 2025, la Spagna giocava contro la Georgia e il telecronista di Cadena SER Antonio Romero accompagnò una rete di Mikel Oyarzabal con una descrizione diventata un ritratto:
Che gol del killer senza tatuaggi, con la pettinatura da ragazzino di una scuola privata, che non fa dichiarazioni roboanti, che è un leader silenzioso nello spogliatoio, che non regala titoli alla stampa ma è un signor calciatore, e qui è il killer della Spagna, con gol da antologia e pesanti come quello che ci ha regalato l’Europeo!
Mikel Oyarzabal è un killer d’area di rigore senza che lo sembri: non ne possiede la fisionomia, non cerca lo scontro davanti ai microfoni e non trasforma ogni gol in autocelebrazione. In abiti civili o quando parla, lo immagini dirigersi verso l’Università per un altro esame.
Quella contro l’Argentina sarà la settima finale disputata tra Real Sociedad, nazionale maggiore e selezione olimpica. Nelle sei precedenti ha sempre segnato: contro il Brasile alle Olimpiadi, contro la Francia nella Nations League del 2021, nella Coppa del Re vinta contro l’Athletic Bilbao, a Euro 2024 contro l’Inghilterra, nella Nations League del 2025 e nella Coppa del Re del 2026. Sei finali in cinque anni, altrettante reti. Adesso Mikel Oyarzabal vuole farlo di nuovo.
Mikel Oyarzabal, il killer silenzioso della Spagna che segna nelle finali
Oyarzabal è cresciuto come esterno offensivo e trequartista, prima che Imanol Alguacil e Luis de la Fuente lo spostassero al centro dell’attacco. Ma neppure adesso è un numero nove. Può partire da posizioni differenti della metà campo d’attacco, aggredire la profondità, trovare gli spazi tra i reparti, arrivare da dietro e leggere le situazioni.
Il gol che decise l’Europeo del 2024 è la rappresentazione del suo calcio. All’86’, con Spagna e Inghilterra ferme sull’1-1, Oyarzabal si abbassa per partecipare all’azione e serve Marc Cucurella sulla fascia. Lasciato il pallone, accelera verso l’area, si infila tra gli inglesi e si fa trovare a raccogliere palla sul cross. La sua qualità da goleador sta soprattutto nella puntualità. A tratti sparisce, poi arriva il pallone e Oyarzabal è lì.
Da Eibar alla nazionale: la crescita di Oyarzabal fino alla finale mondiale
Oyarzabal nasce a Eibar, in una città basca stretta tra le montagne, dove trascorse l’infanzia giocando per strada ed entrò nel settore giovanile della squadra locale.
A quattordici anni il trasferimento alla Real Sociedad: esordio in prima squadra a diciotto anni, in fretta titolare, numero 10, capitano e simbolo del club.
Il debutto arrivò grazie anche agli infortuni di Agirretxe e Canales. Oyarzabal ha spiegato che nel calcio bisogna essere presenti nel momento preciso e saper sfruttare l’occasione.
L’infortunio al ginocchio e la rinascita dopo nove mesi di stop
Oyarzabal è un tipo pronto. Pronto a diciotto anni, pronto quando si aprì un posto nella Real Sociedad; pronto all’86’ della finale europea e pronto a ripartire dopo l’interruzione più violenta della sua carriera.
Il 17 marzo 2022, durante un allenamento, un movimento anomalo e il dolore. La diagnosi fu la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Oyarzabal rimase fuori per nove mesi e perse il Mondiale in Qatar. Aveva venticinque anni, dovette ricominciare da capo.
Due anni e quattro mesi dopo l’infortunio, segnò il gol che consegnò alla Spagna l’Europeo.
Oyarzabal fuori dal calcio: famiglia, studi e una carriera diversa
Anche fuori dal campo, Oyarzabal sembra costruito per contraddire il cliché del grande attaccante. Mentre si imponeva nella Liga, ha continuato a studiare fino a laurearsi in Amministrazione e direzione aziendale. Portava gli appunti durante i viaggi e utilizzava le ore delle trasferte e dei ritiri per preparare gli esami.
La gestione della carriera è rimasta familiare: a seguirne gli interessi sono i genitori. Intorno a lui sono rimasti gli amici di Eibar e Ainhoa Larrauri, la compagna diventata moglie, che lavora come medico.
Ainhoa non è interessata al calcio. Ed è uno degli elementi che lo aiuta a conservare la prospettiva: quando torna a casa, lo spogliatoio resta fuori. Oyarzabal ha riassunto a El País la scala valoriale: “L’ordine delle priorità nella mia vita è questo: mio figlio Martín, a cui dedico i gol, e mia moglie; poi la mia famiglia, i miei amici e infine il calcio”.
Ciò nonostante, conserva intatta l’ambizione di un calciatore professionista. L’uomo calmo delle interviste, in campo si trasforma: discute, pressa, si arrabbia e pretende. A Oyarzabal basta essere killer d’area di rigore nei minuti in cui una partita deve essere decisa.
Qual è il valore di mercato di Mikel Oyarzabal
Lamine Yamal è il dribbling, l’imprevedibilità. Pedri è la sensibilità nel controllo e nel ritmo. Dani Olmo è la qualità tra le linee. Rodri il dominio del centrocampo. Ognuna delle stelle della Spagna possiede una caratteristica capace di precederne il nome.
Con Oyarzabal è più difficile. Fa però quasi tutto molto bene: può segnare, servire i compagni, pressare, attaccare la profondità e partecipare alla costruzione. De la Fuente lo considera uno dei giocatori oscurati dall’attenzione riservata ad altri.
Anche le valutazioni economiche raccontano la distanza tra Oyarzabal e le stelle intorno alle quali si concentrano le attese. Secondo Transfermarkt, il suo valore di mercato è di 25 milioni di euro, contro i 200 di Lamine Yamal, i 150 di Pedri e i 60 di Dani Olmo.
Oyarzabal si trova quindi ben al di sotto della valutazione media della nazionale e nella fascia meno costosa di una squadra piena di talenti giovani appartenenti ai club più ricchi d’Europa. La stima riflette l’età, il potenziale futuro e la possibile rivendibilità. Il mercato valuta soprattutto le prospettive, ma una finale chiede di essere pronto nel presente. E in quel tipo di valutazione Oyarzabal cambia categoria.
Oyarzabal contro l’Argentina: il settimo appuntamento con la storia
La finale Spagna-Argentina è Messi contro Yamal. Oyarzabal entrerà in partita da una posizione defilata. Il ragazzo dall’aspetto ordinario si accinge a giocare l’ultimo atto del Mondiale. Uno dei giocatori meno valutati economicamente.
Siamo abituati a immaginare che i protagonisti delle finali debbano annunciarsi e possedere qualcosa di eccezionale. Oyarzabal ha seguito il percorso opposto. Ha costruito la propria eccezionalità sommando cose normali fatte molto bene. E quando una partita si decide in gara secca, Mikel Oyarzabal ha una singolare abitudine: farsi trovare pronto.

