La Spagna è campione del Mondo per la seconda volta nella sua storia. A decidere la finale contro l’Argentina è Ferran Torres ai supplementari
Il MetLife Stadium di New York si tinge di rosso. La Spagna conquista il Mondiale 2026 e si cuce sul petto la seconda stella. A decidere una finale non proprio esaltante è la botta di Ferran Torres a inizio del secondo tempo supplementare. Un’Albiceleste scarica e falcidiata dagli infortuni, resta anche in inferiorità numerica per il rosso ingenuo rimediato da Enzo Fernandez ed è costretta ad abdicare. Sfuma il sogno Mondiale di Messi, che chiude con le lacrime amare la propria straordinaria cavalcata con la Seleccion.
Le scelte di De la Fuente e Scaloni
Conquistata la finale dopo aver eliminato rispettivamente Francia e Inghilterra, Spagna e Argentina approcciano l’ultimo atto del Mondiale in due modi diametralmente opposti. Per la Roja, De la Fuente si affida ai titolarissimi, con Unai Simon schermato da Cubarsi e Laporte con ai lati Cucurella e Pedro Porro. In mediana, spazio a Fabian Ruiz accanto a capitan Rodri. Davanti, Oyarzabal con alle spalle il trio composto da Dani Olmo, Baena e Lamine Yamal. Scaloni cambia tre undicesimi rispetto alla gara con gli inglesi. Dentro, infatti, Montiel per Molina, Nico Gonzalez per Giuliano Simeone e De Paul per Paredes. A completare l’undici davanti a Emiliano Martinez ci sono Romero, Lisandro Martinez e Tagliafico. Il centrocampo è completato da Mac Allister ed Enzo Fernandez. Davanti, Messi e Alvarez, con Lautaro in panchina.
Primo tempo incolore
Il primo tempo non regala grandi emozioni. Gioca meglio la Roja, che tiene per larghi tratti la sfera tra i piedi e arriva vicina al gol dopo pochi minuti con il bello scambio sulla destra tra Olmo e Yamal, murato a due passi da Emiliano Martinez. L’Albiceleste si vede in una ripartenza chiusa in uscita altissima di Unai Simon, bravo a chiudere su Messi lanciato a rete da Alvarez. La finale si trascina senza sussulti fino al 41’ quando Lisandro Martinez si vede sventolare il giallo per un intervento in scivolata su Oyarzabal. La gara del centrale argentino dura un altro paio di minuti, con un problema muscolare che lo costringe a chiedere il cambio. Al suo posto Otamendi e si va al riposo sullo 0-0.
Argentina sfortunata, la Spagna si prende il Mondiale
La ripresa, dopo lo spettacolo in pieno american style dell’intervallo, si apre con la scelta di Scaloni di lasciare negli spogliatoi Nico Gonzalez (esperimento bocciato), Leandro Paredes. Ma sono i problemi fisici a condizionare la gara dell’Argentina, con Montiel e Romero ad alzare bandiera bianca. Al loro posto, dentro Molina e Medina, nel mezzo per poco la Spagna non passa, con l’incornata del neoentrato Ferran Torres che trova pronto il Dibu. L’Argentina soffre ma la Roja, che ora in campo ha anche Pedri, Williams e Merino, non riesce a sfondare. Al 3′ di recupero Enzo Fernandez entra in ritardo su Cubarsi e si prende il secondo giallo. Quattro minuti più tardi, Martinez chiude la porta alla punizione dal limite di Yamal.
Martinez show, gol annullato e bocciatura per Lautaro
Nei supplementari, tocca ancora a Martinez prendersi la scena con le sue parate, come quella miracolosa sul colpo di testa di Nico Williams. L’esterno dell’Athletic Club di Bilbao trova poi il gol, ma il direttore di gara, Slavko Vincic, annulla per un contatto in area tra Merino e Otamendi, che resta a terra dopo un pestone dello spagnolo. Scaloni si gioca l’ultimo cambio mandando in campo Senesi al posto di Julian Alvarez, difensore per attaccante, per un 5-3-1 praticamente obbligato, che costringe Lautaro Martinez a vivere tutta la finale dalla panchina. Merino si divora il gol indirizzando sul fondo un colpo di testa a centro area.
Ferran Torres abbatte il muro argentino
Nel secondo tempo supplementare, la Spagna riesce a rompere la resistenza argentina con un’azione avvolgente che parte da Yamal e viene chiusa da Ferran Torres, che supera Martinez con una botta dall’interno dell’area su assist al bacio di Nico Williams. Ferran sigla anche il raddoppio, ma si vede fermare per fuorigioco. Al 120′, poi, l’Albiceleste sfiora il pari con la rasoiata in mezzo di Molina su cui è miracoloso Cubarsi in chiusura. Passa un minuto e sul corner, Simeone spara alle stelle da centro area la palla dell’1-1.
La gara di Messi e Yamal
Gara non semplice per le due stelle in campo, Lionel Messi e Lamine Yamal. Il giovane talento del Barcellona si vede leggermente di più grazie all’inerzia della gara tutta a favore della Spagna, ma oltre all’occasione iniziale, chiude il suo Mondiale senza acuti . Discorso diverso per il capitano dell’Albiceleste, che archivia con molta probabilità la sua storia in Coppa del Mondo con un torneo vissuto da protagonista e una finale di sofferenza pura, con pochissimi palloni toccati e giocate degne di nota. Il re abdica, ma senza passaggio di consegne con il fenomeno classe 2007, che al primo Mondiale, ha tutto il tempo per diventare trascinatore di un gruppo unico.
Ferran Torres e la forza della panchina spagnola
Come già successo in precedente, a cambiare in meglio la partita della Spagna sono le risorse dalla panchina di De la Fuente. Era già successo con Portogallo e Belgio, quando a decidere era stato Mikel Merino. Oggi tocca a Ferran Torres diventare uomo copertina. Il classe 2000 del Barcellona chiude nel migliore dei modi una stagione da sogno, che lo ha visto andare a rete in ben 21 occasioni, 16 volte ne La Liga.

