Sei cambi, molti dei quali imposti dagli infortuni, e la scelta di coprirsi dopo il rosso a Enzo Fernandez. Le ragioni della panchina del capitano nerazzurro
Da eroe a fantasma. Dopo il gol decisivo segnato in pieno recupero contro l’Inghilterra, quello che è valso all’Argentina l’accesso alla finale, Lautaro Martinez ha vissuto l’ultimo atto del Mondiale interamente dalla panchina, senza mettere piede in campo nemmeno nei supplementari. Scaloni ha esaurito tutti e sei i cambi a disposizione senza mai chiamarlo, e la sconfitta contro la Spagna ha lasciato più di un interrogativo tra i tifosi argentini e nerazzurri.
Le scelte di Scaloni e i cambi bruciati dagli infortuni
Per comprendere l’esclusione di Lautaro Martinez è necessario ripercorrere la gestione dei cambi da parte di Scaloni, fortemente influenzata dagli infortuni che hanno accompagnato l’Argentina nel corso della partita. La prima sostituzione è arrivata già nel primo tempo, con l’ingresso di Otamendi al posto dell’infortunato Lisandro Martinez. A inizio ripresa è stato il turno di Paredes, subentrato a Nico Gonzalez, mentre intorno all’ora di gioco Molina ha rilevato Montiel.
Poco dopo, il ct ha esaurito i cinque cambi regolamentari inserendo Medina e Simeone per Romero, costretto ad alzare bandiera bianca per un problema fisico, e De Paul. Due sostituzioni, quelle dei centrali difensivi, rese necessarie dagli infortuni e non da valutazioni tecnico-tattiche, che hanno inevitabilmente limitato il margine di manovra del ct. L’ultima carta a disposizione era quindi quella concessa nei tempi supplementari.
Ed è proprio in quel momento che Scaloni ha lanciato un segnale chiaro. Rimasta in inferiorità numerica dopo l’espulsione di Enzo Fernandez e costretta a rincorrere una Spagna sempre più padrona del possesso, l’Argentina ha visto uscire un esausto Julian Alvarez. Al suo posto, però, non è entrato Lautaro Martinez: la scelta è ricaduta sul difensore Senesi, con l’obiettivo di ridare solidità a una squadra ormai in evidente difficoltà.
Una decisione che riflette la linea seguita dal tecnico per gran parte della gara. Pur trovandosi sotto nel punteggio, Scaloni ha preferito non sbilanciare l’Albiceleste con un tridente offensivo, continuando ad affidarsi alla coppia composta da Messi e Julian Alvarez e cercando di preservare gli equilibri in mezzo al campo. Una strategia prudente che, dopo il vantaggio firmato da Ferran Torres, ha però lasciato l’Argentina con poche soluzioni offensive proprio nel momento in cui serviva aumentare la pressione alla ricerca del pareggio.
La parabola di Lautaro
L’esclusione di Lautaro ha rappresentato uno dei temi più dibattuti della finale. Una scelta che ha sorpreso soprattutto alla luce del percorso dell’attaccante dell’Inter durante il Mondiale, nel quale si era ritagliato un ruolo sempre più determinante. Dopo aver iniziato il torneo da titolare accanto a Messi, disputando le prime quattro partite, conquistando un calcio di rigore contro l’Austria e trovando anche la via del gol contro la Giordania, il ct ha modificato le gerarchie offensive. Da quel momento Lautaro era diventato il primo cambio in attacco, trasformandosi però in un’arma decisiva a gara in corso.
Il numero 22 ha infatti lasciato il segno in tutte le sfide a eliminazione diretta: contro l’Egitto ha cambiato il volto della partita con l’assist che aveva avviato la rimonta dallo 0-2 al 3-2, nei quarti di finale ha realizzato ai supplementari il gol del definitivo 3-1 contro la Svizzera, mentre in semifinale ha deciso la sfida con l’Inghilterra firmando la rete del 2-1 al 92′.
Proprio per il peso specifico delle sue prestazioni, in molti si aspettavano di vederlo protagonista anche nell’ultimo atto del torneo. Invece Lautaro è rimasto in panchina per tutti i 120 minuti, una decisione che ha acceso immediatamente il dibattito tra tifosi e addetti ai lavori. Sui social, in particolare, migliaia di sostenitori argentini e dell’Inter hanno espresso stupore per la scelta del ct, chiedendosi come fosse possibile rinunciare, anche nei tempi supplementari, a uno degli uomini più decisivi del cammino mondiale.
La reazione dei tifosi sui social
Molte le polemiche sui social, arrivate sia dai tifosi argentini sia dai sostenitori nerazzurri. “Sono amareggiato che sia stata negata al capitano la possibilità di partecipare anche solo per dieci minuti alla finale più importante”, scrive un utente su X. C’è chi punta il dito direttamente sul ct, come chi lo definisce “irriconoscente”, e chi allarga il ragionamento: “Vittima indiretta dell’espulsione di Enzo Fernandez, ma resta ingiusto. Sappiamo di cosa è capace in campo, ancora di più con questa selezione. Scaloni si è privato di un’arma vincente”, si legge in un altro commento. Non manca la delusione di chi ricorda cosa era successo pochi giorni prima: “Quando hai vissuto una serata come quella di Lautaro in semifinale, certe decisioni fai fatica a sopportarle. Nessun minuto in finale, non se lo meritava”. E in mezzo alle critiche c’è anche il sostegno di chi lo aspetta a Milano, “lì dove davvero viene apprezzato”.

