Addio a Kevin Keegan, idolo inglese due volte Pallone d’oro – Calcio

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Non era certo un colosso Kevin Keegan, ma con la grinta e un fiuto del gol inversamente proporzionali all’altezza diventò uno degli attaccanti più micidiali e vincenti degli anni ’70 e ora la notizia della sua scomparsa, a 75 anni, ha reso ancor più triste per l’Inghilterra queste giornate post mondiali. Da tempo malato di cancro, l’ex campione del Liverpool, del Newcastle e dell’Amburgo, due volte Pallone d’Oro, se n’è andato senza avere la gioia di vedere in finale a New York la sua nazionale, con la cui maglia aveva collezionato 63 presenze segnando 21 reti ma senza mai partecipare ad un grande torneo. Una media di un gol ogni tre apparizioni, vicina a quella che aveva tenuto con le squadre di club, quando trovava quasi sempre modo di bucare le difese avversarie grazie alla velocità alla tecnica e all’astuzia del vero bomber.


Figlio di un minatore, nato nella piccola città di Armthorpe, nello Yorkshire, Keegan aveva comunque nel sangue il senso del duro lavoro che unito al talento gli permise di salire ai vertici, nonostante un inizio non facile. Già famoso, raccontava spesso di essere stato snobbato da diversi club prima di essere notato dal Liverpool, dove comunque approdò appena ventenne, nel 1971. Lì trovo un tecnico di talento, Bill Shankly, che lo spostò dal centrocampo all’attacco, fanedo la fortuna sua e dei Reds. Il Liverpool visse allora una vera epoca d’oro, vincendo tre campionati (1973, 1976, 1977), una Coppa dei Campioni, nel 1977, e due coppe Uefa. L’anno successivo Keegan, attratto da un ricco contratto, decise a sorpresa di trasferirsi, all’Amburgo, in un’epoca in cui tali passaggi non erano certo comuni. In Germania, le sue prestazioni gli valsero la conquista del Pallone d’Oro nel 1978 e poi ancora nel 1979, anche se oltre al titolo nazionale nello stesso anno – comunque storico per un club che lo inseguiva da 19 anni – non riuscì a conquistare un’altra Coppa dei Campioni, perdendo la finale 1980 col Nottingham Forest. Keegan tornò quindi in Inghilterra, trascorrendo due anni al Southampton e due al Newcastle, dove concluse la sua carriera da giocatore nel 1984 per passare quella di allenatore.
E fu proprio sulla panchina dei Magpies che ebbe i maggiori successi in quel ruolo, prima riportandoli dalla Seconda Divisione alla Premier League, dove sfiorò il titolo nel 1996.
Lasciata Newcastle nel 1997, il resto della carriera da allenatore di Keegan fu meno memorabile e anche quando fu chiamato sulla panchina della nazionale, nel 1999-2000, non ebbe grande successo e fu esonerato dopo un’esperienza deludente agli Europei. Passato al Manchester City, decise di ritirarsi nel 2008, dopo un breve ritorno a Newcastle, dove ancora lo ricordano, così come a Liverpool. Entrambi i club, l’Amburgo e la federazione inglese hanno subito ricordato ‘Mighty Mouse’ (il Topo potente, ndr) o ‘King Kev’. Cinquant’anni dopo, il suo nome è ancora ben vivo nel loro ricordo e in quello dei tifosi.

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