Non c’è accordo sul nome del prossimo allenatore della Nazionale tra Mancini, Pirlo e Conte, slitta la nomina ma il gioco delle tre carte non è un bel segnale
Fumata grigia. Chi pensava che nel weekend sarebbe uscito il nome del prossimo ct dell’Italia è rimasto deluso. Incontri, telefonate e riunioni non sono stati sufficienti al triumvirato composto dal presidente della Figc Malagò, dal dt Maldini e da Leonardo per trovare un’intesa e l’inattesa mancata comunicazione vuol dire una sola cosa: ci sono idee diverse sul nome del tecnico chiamato al compito di risollevare la Nazionale dal baratro dov’è finita. E che quindi il feeling tra i dirigenti azzurri è già in ribasso.
L’interregno di Silvio Baldini
E’ da aprile che l’Italia è senza ct. Da quando Gattuso – che a caldo dopo il ko di Zenica con la Bosnia aveva rimandato ogni discorso sul suo futuro – si è dimesso la panchina azzurra è senza proprietario. L’ha occupata a interim Silvio Baldini (colpito da un gravissimo lutto l’altro giorno) per due amichevoli (ma contro Lussemburgo e Grecia) che avevano spinto tanti tifosi a chiederne la conferma ma adesso è vacante e la Nations League è alle porte. Urge fare una scelta ma cosa manca?
Il gioco delle tre carte
Il ritardo ha un motivo chiaro: Malagò è pro Mancini, l’accordo praticamente già c’è: 4 anni di contratto e 2 milioni netti a stagione più bonus (che poi è il budget a disposizione della federazione per il ct, cosa che mette fuori gioco Guardiola e – se non interviene il sostegno degli sponsor, anche Conte). Se il Mancio non è stato annunciato significa che Maldini e Leonardo hanno delle perplessità. Paolo si spende per Pirlo, a Leonardo andrebbe bene anche Pioli ma allora che si fa? Malagò ha paura di partire con una mossa sbagliata e non si fida dell’inesperto Pirlo e di un tecnico come Pioli dall’immagine decisamente annacquata.
Questo gioco delle tre carte però non può durare a lungo. Questa vince, questa perde, dov’è l’asso? Dov’è il ct? La situazione sotto certi aspetti ricorda l’episodio “Il soglio santo” contenuto nel film “Signori e signore buonanotte” con Nino Manfredi nei panni di un anziano cardinale che si finge in fin di vita per anni aspettando l’occasione che un mancato accordo tra i favoriti non porti alla decisione di un “papa di transizione. I due cardinali Piazza-Colonna e Canareggio durante il conclave ottengono lo stesso numero di voti e alla fine decidono di eleggere al soglio qualcuno mite nel carattere e che non abbia molto da vivere, un papa di transizione appunto. Al di là del finale a sorpresa del film non si può escludere che a sbrogliare la matassa debba essere un nome “terzo” che scontenti tutti ma che al tempo stesso li metta d’accordo. Ecco perché è spuntata la candidatura Palladino ed ecco perchè non è da escludere neanche la candidatura di Claudio Ranieri, il più “cardinalizio” di tutti.
I club vogliono Conte
In mezzo a questi dubbi c’è poi la posizione dei club che, con l’Inter di Marotta in testa, sono pro-Conte e continuano a mandare messaggi in tal senso. Tra poco più di un mese già riparte il campionato ed è tempo di far uscire la carta giusta. Per far ripartire l’Italia per bene altrimenti i primi dubbi inizierebbero a coinvolgere proprio i vertici, ovvero in ordine gerarchico Malagò, Maldini e Leonardo.

