Il portiere del Parma costa tanto (30 milioni) ed è seguito pure da Psg e club di Premier League, ma sta scalando la classifica di gradimento tra gli obiettivi juventini per sostituire Di Gregorio
Il suo nome, Zion, significa “luogo di pace” e sembra quasi un ossimoro visto che il portiere è indubbiamente il ruolo più difficile sul campo di calcio, quello nel quale la pressione psicologica pesa tantissimo. Anche perché spesso ci si ritrova soli contro tutti. Pace, tra i pali, la cerca anche la Juventus, dopo una stagione “nera” in cui ha stabilito il poco invidiabile record di aver subito per 16 volte gol al primo tiro in porta, con la percentuale più alta (46%) tra tutte le squadre si Serie A. Così, nelle ultime settimane, viste le notevoli complicanze dell’affare Martinez e il poco convincimento sul profilo di Guglielmo Vicario, i bianconeri stanno seriamente pensando a Zion Suzuki del Parma per raccogliere l’eredità di Di Gregorio.
suzuki, chi è il portiere del parma
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Certo, quella con il Parma non sarà una trattativa facile: la richiesta degli emiliani è di 30 milioni e la concorrenza internazionale (dalla Premier League al Psg) agguerritissima. Nato nel 2002 negli Stati Uniti, da madre giapponese e padre statunitense di origini ghanesi, è cresciuto in Sol Levante e ha bruciato le tappe: più giovane di sempre a firmare un contratto professionistico nella storia dei prestigiosi Urawa Red Diamonds, nel 2023 è già in Europa, al Sint-Truiden, in Belgio. È qui che lo pesca, un anno più tardi, il Parma, consegnandogli subito la maglia da titolare. Suzuki inizialmente paga un po’ di irruenza e ingenuità, ma poi si impone come uno dei migliori portieri della Serie A. Ma cos’è che ha convinto Carnevali, Massara e Spalletti a individuare in lui l’uomo giusto? Intanto la giovane età, che permetterebbe di di farne un investimento a lungo termine. Poi, le caratteristiche tecniche, che potrebbero ben integrarsi nei concetti di gioco Spalletti.
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juve, perché piace suzuki del parma
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I dati del giapponese nell’ultima stagione, infatti, vanno nettamente nella direzione indicata dal tecnico bianconero: secondo le statistiche di Fotmob, il numero uno del Parma ha effettuato una media di quasi 22 passaggi riusciti a partita, contro i 17 di Di Gregorio. Ma è sui lanci lunghi che la differenza appare ancora più evidente: 8 per Suzuki, contro i meno di 4 dello juventino. In questo senso, quindi, si inserirebbe alla perfezione nel gioco palleggiato e di dominio che Spalletti ha in mente da quando siede sulla panchina della Juve (ai fini di eludere le marcature uomo contro uomo a tutto campo), ma permetterebbe pure la variante della “pallata” per il centravanti, come ampiamente dimostrato nell’ultima stagione al Tardini con Pellegrino. O della rapida ripartenza con un esterno, come la Juve ha messo in mostra con l’asse Perin-Conceiçao in occasione del gol di Yildiz contro il Sassuolo. Alto 1,90, forte fisicamente, nei due anni in Serie A ha saputo dimostrare una notevole esplosività negli interventi salva-risultato, come confermato pure all’ultimo Mondiale. Ma non solo: Suzuki si è imposto come il miglior numero uno per uscite alte (81), aspetto che permette di dare più sicurezza anche ai compagni di reparto. E di contribuire a rendere l’area di rigore, per quanto possibile, un “luogo di pace”…
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