I 201 cm di Lorenzo, il meno prolifico della scorsa stagione, e i 191 di Big Rom, che ai Mondiali ne ha già fatto tre, e del danese – 12 reti nell’ultimo campionato – assicurano al momento ad Allegri ampie soluzioni in acrobazia. Ma le variabili del mercato sono tante…
Se i gol si pesano, vabbè, no problem: metti assieme Hojlund, Lucca e Lukaku ed è inevitabile sentirsi al sicuro o quasi. Ma, se i gol si contano, allora Napoli se ne può stare pure comodamente in attesa che arrivi un’altra stagione, per provare a riprendersi il meglio da ognuno. Romelu Lukaku, un Big (Rome), viaggia su cifre considerevoli, ha superato quota quattrocento (409 per la precisione tra club e Nazionale), al Mondiale sta dimostrando che, manco fosse unto dal Signore, gli basta mettere un piede in campo che con l’altro la butta dentro. Certo, ha un ingaggio a portata di arabi e turchi, otto e mezzo netti, ma queste sono storie del mercato. Rasmus Hojlund non ha il vissuto del proprio idolo ma ha appena battuto se stesso, 12 gol in campionato come mai prima d’ora, e poi si è eguagliato, segnandone 16 in stagione, come al Manchester United nella sua prima stagione. E Lorenzo Lucca, poverino, mica ha dimenticato: all’Udinese in due anni ne ha fatti ventitré, non sarebbero pochi a pensarci bene, però a Napoli gli è andata male e pure al Nottingham Forrest, per un totale di tre autografi.
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sua altezza
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Gli attaccanti sono i personaggi-copertina, in genere, i principi delle serate, le star o pure gli uomini dei sogni: Sua Maestà o Sua Altezza, dipende, nell’immaginifico. E il Napoli, guardandoli o affiancandoli, poi non è messo male con questi tre corazzieri da sistemare nell’area di rigore altrui: volendo argomentare, centimetro alla mano, c’è da starsene tranquillamente appollaiati a guardarseli, cinicamente consapevoli di essere una forza non solo sui cross. Lucca sta oltre i due metri (2,01) e Lukaku e Hojlund, che quasi sfigurerebbero perché “regalano” entrambi dieci centimetri, a 1,91 non se la passano male. Volendo divagare, sei metri (circa) d’attaccanti, adagiati uno sull’altro, che fanno una specie di torre dalla quale, a naso e secondo gli spifferi del mercato, bisognerebbe sottrarre un protagonista. Ma queste sono dinamiche imprevedibili, non le conoscono neanche i diretti interessati, e poi si sa come vanno certe cose, cioé gli affari, che dipendono da variabili insospettabili: però chissà chi il tifoso comune – e anche De Laurentiis, Manna e Allegri – toglierebbe dalla torre!
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