Il presidente granata apre alla vendita del club e traccia il profilo del successore ideale, mentre torna sul rapporto con i tifosi e sul futuro della squadra.
“Devi vendere”, Urbano Cairo lo ha sentito per tutto l’anno in ogni partita. E ora il presidente ha aperto alla possibilità di cedere il Torino. Le dichiarazioni del patron granata, riportate dall’edizione odierna de La Stampa, arrivano dopo stagioni segnate dalle contestazioni della tifoseria, che in più occasioni ha invitato la proprietà a valutare l’eventualità di passare il testimone. Pur precisando di non aver ricevuto offerte, Cairo ha tracciato il profilo del successore ideale, soffermandosi anche sul rapporto con i tifosi e facendo il punto sulla squadra in vista della nuova stagione.
Cairo apre alla cessione del Torino
Il passaggio più significativo dell’intervento di Cairo riguarda proprio il futuro societario. Il presidente granata non ha chiuso più la porta a un eventuale passaggio di proprietà e, anzi, traccia l’identikit del successore ideale: “Mi piacerebbe trovare qualcuno meglio di me che rilevasse la squadra. Io sono disposto a cederla. Mi piacerebbe tanto che fosse un torinese, ricco, tifoso e generoso“. Un profilo ben preciso, quello delineato dal patron del Torino, che però ammette di non vedere facilmente all’orizzonte.
Per questo lo sguardo si è allargato anche oltre i confini italiani: “Di italiani però oggi non ne vedo tanti disponibili, forse ce ne potrebbero essere di internazionali. Ma al momento non ho avuto nessuna offerta”. Parole che confermano come, allo stato attuale, non esistano negoziazioni in corso, ma che allo stesso tempo rappresentano una novità rispetto alle posizioni mantenute negli ultimi anni.
Le proteste dei tifosi e il riconoscimento di Cairo
Le dichiarazioni del presidente sono arrivata dopo un lungo periodo caratterizzato da un rapporto complicato con l’ambiente granata. La contestazione nei confronti della proprietà è diventata una costante delle ultime stagioni, con i tifosi che hanno più volte chiesto apertamente a Cairo di vendere il Torino. Manifestazioni fuori dallo stadio, proteste organizzate dalla Curva Maratona e numerosi striscioni hanno scandito gli ultimi campionati, alimentando un clima di forte tensione tra la società e una parte della tifoseria.
Proprio ai sostenitori granata Cairo ha voluto dedicare un passaggio significativo: “Comunque sia i tifosi servono: sono loro l’anima della squadra”. Un riconoscimento del ruolo centrale del pubblico del Torino, da sempre considerato uno dei patrimoni più importanti del club, nonostante le frizioni che hanno caratterizzato gli ultimi anni.
Il punto sulla squadra: fiducia in Abate e possibili rinforzi dal mercato
Nel corso dell’intervista, Cairo ha affrontato anche i temi legati al campo. Il presidente ha ribadito la propria fiducia nel lavoro di Ignazio Abate, chiamato a guidare il nuovo corso tecnico, sottolineando la volontà di intervenire sul mercato con profili giovani ma già pronti a dare un contributo immediato: “Qualche innesto giovane e da mettere subito in campo. Tra loro forse un portiere, ma Paleari per me ha fatto bene”. Infine, Cairo ha difeso il proprio operato alla guida del Torino, sostenendo di non avere rimpianti per quanto fatto durante gli anni della sua presidenza. Dichiarazioni che arrivano in un’estate destinata a far discutere: l’apertura alla cessione del club rappresenta infatti uno degli sviluppi più significativi degli ultimi anni e potrebbe riaccendere l’interesse di eventuali investitori, italiani o stranieri, per il futuro della società granata.

