La Svizzera esce tra polemiche e rimpianti dopo il ko contro l’Argentina. Tutti sono convinti che l’espulsione di Embolo abbia cambiato definitivamente la partita.
La delusione in casa Svizzera è enorme dopo l’eliminazione ai quarti di finale del Mondiale 2026 contro l’Argentina. I rossocrociati, sconfitti ai tempi supplementari dopo una gara giocata con grande personalità, puntano il dito soprattutto contro l’episodio che ha cambiato il match: l’espulsione di Breel Embolo al 70’. Una decisione maturata dopo l’intervento del VAR che ha ribaltato la precedente valutazione dell’arbitro João Pinheiro. Per giocatori e staff, quella scelta ha spezzato l’equilibrio di una sfida che la Svizzera ritiene di aver controllato per lunghi tratti.
Xhaka: “L’espulsione ha ucciso la partita”
Il più duro nelle dichiarazioni del dopogara è stato il capitano Granit Xhaka, che non ha nascosto tutta la propria amarezza per il cartellino rosso mostrato a Embolo. Secondo il centrocampista, fino a quel momento la Svizzera aveva preso in mano la partita, mettendo in difficoltà i campioni del mondo in carica. “Il secondo tempo era la nostra partita. Abbiamo segnato, in campo ci sentivamo molto bene. Avevamo più energia e più fiducia. Il cartellino rosso ha cambiato tutto. Ha cambiato il nostro piano partita“, ha spiegato.
Xhaka ha poi rincarato la dose, pur riconoscendo che il direttore di gara ha applicato il regolamento: “Le regole sono regole e non possiamo cambiarle, ma è una decisione con cui uccidi la partita. Questa è la mia opinione“. Infine il capitano svizzero ha espresso il rimpianto più grande della serata: “Credo che undici contro undici li avremmo battuti”.
Freuler: “Meritavamo noi, per questo fa così male”
Anche Remo Freuler ha condiviso la lettura del proprio capitano, sottolineando come la Svizzera avesse preso il controllo dell’incontro proprio prima dell’espulsione. Il centrocampista ha ricordato che sulla carta l’Argentina partiva favorita, ma che quanto visto sul terreno di gioco raccontava una storia diversa.
“È difficile trovare le parole dopo una sconfitta del genere“, ha dichiarato il bolognese. “Sulla carta l’Argentina era più forte di noi ma poi in campo abbiamo visto che non era così. Abbiamo mostrato il nostro valore fino all’espulsione di Embolo, decisione che ha cambiato la partita. E che non capisco“. Il giocatore ha poi aggiunto: “Oggi meritava la Svizzera; per questo aver perso fa così male“. Infine ha concluso con il rammarico per un traguardo soltanto sfiorato: “Abbiamo scritto la storia, ma volevamo di più“.
Akanji e Yakin: “In undici contro undici avremmo vinto”
La stessa convinzione è stata espressa anche da Manuel Akanji, che ha elogiato la prestazione della Nazionale svizzera nonostante l’eliminazione. “Siamo stati aggressivi e abbiamo provato a giocare fin dall’inizio. In 11 sono convinto che avremmo vinto“, ha affermato il difensore, ribadendo come la superiorità numerica abbia inciso in maniera decisiva sull’esito della sfida.
Sulla stessa linea anche il commissario tecnico Murat Yakin, che ha difeso la prova dei suoi giocatori. “Si è visto l’andamento della partita, si è visto che siamo stati migliori dell’avversario. In undici contro undici avremmo vinto“, ha dichiarato il tecnico. Yakin ha poi aggiunto: “Avevamo il ‘momentum’ dalla nostra parte e volevamo fare un cambio offensivo. Non so chi abbia inventato questa regola, ma non possiamo cambiarla. Fa male“.
L’episodio che ha deciso la sfida con l’Argentina
L’azione contestata è arrivata al 70′, pochi minuti dopo il pareggio firmato da Dan Ndoye. In un primo momento João Pinheiro (già coinvolto in polemiche in un match di Champions League) aveva ammonito Leandro Paredes per un presunto fallo su Breel Embolo. Dopo la revisione al VAR, però, l’arbitro ha cambiato decisione, ritenendo che fosse stato l’attaccante svizzero a cercare il contatto e simulare la caduta.
Essendo già ammonito, Embolo ha ricevuto il secondo cartellino giallo e quindi l’espulsione, lasciando la Svizzera in inferiorità numerica per il finale dei tempi regolamentari e per tutti i supplementari. L’attaccante ha lasciato il campo in lacrime, mentre i compagni hanno protestato a lungo con il direttore di gara. Da quel momento l’inerzia della partita è cambiata e l’Argentina è riuscita a imporsi nei tempi supplementari, spegnendo il sogno della Svizzera di raggiungere una storica semifinale mondiale.

