senza l’ammonizione di Paredes l’avrebbe fatta franca

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Il Toro, già ammonito, ha rischiato grosso per l’esultanza dopo il gol del 3-1 alla Norvegia, Luca Marelli spiega il gap della nuova regola legata al Var

Si troverà di fronte a una scelta non facile il ct Scaloni mercoledì per la semifinale dei Mondiali contro l’Inghilterra. Chi schierare in attacco assieme all’intoccabile Messi? Questa notte hanno segnato entrambi i suoi centravanti, prima Julian Alvarez con un supergol all’incrocio e poi Lautaro Martinez, che era entrato da poco e che ha messo in ghiaccio la qualificazione segnando la rete del definitivo 3-1. In realtà, regolamento alla mano, l’allenatore dell’Albiceleste avrebbe dovuto contare solo sul bomber dell’Atletico Madrid per la sfida agli inglesi. L’interista infatti avrebbe dovuto essere espulso in una gara peraltro caratterizzata da tante polemiche arbitrali.

Lautaro graziato, c’era il secondo giallo

Lautaro Martinez era già stato ammonito al 98′ per aver colpito in scivolata Akanji con la palla che stava uscendo sul fondo e ha rischiato davvero grosso dopo la rete del 3-1. Il bomber nerazzurro, infatti, ha superato i cartelloni pubblicitari per festeggiare insieme ai tifosi argentini presenti allo stadio, cosa vietata dal regolamento. L’arbitro portoghese Joao Pinheiro ha scelto di non intervenire disciplinarmente, ma la Regola 12 dell’IFAB stabilisce che un calciatore debba essere ammonito se sale sulle recinzioni o si avvicina agli spettatori in modo tale da creare potenziali problemi di sicurezza. Nel caso specifico, l’attaccante è rimasto tra il pubblico soltanto per pochi istanti ma comunque era sanzionabile. Qualora Pinheiro avesse estratto il secondo cartellino giallo, Lautaro Martinez avrebbe saltato la semifinale contro l’Inghilterra.

Marelli trova l’errore nel nuovo regolamento

L’episodio, unito alla discussa espulsione di Embolo e ad altre decisioni contestate nel corso del torneo, ha riacceso le accuse di chi ritiene che l’Argentina sia stata favorita dagli arbitri ma sul caso dello svizzero espulso dopo l’intervento del Var si registra una riflessione di Luca Marelli. L’ex arbitro comasco scrive al riguardo su Facebook: “Paredes viene ammonito per una chiarissima simulazione di Embolo che, senza alcun contatto, si lancia a terra, nel contempo allargando la gamba destra per trovare il contatto con il centrocampista argentino. Paredes viene ammonito ed il VAR richiama Pinheiro all’OFR. Conseguenza inevitabile: ammonizione revocata a Paredes, seconda ammonizione ed espulsione per Embolo: è la prima espulsione per doppia ammonizione del Mondiale, dopo 13 espulsioni dirette.

Questa novità non mi piace per nulla perché pone sul tavolo un problema gigantesco: se Paredes non fosse stato ammonito, il VAR non avrebbe potuto far nulla, si sarebbe ripreso con un calcio di punizione per la Svizzera, di fatto lasciando la decisione assunta in campo. Il punto è proprio questo: questa disparità è sostenibile, nel lungo periodo? Sinceramente ho molti dubbi in proposito perché una decisione del genere impatta seriamente sull’andamento della gara dato che Embolo, lo ricordo, era già ammonito. E, soprattutto, perché il VAR non può intervenire sulle seconde ammonizioni non comminate.

Pertanto abbiamo un paradosso: se Paredes non fosse stato ammonito, la Svizzera sarebbe stata avvantaggiata. Paredes è stato ammonito e ciò ha portato (in sintesi) all’eliminazione della Svizzera. Penso ad un episodio limite. Due calciatori si contendono il pallone, l’arbitro valuta l’intervento falloso dell’attaccante meritevole di cartellino giallo. Il cartellino giallo comporta l’espulsione perché l’attaccante era già ammonito. In realtà, vedendo le immagini, i VAR si accorgono che il fallo è stato commesso dal difensore ma che, al contempo, si tratta di fallo negligente, nulla di punibile con sanzione disciplinare. E perciò che si fa? Si lascia l’espulsione ingiusta o si forza il protocollo basandosi su un possibile scambio di persona? A mio parere un pasticciaccio questa novità protocollare”.

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