Davanti a 2000 tifosi i rossoblù restano in 10 dopo 40’ per il rosso a Rowe e soprattutto non va, non segna, crea poco e subisce in maniera sconsolante
Lezione tedesca. E non di Tedesco. Davanti a 2000 tifosi, il Bologna resta in 10 dopo 40’ per l’espulsione (giustificata dalla reazione violenta) di Jonathan Rowe ma soprattutto non va, non segna, crea poco e subisce in maniera sconsolante. E perde 0-4 contro l’Arminia, squadra di seconda divisione tedesca più avanti nella preparazione e che prende la gara con grande vigorìa…
Il tris e il rosso
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Dopo 7’ il Bologna è già sotto: palla persa a sinistra, botta respinta da Pessina e Grodowski che infila lo 0-1. Tedesco lavora secondo un 4-3-3 nel quale però Odgaard fa più il sottopunta che la mezzala: Rowe apre il motore spesso ma l’Arminia (l’due anni fa in finale di Coppa di Germania) mette lo 0-2 con indecisione pesante fra Pessina e Casale direttamente da rinvio del portiere tedesco. Tradotto: doppietta di Grodowski dopo soli 14’. Castro litiga con Bauer, il Bologna non sta funzionando anche perché i carichi di lavoro fino a qui sono stati pesanti. Poi, ecco lo 0-3 di Worl ma anche l’espulsione di Rowe che al secondo contrasto forte (di Russo, in questo caso), reagisce e rifila un colpo di spalla/petto al centrocampista dell’Arminia: Bologna in 10 al 40’ del primo tempo, nervi tesissimi. Poi, lo 0-4 di Bauer a gara ormai andata. Dicono che le grandi storie cominciano con “discrete” sconfitte: si vedrà. Per ora Arminia “vier” (quattro), Bologna “null” (zero).

