Nessun club indagato nell’inchiesta che riguarda Rocchi e gli arbitri italiani ma secondo il quotidiano i contatti tra l’ex designatore e i dirigenti erano frequenti
Notizie, indiscrezioni e voci che serpeggiano: l’inchiesta sugli arbitri italiani esplosa con le notizie di due giorni fa non accenna a dipanarsi. Anzi la sensazione è che dopo le prime notizie emerse, la vicenda che riguarda l’ex designatore Gianluca Rocchi e i vertici arbitrali italiani sia solo in una fase iniziale.
L’indiscrezione di Repubblica
L’inchiesta sugli arbitri italiani è solo all’inizio e la sensazione è che prima di riuscire a dipanare la matassa ci vorrà molto tempo. Nel frattempo continuano ad arrivare spezzoni e frammenti dell’inchiesta a mezzo stampa. Le ultime arrivano dalle colonne di Repubblica che parla di un vero e propria sistema Rocchi: “Uno scenario di guerra tra due fazioni con presunti rivolti penali”, scrive il quotidiano che citando una fonte anonima parla di “designazioni a piacimento” ed “epurazione delle figure che non si piegavano al metodo”. Il quotidiano racconta come la figura di Rocchi fosse sempre presente con il designatore “in costante rapporto telefonico con i dirigenti delle squadre pur non potendo da regolamento ingraziarsi i club”.
Inter-Roma e gli audio spariti
Tra le partite che sono finite sotto la lente di ingrandimento ci sarebbe anche Inter-Roma della scorsa stagione. Repubblica riporta anche la risposta secca del Var al suo assistente riguardo un fallo sul nerazzurro Bisseck: “Fatti i fatti tuoi”, una presa di posizione che secondo il quotidiano sarebbe arrivata da Gervasoni ma di quella partita l’audio di quanto avvenuto al Var sembra sparito. Il direttore di gara in quella circostanza era Fabbri mentre al Var c’era di Bello e come suo assistente Piccinini.
Le tensioni in Procura
La vicenda sembra solo agli inizi con un primo passaggio fondamentale che potrebbe essere rappresentato dalla decisione di Gianluca Rocchi di parlare o meno di fronte ai giudici. Ma da Milano arrivano anche rivelazioni sul clima che si respira in Procura e anche in quel caso ci sarebbero delle tensioni. A rivelarlo è stato nella giornata di ieri l’Ansa: “In Procura si respira un clima di tensione che sembra legato alla gestione dell’indagine da parte del pm rispetto ai vertici dell’ufficio. Nessuna commutazione formale è stata rilasciata a riguardo”. Il giornale “La Verità” ha anche rilanciato l’idea che alcuni club avrebbero già chiesto il trasferimento dell’inchiesta da Milano a Roma.

