Il ct risponde alle critiche prima della finalina per il terzo posto, poi dirà addio e farà spazio a Zidane, le parole commosse dopo le polemiche
L’atmosfera che si respira in casa Francia, prima della finale per il terzo posto contro l’Inghilterra, la riassume sinteticamente in una sola frase Ibrahima Konaté. Il difensore centrale nella conferenza di vigilia è apparso apatico e ha ribadito la frase che ripeteva da giorni a proposito della partita: “Certo che nessuno ha voglia di giocare“. E’ la sfida dei delusi ma è anche la partita di addio alla nazionale per alcuni, su tutti Didier Deschamps, l’unico forse ad avere motivazioni oggi. Il ct ha risposto alle critiche, si è lasciato andare a una polemica per poi commuoversi alla fine.
La polemica con Dugarry
Parole pesantissime nei suoi confronti le aveva pronunciate il suo ex compagno Cristophe Dugarry, oggi commentatore per RMC, che in tv aveva perso le staffe in diretta dicendo: “Questa non è una sconfitta, non è un’eliminazione, è un’umiliazione. Sapevamo che potevamo perdere contro la Spagna, non c’è problema, ma non in questo modo. Mi sento imbrogliato, truffato, preso in giro, tradito…”. Non da oggi l’ex attaccante critica il ct che prima elude la domanda al ruguardo ( “Avanti il prossimo “), poi aggiunge: “Cosa volete che dica? Mi dispiace, ma non condivido il vostro punto di vista. Che sia un giornalista o un ex giocatore, può dire quello che vuole, ma non cercate di salvare la situazione; io non sono qui per questo”. Poi bruscamente, rivolgendosi spontaneamente al giornalista che glieli aveva posto la domanda: “Perché non va a cercare persone che dicono cose positive? Va sempre a cercare chi dice questo o quello?”. E ha concluso, ironicamente: “A molte persone interesserà sapere che il rapporto è perfetto…”.
L’importanza del terzo posto
Deschamps non giudica un’amichevole la finalina: “Sento una responsabilità riguardo alla partita che ci aspetta, che non è un’amichevole. Non è quella che avremmo preferito , ma è così. È il terzo posto, e io, insieme al mio staff e ai giocatori, abbiamo il dovere di fare tutto il possibile per raggiungere l’obiettivo. Gli inglesi non lo vogliono, e nemmeno noi, ma è lì, è l’obiettivo, ed è quello che ho in mente. Quando c’è una vittoria, ci sono sorrisi e gioia; sono momenti meravigliosi. Quando non c’è, è meno piacevole, ma dobbiamo accettarlo. La Spagna è stata migliore di noi, anche se i dati atletici, in termini di distanze e intensità di corsa, sono buoni. Ma c’è anche l’aspetto tecnico, e questo è legato alla qualità della squadra spagnola, che ha alzato l’asticella. Tutto sommato, la Spagna si è qualificata e noi no. La delusione è commisurata alle ambizioni che legittimamente avevamo; dobbiamo accettarla. C’è questa partita, e poi ci saranno le vacanze; i giocatori ne hanno bisogno, e anch’io”.
Difficile cancellare il ko con la Spagna, Deschamps rilegge la partita: “Anche gli spagnoli hanno giocato bene con quattro attaccanti. Abbiamo difeso male? Avremmo potuto difendere meglio. Abbiamo attaccato bene? No, non ci siamo riusciti perché abbiamo sprecato troppi palloni, e i nostri avversari si sono assicurati che lo facessimo ancora di più. A Doha siamo arrivati in finale, avevamo quattro attaccanti, è stata una mia scelta. Il fatto che non ci siamo arrivati non cambia tutto. Bisogna considerare anche l’avversario”.
Ci si aspettava di più da Olise: “Che non abbia giocato al meglio contro la Spagna, certo, ma questo vale anche per altri giocatori. Ha ancora margini di miglioramento. Ovviamente, in futuro sarà ancora più forte. Certo, il Mondiale sarà anche un’esperienza formativa per un giovane giocatore come Désiré Doué. Anche l’aspetto emotivo gioca un ruolo importante. Se c’è un giocatore che è stato sotto i riflettori fin dall’inizio del torneo, quello è Michael, e giustamente, se lo merita. Anche la semifinale di Champions League contro il PSG gli sarà utile. A volte le cose si complicano a causa dell’avversario. E questo richiede tempo. Guardate Upamecano, oggi è un mostro, io lo chiamo “il piccolo mostro”, ma anche lui ha impiegato del tempo per raggiungere quel livello. Se mai avrete il privilegio di indossare quella maglia, capirete cosa si prova”.
Le motivazioni di Mbappè e il commosso saluto
Mbappé è disponibile e potrebbe essere motivato dal voler vincere la classifica cannonieri: “Ci sono sempre delle motivazioni. Bisogna analizzare cosa le spinge ad agire. Kylian non ha bisogno di motivazioni. Mi sembra legittimo che abbia questo obiettivo personale. Potrebbe anche avere altre cose in mente che influenzano le sue decisioni. Questa sarà l’ultima partita, ma non è una partita come le altre. Non cambierà la vita dei giocatori, ma è meglio arrivare terzi che quarti, e faremo tutto il possibile per raggiungere questo obiettivo, Kylian in veste di capitano incluso”.
Infine il saluto: “Nella mia mente, so benissimo che ora calerà il sipario finale . Senza voler commuovere nessuno, so che mi mancherà la nazionale francese, ma ho avuto il privilegio di esserci stato indossando quella maglia, di vivere momenti magnifici e altri più difficili. Il sipario cala, ma la vita continua. Non so cosa mi riserverà il futuro, ma sono una persona positiva per natura; so che sarà anche qualcosa di bello. La nazionale francese è la cosa migliore che mi sia capitata nella mia vita professionale. Venticinque anni lasciano il segno nella vita di un uomo o di una donna, soprattutto perché creano ricordi indimenticabili. Ma la cosa importante è sempre ciò che ci aspetta”.

