Roma-Atalanta: Gasperini affronta il passato, Sarri vuole dimostrare che un’altra Dea è possibile: è una sfida ideologica

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La partita dell’Olimpico assume un significato speciale per i due allenatori, totalmente opposti per filosofie di gioco 

Roma-Atalanta è una sfida speciale per i due allenatori: Gian Piero Gasperini, che arriva alla gara col dilemma Dybala, torna ad affrontare il suo passato; Maurizio Sarri vuole vincere per accantonare l’eredità lasciata dal rivale a Bergamo e dimostrare che un’altra Dea è possibile. All’Olimpico va in scena una sfida tra ideologie.

Roma-Atalanta, sfida tra idelogie

Nella loro massima espressione, il calcio di Gian Piero Gasperini e quello di Maurizio Sarri sono in grado di far deliziare gli amanti del football: entrambi gli allenatori amano costruire squadre in grado di imporre il proprio gioco e dare spettacolo, segnando tanti gol.

Se questo è l’obiettivo di entrambi, la strategia da seguire per raggiungerlo è praticamente opposta: il Gasp ha costruito i suoi successi su un sistema di gioco basato sulle marcature a uomo a tutto campo e la difesa a tre; Sarri è tra i pochi cultori rimasti in serie A della zona pura e del gioco posizionale, e non ha mai abbandonato la sua cara difesa a quattro in linea. Ecco perché RomaAtalanta, in programma domani sera all’Olimpico può essere definita una sfida tra ideologie, più che una semplice partita.

Gasperini contro il suo passato

A rendere ancora più interessante il confronto è il bilancio dei precedenti, in perfetto equilibrio: lo storico dei confronti in serie A racconta di 6 vittorie di Gasperini, 6 di Sarri e altrettanti pareggi. Ma anche allontanandosi dai freddi numeri così come dalle ideologie, Roma-Atalanta rappresenta un passaggio speciale per i due allenatori. Gasperini affronta il suo passato, quell’Atalanta che ha allenato per 9 anni, trasformandola da provinciale in lotta per la salvezza in una realtà a livello internazionale, capace di vincere anche un’Europa League.

In conferenza stampa il tecnico di Grugliasco ha spiegato perché, un anno fa, decise di chiudere la sua storia con la Dea. “Presi una scelta non facile ma sono felice di averla fatta – ha detto il Gasp – A Bergamo non c’erano più le condizioni per andare oltre quanto avevamo fatto. E io volevo sentirmi ancora vivo: Roma è stata il massimo in questo senso”. Tradotto: più della qualificazione alla Champions e della vittoria di un’Europa League l’Atalanta non può offrirmi, di qui la scelta di arrivare a Roma.

Roma-Atalanta, Gasperini col dilemma Dybala

Battere la Dea domani significherebbe dimostrare di aver preso una decisione giusta: il terzo successo di fila confermerebbe che i giallorossi sono attrezzati per competere per lo scudetto. L’ostacolo per Gasp riguarda le condizioni di Paulo Dybala, non al meglio: “Non ha avuto niente – ha detto Gasperini -, gli esami non hanno evidenziato cose particolari, oggi proverà ma l’importante è che lui si senta tranquillo”.

Sarri e la costruzione di un’altra Dea

Anche Sarri ha inanellato due vittorie di fila, contro Sassuolo e Bologna, ma l’atmosfera in casa bergamasca non è così esaltante come quella che si respira nella capitale. Dopo 10 anni di “gasperinismo” – al vero Gasp nella passata stagione sono succeduti due discepoli come Ivan Juric e Raffaele Palladino – la transizione al “sarrismo” ha dato frutti sul piano del risultato, ma non ancora del gioco: l’Atalanta che ha vinto al 96’ contro il Bologna grazie a una papera di Skorupski è stata una delle più brutte degli ultimi anni.

All’Olimpico Sarri insegue quindi un risultato e una prestazione in grado di dimostrare che il passato può essere messo da parte, che i nerazzurri possono essere una grande squadra anche giocando un calcio diverso da quello dell’ultimo decennio. Insomma, che un’altra Dea è possibile.

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