Il leader della Roja potrebbe diventare il quinto capitano spagnolo a sollevare un trofeo, il secondo dopo Casillas ai Mondiali, il ct conferma la presenza di Lamine in finale
Tensione, emozione, ottimismo. In un’enorme sala del Jacob K. Javits Convention Center, tra la 34a e la 38a strada sull’Undicesima Avenue a Manhattan, Luis de la Fuente, il commissario tecnico della nazionale, si è presentato davanti a una folla di giornalisti per la conferenza stampa pre-mondiale. Gli manca una sola partita per diventare l’allenatore più titolato della storia: Nations League, Campionato Europeo e Coppa del Mondo. Con lui Rodri, il leader della Roja che domani potrebbe diventare il quinto capitano spagnolo a sollevare un trofeo, il secondo dopo Casillas ai Mondiali.
Il retroscena di Rodri su Morata
Rodri è tornato quello dei bei tempi, non teme la maggioranza di tifosi argentini (“Penso che il supporto sia importante, ma le partite si giocano sul campo. C’erano tantissime maglie della Spagna negli stadi. Abbiamo sentito il sostegno della gente. Confidiamo nel loro supporto e daremo tutto per loro”) e sfida l’Albiceleste: “L’obiettivo era arrivare dove siamo. Volevamo vincere la Coppa del Mondo e sappiamo di poterlo fare. Abbiamo dimostrato di poter battere grandi avversari e ora affrontiamo il nostro avversario più difficile finora. Sarà il test perfetto per vedere se siamo in grado di sollevare la Coppa del Mondo. Dobbiamo essere più desiderosi di vincere che timorosi di perdere.”
Dopo una battuta su Messi (“Non credo di dover dire chi sia. Per me è il miglior giocatore di tutti i tempi. È stato in grado di guidare la sua nazionale, ma l’Argentina è molto più di Messi. Penso che siamo le due squadre che giocano meglio collettivamente”) arriva un retroscena sull’ex bomber della nazionale Morata: “Non gli ho parlato negli ultimi giorni, ma ci siamo sentiti prima dei Mondiali. Sono sicuro che ci stia sostenendo e incoraggiando. Spero che potremo festeggiare la vittoria con lui domenica. Avrà avuto un ruolo fondamentale nel portarci dove siamo oggi.”
De La Fuente firma per arrivare sempre in finale e perdere
Il ct De La Fuente mette le mani avanti: “Penso che essere in finale (che ha un montepremi record ndr) sia già di per sé un lusso e un privilegio. Mi iscriverei ogni anno per raggiungere la finale dei Mondiali e perdere ma lotteremo per vincerla. L’avversario è un rivale formidabile che ha avuto un percorso spettacolare da quando Scaloni ha preso le redini della squadra”. A preoccuparlo davvero non è Messi o Lautaro: “Sono nervoso perché ora torneremo in elicottero; e questo mi rende davvero nervoso. Per il resto, sono completamente tranquillo”. Fugati i dubbi su Yamal: “Ha subito un duro colpo durante l’episodio del rigore. Aveva un leggero fastidio, quindi abbiamo preferito che si allenasse. Ora sta bene e non ha più problemi. È in perfetta forma fisica. Il paragone con Messi? Lamine deve essere Lamine. Messi è insostituibile. È un esempio per i giocatori più giovani, in questo Mondiale sta vivendo un momento spettacolare. Il modo migliore per aiutarlo è lasciarlo essere se stesso”.
L’aneddoto su Messi
Tuchel ha ammesso di aver preso in considerazione una strategia di marcatura uno contro uno su Messi, il ct spagnolo conclude così: “Vi racconto una cosa divertente. Allenavo la squadra giovanile del Siviglia nella División de Honor e stavamo giocando contro il Barça. Messi era in squadra. Avevo sentito parlare di lui. All’inizio lo abbiamo marcato a uomo. Al 70° minuto ho cambiato il ragazzo che lo marcava e in 15 minuti ci hanno segnato quattro gol”.

