L’Argentina con la maglia dell’86, Messi per la gloria finale – Calcio

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In fondo è soprattutto una partita di
fútbol. Così, almeno, ha provato a descriverla il ct
dell’Argentina Lionel Scaloni, cercando di abbassare i toni nel
pre-partita della semifinale con l’Inghilterra (mercoledì 15
luglio alle 21 ora italiana) – con la speranza di allontanare
almeno dai suoi giocatori il peso di una sfida percepita come un
appuntamento con la storia. Il nuovo capitolo della sfida con
gli inglesi ha però spinto la Federazione argentina ad affidarsi
alla superstizione: la Fifa ha accettato la richiesta di giocare
con la maglia blu, come nei precedenti incontri mondiali vinti
nel 1986, nel 1998 e a dire il vero anche nel 1966, quando a
imporsi furono i Tre Leoni. La “camiseta azul” è però
considerata un portafortuna nelle grandi occasioni e il richiamo
alla ‘Mano de Dios’ è inevitabile.

   
La squadra sta preparando il match a Kansas City, città dove
l’Albiceleste ha mantenuto la sua sede per tutta la durata dei
Mondiali. Lo Sport Kc Training Center dove si svolgono gli
allenamenti, è a pochi chilometri di distanza – ironia della
sorte – dal campo sportivo sede dell’Inghilterra, ma le due
squadre si sfideranno ad Atlanta.

   
Dopo la Svizzera la ‘Scaloneta’ si è ritrovata sul campo di
allenamento per un pomeriggio di recupero muscolare.

   
Consapevolezza, divertimento e unità: come se in fondo quei
ragazzi cresciuti nei “potreros” – i campetti sterrati di
periferia – e nelle strade fossero sempre gli stessi, come se il
pomeriggio non dovesse finire mai, concedendo sempre un’altra
possibilità per stare insieme con la “pelota”.

   
D’altronde, il gruppo è sempre più coeso: una squadra
arrivata matura ai Mondiali per difendere il titolo, ma che si è
forgiata nelle tre partite della fase a eliminazione diretta,
vinte tutte nel finale (2 su 3 ai supplementari) affidandosi ai
piedi del numero dieci e senza esprimere il calcio che aveva
colpito tutti nell’edizione qatariota.

   
Proprio questi saranno gli aspetti cruciali su cui Scaloni
dovrà insistere, la gestione della stanchezza e la capacità di
segnare ma di non perdere le coordinate del gioco:
un’Inghilterra così sicura dei propri mezzi potrebbe non
consentire una rimonta. Alcune speranze ci sono, tuttavia, per
il tecnico di origini italiane, a partire dall’eroe dei quarti
Julian Alvarez. L’attaccante dell’Atletico Madrid, in ombra
nella maggior parte delle partite, è esploso ai quarti con il
gol vittoria del 2 a 1 – tra i più belli di questa edizione – e
con un recupero palla che ha dato il via alla ripartenza che ha
portato al gol del 3 a 1 di Lautaro. Un’azione, quest’ultima,
celebrata dai compagni che sono andati ad abbracciarlo mentre si
trovava stremato a terra. Il “Ragno”, così è conosciuto nel
Paese, si farà forza anche con il grande seguito di parenti e
amici che sarà allo stadio per supportarlo.

   
Potrà essere d’aiuto, senz’altro, per Messi (otto gol dai
gironi a oggi), in una partita dove per l’Albiceleste sarà
decisivo riuscire a controllare il ritmo della gara, consentendo
al Diez di muoversi libero tra le linee, e aggredire subito gli
avversari dopo la perdita della palla, con l’obiettivo di
arrivare nei pressi della porta nel più breve tempo possibile.

   
Più compagni ‘in palla’ ci saranno, più sarà difficile per gli
avversari concentrarsi solo sulla Pulce.

   

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