Mondiali, il retroscena dietro la sostituzione di Haaland in Norvegia-Inghilterra: “Stava male”

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Secondo quanto raccontato da Tony Cascarino, il centravanti sarebbe uscito dal campo a causa di un malore accusato durante i supplementari

La viking row si è interrotta ai quarti di finale, e le polemiche non sono mancate, sebbene siano state tutt’altro che roventi come quelle di Argentina-Svizzera. In perfetto stile vichingo, d’altronde: ma la delusione resta, soprattutto per quel pallone che avrebbe toccato il cavo della spider-cam. Diavolerie del calcio moderno.

Norvegia, delusione ai quarti

Forse debilitati dal virus che li ha colpiti qualche giorno prima, i norvegesi solo a tratti hanno ricordato la squadra che ha passeggiato sul Brasile e umiliato l’Italia nelle qualificazioni: in semifinale è andata l’Inghilterra. Se il percorso della nazionale scandinava resta comunque storico, con il miglior risultato mai ottenuto nella competizione, il rammarico per l’occasione sfumata è enorme.

L’errore di Sorloth

A pesare sono soprattutto il clamoroso errore di Alexander Sorloth, che ha preferito non servire un liberissimo Erling Haaland in un’azione che avrebbe potuto portare la Norvegia sul 2-0, e un retroscena emerso nelle ore successive sulle condizioni del fuoriclasse del Manchester City.

Haaland, la verità sul cambio

Haaland ha lasciato il terreno di gioco al 106′ dei tempi supplementari, una sostituzione che ha alimentato numerose domande sul suo stato di salute. A fare luce sulla vicenda è stato Tony Cascarino, irlandese ex attaccante del Chelsea e oggi opinionista per ITV, che durante la trasmissione World Cup Weekender ha rivelato di aver ricevuto alcune informazioni proprio nel corso dell’intervallo.

Il retroscena su Haaland

“Mi è arrivato un messaggio durante la pausa che spiegava come Erling Haaland non stesse bene. A quanto pare era uno dei giocatori colpiti da un malanno“, ha raccontato Cascarino. “Dal punto di vista fisico non sembrava al meglio. Aveva toccato pochi palloni, ma ciò che mi ha colpito maggiormente è stata la scarsa energia mostrata in campo“. Le parole dell’ex centravanti irlandese potrebbero offrire una spiegazione alla prestazione opaca del bomber norvegese, apparso ben lontano dai suoi abituali standard proprio nella partita che ha sancito l’eliminazione della Norvegia e la fine del suo storico cammino ai Mondiali.

Haaland, la versione di Solbakken

Tutt’altra versione rispetto alle parole del ct Solbakken, finito sotto accusa per aver tolto il suo miglior giocatore nel momento più delicato: “Non è stata una decisione difficile toglierlo, perché era esausto. Forse avrei dovuto sostituirlo dieci minuti prima. Ha disputato un Mondiale straordinario, ha speso tutte le sue energie partita dopo partita. Nella ripresa ha anche accusato un indurimento muscolare, che si è sommato alla stanchezza”.

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