Il PGmol, l’organismo che gestisce gli arbitri dei campionati professionistici inglesi, ha ammesso 10 ex calciatori ai suoi corsi. Sembra utopia, ma è un cammino di civiltà
Ve lo immaginate l’arbitro Francesco Totti che fischia un rigore per la Lazio in un derby? O Marco Materazzi che espelle per gioco violento un difensore dell’Inter? Sì, ex campioni che arbitrano. Sembra una barzelletta e invece potrebbe essere il futuro che in Inghilterra è già cominciato. Il PGmol, l’organismo che gestisce gli arbitri dei campionati professionistici inglesi, ha ammesso 10 ex calciatori ai suoi corsi. Uno è Christopher Birchall, ex Coventry, Brighton, LA Galaxy, segnò un gol storico nello spareggio che portò Trinidad e Tobago al suo primo Mondiale, nel 2006. Presto arbitrerà ex colleghi. Da noi succedeva all’alba del gioco. Il ragionier Luigi Bosisio nel 1902 era un giocatore della Mediolanum, poi diventò dirigente del Milan, arbitro, presidente federale e giornalista della Gazzetta dello Sport.
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Ma oggi, nell’era del sospetto, in cui un arbitro di Napoli ha paura di arbitrare il Napoli, sarebbe possibile? Quanti collegherebbero un eventuale errore dell’arbitro-calciatore alla sua carriera? Un’utopia? Forse, ma l’utopia è come l’orizzonte, serve a indirizzare un cammino e quello degli inglesi, oltre il sospetto, sfruttando le competenze di campo, è un cammino di civiltà. Ne parlai un giorno con Gianluca Vialli, cui piaceva l’idea: “Nessuno meglio di noi sa cosa succede in quel rettangolo e quali trucchi usiamo…”. Come i visi pallidi che reclutavano le guide indiane o i costruttori di casseforti che hanno per consulenti ex ladri. Il cammino sarà lungo. Ma se un giorno un ex calciatore fischierà e uscirà tra gli applausi, come quando faceva gol, forse avremo toccato l’orizzonte.
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