Il club lariano è il primo in Italia a vietare il colpo di testa per i ragazzi del proprio vivaio: una scelta dettata dagli allarmi lanciati dalla comunità scientifica
Vietati i colpi di testa: il Como affigge virtualmente un divieto all’ingresso del proprio settore giovanile, bandendo questo il fondamentale. Una scelta drastica, dettata dalla volontà di proteggere la salute dei propri ragazzi e dal promuoverne un diverso sviluppo tecnico.
Il Como vieta il colpo di testa nelle giovanili
Una scelta rivoluzionaria per il calcio italiano, dettata dalla volontà di proteggere la salute e lo sviluppo tecnico dei giovanissimi: il Como diventa la prima società italiana a vietare i colpi di testa nel proprio settore giovanile. Un divieto, quello applicato dal club lariano, che varia a seconda delle categorie: per gli U10 e U11 il divieto è assoluto, gli U12 potranno allenarsi nel gioco aereo una volta al mese, mentre gli U13 potranno farlo una volta a settimana e con un massimo di cinque “incornate” a sessione.
Perché vietare il colpo di testa
Alla base della decisione, diversi studi scientifici secondo cui il colpo di testa potrebbe risultare pericoloso per i giovani calciatori e favorire lo sviluppo di disturbi o addirittura pericolose patologie in età adulta: secondo una ricerca dell’Università di Nottingham, ad esempio, i calciatori sono sottoposti a un maggior rischio di deterioramento cognitivo a causa dei colpi di testa effettuati nel corso della loro carriera.
Studi che hanno spinto anche altri enti e società del mondo del calcio a limitare il gioco aereo tra i giovani: la Football Association di Scozia, ad esempio, ha vietato i colpi di testa per gli U12 dopo che una ricerca dell’Università di Glasgow ha evidenziato un rischio di oltre tre volte maggiore tra i calciatori di sviluppare malattie neurodegenerative.
L’annuncio di Varane
Ad annunciare la svolta in casa Como è stato Raphael Varane ex difensore, campione del mondo con la Francia e della Champions League col Real Madrid, oggi membro del board of education del club lariano. “Ho parlato più volte della necessità di prendere sul serio gli impatti alla testa nel calcio e dell’assoluta importanza di proteggere i nostri bambini – ha dichiarato Varane -. Per i giovani giocatori, l’approccio migliore è fatto di regole chiare, buona formazione, consapevolezza e di una cultura in cui il benessere e la sicurezza vengano prima di tutto”.
Lo sviluppo tecnico dei giovani
Nel comunicato del Como si spiega anche che l’iniziativa è volta a promuovere un migliore sviluppo tecnico dei bambini: la prima squadra del club lariano guidata da Cesc Fabregas è abituata a giocare palla a terra, alzandolo pochissimo, e quindi questo provvedimento potrebbe aiutare i più piccoli a potenziare meglio le loro capacità di controllo del pallone.
La priorità, ad ogni modo, è quella di tutelare la salute dei bambini, come ribadito da Varane. “Questo percorso riduce i contatti non necessari nelle età più giovani, quando il cervello è ancora in fase di sviluppo, e poi insegna la tecnica del colpo di testa in modo corretto, passo dopo passo, con il giusto controllo”, ha concluso l’ex difensore.

