Italia, da Galoppo e Di Cesare a Montoro e Vogt, chi sono gli oriundi che Mancini sta studiando

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Mancini pensa agli oriundi per rinforzare la rosa azzurra: in Argentina brillano Di Cesare, Montoro e Modica, interessanti pure Galoppo e lo “svizzero” Vogt dell’Hoffenheim

Seguendo il solco tracciato con Mateo Retegui , lanciato in azzurro nel marzo 2023, Roberto Mancini valuta l’inserimento in rosa di altri oriundi, da Marco Di Cesare , che interessa alla Roma, a Giuliano Galoppo , passando per Alvaro Montoro e all’italo-svizzero Alessandro Vogt . Ecco chi sono i profili sotto osservazione.

Sulle orme di Retegui

Lo ha già fatto con Retegui ed è andata benone, un po’ più a lui – passato dal Tigre al Genoa poi all’Atalanta, fino all’Arabia Saudita – che all’ Italia , ma è un altro discorso. Ora Roberto Mancini , tornato nel frattempo sulla panchina azzurra , vuole riprovarci con qualche altro oriundo per rinforzare una rosa piatta e con meno talento rispetto al trionfo a Wembley del 2021.

In Argentina c’è sempre qualcosa di interessante, buoni giocatori con il sangue italiano che scorre nelle vene, pronti a essere naturalizzati e convocati per le prime uscite della nuova gestione Mancini. La Roma , ad esempio, potrebbe acquistarne uno: Marco Di Cesare , che per nome e cognome di argentino non ha nulla. È un difensore centrale, gioca nel Racing Avellaneda che ha vinto l’ultima Copa Sudamericana .

Da Di Cesare a Galloppo

Ha 22 anni , è forte nella difesa a tre, in questa stagione ha messo assieme 31 presenze nelle varie competizioni , poi si è fermato per un guaio a un bicipite femorale. Giuliano Galoppo, pilastro dell’Under 23 argentina , non ha ancora debuttato nella Nazionale maggiore e quindi è ancora convocabile per l’Italia , come segnalato da Nicolas Burdisso a Claudio Ranieri : se Scaloni non dovesse puntare su Di Cesare, potrebbe sicuramente far comodo a Mancini.

Dal Racing al River Plate , da Di Cesare a Giuliano Galoppo , centrocampista argentino classe 1999, con esperienze nel Banfield e nel San Paolo in Brasile. L’ultima stagione si è conclusa con la sconfitta dei Millionarios in finale playoff contro il Belgrano. Una grossa delusione per Galoppo, che potrebbe essere mitigata da una convocazione a sorpresa in Nazionale .

Lui, tanto, non dimentica le origini italiane: ” Hanno sempre avuto un significato importante per me. Ho ascoltato tanti racconti sull’Italia da parte della mia famiglia e questo ha consentito di sviluppare un legame speciale con l’Italia “, ha raccontato al sito di Gianluca Di Marzio. Pure lui è nell’elenco degli oriundi convocabili da Mancini .

Montoro brilla in Brasile, Modica si propone

All’Italia si è già proposto Agustrin Modica , attaccante classe 2003 capocannoniere del Gimnasia di Mendoza. Dopo aver segnato due volte all’Union Santa Fe, il calciatore di origini liguri in possesso del doppio passaporto argentino e italiano, si è fatto avanti: ” Mi piacerebbe una convocazione da parte dell’Italia . E’ il sogno di qualsiasi giocatore quello di poter giocare con la maglia della nazionale. Ma in questo momento sono contrato su quello che sto facendo qui e per questo devo ringraziare i miei compagni di squadra “.

Da un argentino all’altro, ce n’è uno di soli 19 anni che si sta mettendo in mostra nel Botafogo: è Alvaro Montoro , attaccante classe 2007 cresciuto nel Velez Sarsfield con il quale ha debuttato in prima squadra. È stato argento ai Mondiali Under 20 in Cile (anche se agli ottavi si è ritto una clavicola e non ha più giocato), ma non ha ancora esordito con l’Albiceleste di Scaloni. È giovane, non è una prima scelta nell’immediato , ma va tenuto d’occhio.

Come va tenuto d’occhio Alessandro Vogt , svizzero di origini italiane, attaccante classe 2005 dell’Hoffenheim . Cresciuto in Svizzera nel Baden, nell’Aarau, nel Wohlen e infine nel San Gallo, durante questa sessione di mercato è volato in Bundesliga per proseguire la sua maturazione dopo le 15 reti in 37 presenze in Super League svizzera , nonostante un infortunio muscolare subito lo scorso marzo.

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