L’associazione italiana calciatori
sostiene i calciatori dilettanti nella protesta contro l’aumento
dell’obbligatorietà dei giovani in Eccellenza. E’ quanto rende
noto l’Aic da sempre al fianco dei calciatori dilettanti e delle
loro istanze, ribadendo l’importanza del dialogo e del confronto
costruttivo tra tutte le componenti del movimento calcistico.
“Sentiamo il dovere e la responsabilità di rappresentare le
esigenze e le preoccupazioni dei calciatori dilettanti – afferma
Giorgio Gaggioli, vicepresidente Aic e responsabile del
dipartimento Dilettanti – Questa protesta è stata costruita
insieme a loro e portata avanti in modo serio e responsabile.
L’obiettivo primario è che si possa finalmente avviare un
confronto autentico e costruttivo nell’interesse dell’intero
movimento calcistico, per realizzare un progetto di crescita
serio, uniforme e strutturato che metta i giovani calciatori
realmente al centro del percorso formativo”.
“L’obbligo di impiegare gli Under – sottolinea Antonio Trovato,
coordinatore del dipartimento dilettanti Aic – rischia di
produrre effetti distorsivi. Le scelte, infatti, vengono spesso
condizionate dall’età più che dal merito e dalle prestazioni,
penalizzando sia i giovani sia i calciatori più esperti Molti
ragazzi, infine, trovano spazio in squadra solo finché rientrano
nella categoria “under” per poi perdere opportunità appena
superano il limite di età”.
“Esiste inoltre una forte disomogeneità territoriale” – aggiunge
Pasquale Mauriello, Collaboratore AIC per il Lazio – “con regole
che variano sensibilmente da regione a regione. Sarebbe invece
fondamentale investire con maggiore decisione nello sviluppo dei
campionati giovanili, vero percorso di crescita verso le prime
squadre”.
I comitati regionali Lnd Lazio e Campania hanno richiesto e
ottenuto la deroga relativa all’impiego obbligatorio dei giovani
calciatori nel campionato di Eccellenza per la stagione sportiva
2026/2027.
A partire dalla prossima stagione, tale decisione comporterà il
passaggio da 2 a 3 giovani obbligatori da schierare in ciascuna
gara.
I dati raccolti nelle ultime stagioni – ricorda la nota dell’Aic
– evidenziano come il sistema dell’obbligatorietà in queste
categorie non abbia prodotto gli effetti auspicati in termini di
reale formazione e valorizzazione dei giovani calciatori, né in
Eccellenza né nelle categorie superiori. Terminato il periodo
legato all’obbligo regolamentare, molti ragazzi vengono infatti
sostituiti dalle nuove classi d’età previste dalla norma.
Una dinamica che rischia di alimentare aspettative non fondate
nei giovani calciatori, spesso impiegati più per vincolo
regolamentare che per un autentico percorso meritocratico e di
crescita tecnica.
Per manifestare il proprio dissenso rispetto a questa scelta, i
calciatori dei campionati di Eccellenza di Lazio e Campania
hanno promosso inizialmente una raccolta firme per aprire un
confronto con i rispettivi Comitati Regionali. Non avendo
ricevuto il riscontro auspicato, hanno successivamente avviato
una protesta simbolica, civile e rispettosa: un ritardo di
cinque minuti dell’inizio delle gare nella giornata del 5 aprile
e trenta secondi di immobilità in campo, a braccia conserte,
dopo il fischio d’inizio nella giornata del 25/26 aprile.
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