Inter, Stankovic alla Calhanoglu: la mossa di Chivu

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Il figlio di Dejan ha già giocato in quel ruolo e Chivu può lanciarlo già nel test contro il Karlsruher

Aleksandar Stankovic è un calciatore al quale non bisogna spiegare cosa sia l’Inter. Il nerazzurro ce l’ha nel Dna. Nel ritiro tedesco di Donaueschingen è sempre uno dei più attesi dai tifosi che a decine continuano a ritrovarsi all’esterno dell’albergo della squadra per strappare un autografo o una foto. Anche qualche battuta. A chi gli nomina il padre Dejan, lui replica con un sorriso, perché sa che la sua storia interista inizia lì con lui ma sa anche che continuerà a essere scritta su pagine tutte sue. La penna in mano ce l’ha anche Cristian Chivu, l’allenatore che ha vinto col papà e che poi ha allenato il ragazzino nelle giovanili e se l’è ritrovato adesso in prima squadra ventenne, ricomprato dal club dopo l’ultima stagione al Bruges. È tornato per restare, il romeno lo vuole nella sua Inter della prossima stagione e la società ha preso atto di questa decisione. In sostanza: Stankovic non si muove. Non è un pezzo pregiato da vendere, nonostante non siano mai mancati gli estimatori all’estero, bensì da valorizzare. Capitale tecnico. Una certezza che cambia anche di conseguenza una parte del calciomercato interista, perché con Alek lì in mezzo non c’è più bisogno di svenarsi per un altro rinforzo in quella porzione di campo. 

Vice Calha

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 Dopo due giorni di allenamenti in Germania è presto per capire quale abito tattico indosserà in nerazzurro il figlio d’arte, soprattutto in maniera definitiva, in un centrocampo già ben nutrito, seppur da sfoltire. Ma in questa fase (e, perché no, anche per il futuro) a Chivu avere una valida alternativa ad Hakan Calhanoglu farebbe più che comodo. Quando il turco ha dato forfeit l’anno scorso in alcune partite per infortunio è stato sostituito da vari compagni in situazioni di emergenza più o meno critiche. Zielinski, Barella, Mkhitaryan, Sucic a fine stagione. Stankovic ora si inserisce in questo ventaglio di opzioni e in vista della prima amichevole estiva col Karlsruher è molto probabile che si possa vedere proprio lui lì in mezzo, a guidare le operazioni di regia. D’altronde l’ha già fatto. In Svizzera, durante il prestito al Lucerna ha agito per lo più in quella zona. In Belgio invece l’hanno fatto avanzare di qualche metro e il bottino di gol e assist ne ha beneficiato: 9 più 5 in 55 partite in tutte le competizioni. Mezzala con licenza di salire, puntare e avvicinarsi alla porta. 

Prospettive

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 Ma la Jupiler Pro League non è la Serie A. Anche Stankovic Jr lo sa. Lui che è cresciuto con la stessa passione del padre che l’ha preceduto in nerazzurro. Dejan ha vinto 15 trofei a Milano, Aleksander pensa a un traguardo alla volta. Il sogno di poter replicare quanto fatto dal padre è sempre lì ma come stimolo per continuare a guardare in alto. Nessuna ossessione. Intanto si è ripreso l’Inter ed è tornato sui campi di Appiano che calcava da bambino, quando col fratello Filip giocava lì mentre il padre si preparava prima di tornare a casa insieme a loro. Filip poi ha deciso di indossare i guanti, Alek invece di scorrazzare più avanti. In mezzo al campo. Fin qui un po’ regista e un po’ mezzala. In tal senso, la duttilità è certamente un altro dei suoi pregi e Chivu saprà sfruttarla, ma tornando alla questione regia Stankovic è una soluzione per questo momento in cui la squadra ancora non ha a disposizione il turco (in vacanza post Mondiale) ma è anche una valutazione che potrà essere confermata sul lungo periodo. Un vice-Calhanoglu definitivo serve, così come c’è bisogno anche di pensare in prospettiva visto che il capitano della Turchia, all’Inter dal 2021, ha il contratto in scadenza tra un anno e il rinnovo non è cosa così scontata. Avere, plasmare, crescere un suo sostituto in casa è un valore aggiunto, una ricchezza enorme. Soprattutto in tempi di calciomercato così complicati.



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