insulti e minacce per l’assist negato a Haaland, può salvarlo la Juventus

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Una scelta sbagliata contro l’Inghilterra ha trasformato Sorloth nel nemico dei tifosi norvegesi. Ora il mercato può offrirgli una via d’uscita: Juventus in pressing

Come una singola giocata possa cambiare il destino di un uomo, chiedere informazioni ad Alexander Sorloth. In una frazione di secondo, l’attaccante della Norvegia è passato dall’essere uno degli eroi della sua squadra al calciatore più odiato del Paese. Tutto per un assist non servito ad Haaland, un pallone che avrebbe potuto cambiare la storia del quarto di finale mondiale contro l’Inghilterra. Il calcio, però, non concede sconti: pochi minuti dopo, Bellingham ha trovato il gol che ha spianato la strada alla rimonta dei Tre Leoni, spezzando così il sogno degli scandinavi. Sul gigante dell’Atletico Madrid, seguito dalla Juventus, si è riversata tutta la rabbia del web, con insulti e persino minacce di morte rivolte anche alla sua compagna.

Norvegia, perché i tifosi ce l’hanno con Sorloth

Sul finire del primo tempo del quarto contro l’Inghilterra, quando la Norvegia era avanti 1-0, Sorloth si è ritrovato davanti a Stones con una scelta che avrebbe potuto cambiare la storia della partita. Alla sua sinistra c’era Haaland, completamente libero: un passaggio al momento giusto avrebbe spalancato al compagno la strada verso la porta, con il solo Pickford da superare.
Invece l’attaccante dell’Atletico ha scelto la soluzione personale, provando a battere il difensore inglese e finendo per vanificare una clamorosa occasione per il possibile raddoppio.

Un errore che, per la maggior parte dei tifosi norvegesi, è diventato il momento simbolo dell’eliminazione. Perché appena tre minuti più tardi, prima dell’intervallo, Jude Bellingham ha trovato il gol del pareggio. Poi, ai supplementari, il centrocampista inglese si è ripetuto firmando la rete valsa l’accesso in semifinale. La delusione per il ko ha scatenato i tifosi, che sui social hanno individuato proprio in Sorloth il principale responsabile dell’eliminazione.

Sorloth, insulti e minacce di morte: la denuncia della compagna

Una valanga di odio ha travolto Sorloth e la sua compagna Lena Selnas, bersagli di messaggi offensivi e minacce rivolte anche alla sua famiglia. “Vai a ucciderti, idiota”, si legge in uno dei commenti. E ancora: “Morirai”. Parole pesantissime, che hanno spinto Selnas a intervenire pubblicamente, condividendo gli screenshot di alcuni dei messaggi ricevuti e denunciando quanto accaduto.

Il calcio e i Mondiali portano tanta gioia, ma anche tanto odio. Avrei preferito ignorare tutto questo, ma davanti a commenti del genere non ho scelta”, ha scritto la compagna di Sorloth, lanciando un appello contro la violenza che troppo spesso accompagna le grandi competizioni sportive. Sulla vicenda è intervenuto anche il ct della Norvegia Stale Solbakken, che ha invitato i giocatori a proteggersi dal mondo dei social: “Ecco perché consiglio ai ragazzi di stare lontani dai social media”.

La Juventus può restituirgli il sorriso

Non è facile ripartire dopo una notte così, ma il mercato potrebbe offrire a Sorloth l’occasione per lasciarsi alle spalle quanto accaduto. Il norvegese, infatti, da tempo è finito nel mirino della Juventus, alla ricerca disperata di un attaccante. Con le difficoltà per arrivare a Kolo Muani, per il quale il PSG non è intenzionato a scendere sotto la richiesta di 50 milioni di euro, il club bianconero potrebbe virare con decisione sul centravanti dell’Atletico Madrid.

Il club spagnolo lo valuta circa 30 milioni: al momento ballano quindi 10 milioni, ma l’eventuale inserimento di Nico Gonzalez nella trattativa potrebbe aiutare la Juventus ad abbassare le pretese del club allenatore da Simeone. Spalletti è pronto ad affidargli le chiavi dell’attacco, trasformandolo in uno dei protagonisti del nuovo progetto bianconero: sarebbe il modo migliore per lasciarsi alle spalle polemiche e veleni dopo aver contribuito a scrivere la storia della Norvegia. Ma nel calcio – lo abbiamo già ricordato – basta una giocata sbagliata, una frazione di secondo, per dimenticare tutto.

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