Guardiola CT dell’Italia? Perché Paolo Maldini (e nessun altro) può convincere Pep

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L’incontro di Barcellona insieme a Leonardo e il rapporto costruito negli anni con Pep Guardiola rendono l’ex capitano del Milan l’unico possibile ponte tra la FIGC e il tecnico catalano

L’ipotesi di Pep Guardiola nuovo CT dell’Italia nasce dall’idea di affidare la Nazionale a un allenatore capace di costruire un progetto completamente nuovo: per ora è una suggestione tutta da dimostrare. Va detto subito: è una missione impossibile ma porta con sé due elementi concreti.

Il primo è che il nome di Guardiola sembra essere quello più adatto per ricomporre due posizioni diverse all’interno della FIGC: quella di Giovanni Malagò, presidente della Federazione, che continua a tenere aperta la strada del ritorno di Roberto Mancini, e quella di Paolo Maldini e Leonardo, sempre più orientati verso la scommessa legata ad Andrea Pirlo.

Il secondo riguarda l’incontro avvenuto nel weekend a Barcellona tra Maldini, Leonardo e Guardiola, un’indiscrezione riportata da Sky Sport. All’allenatore catalano sarebbe stato prospettato un mandato pieno, il primo segnale concreto di un progetto che fino a pochi giorni fa sembrava soltanto una suggestione.

Guardiola e Maldini, un rapporto nato sulla stima reciproca

Paolo Maldini potrebbe essere la figura in grado di avvicinare Guardiola al progetto della Nazionale italiana: non soltanto per il suo nuovo ruolo di Direttore tecnico della Federazione Italiana Giuoco Calcio, ma anche per un rapporto personale e professionale costruito negli anni.

Perché in certe situazioni anche la componente umana può diventare decisiva. Magari non basta da sola a trovare una soluzione economica o contrattuale, ma può fare la differenza quando si tratta di scegliere una nuova sfida.

E i fatti, in questo caso, raccontano di due uomini che si stimano, si rispettano e si riconoscono reciprocamente un valore fuori dal comune. Da tempo.

La Champions League del 2009 e la dedica di Guardiola a Maldini

L’episodio che più di ogni altro racconta la stima tra Pep Guardiola e Paolo Maldini risale al maggio 2009, in uno dei momenti più delicati della carriera dell’ex capitano del Milan.

Il 24 maggio 2009 Maldini disputò la sua ultima partita a San Siro con la maglia rossonera, contro la Roma. Il tributo del popolo milanista a una delle più grandi bandiere del club fu segnato anche dalla contestazione di una parte della Curva Sud: un lungo applauso accompagnato da alcuni fischi che fecero clamore.

Tre giorni più tardi, il 27 maggio 2009, Guardiola conquistò la sua prima Champions League da allenatore del Barcellona. Allo Stadio Olimpico di Roma i blaugrana superarono il Manchester United per 2-0, con i gol di Samuel Eto’o e Lionel Messi, completando una stagione storica con il Triplete.

Nel dopopartita Guardiola dedicò un pensiero proprio a Maldini:

Vorrei dedicare questa vittoria al calcio italiano e soprattutto a Paolo Maldini. So che ha avuto qualche problema nel giorno dell’addio, ma sappia che ha l’ammirazione di tutta l’Europa da venticinque anni.

Poi aggiunse:

Se cambia idea e vuole giocare ancora un anno, può venire da noi.

Guardiola riconobbe Maldini come una leggenda del calcio mondiale. Per l’ex capitano del Milan, che in quei giorni aveva ricevuto numerosi attestati di stima, quella dedica ebbe un valore particolare anche per il momento in cui arrivò.

Un legame che può pesare nella scelta di Guardiola

Negli anni Guardiola ha continuato a indicare Maldini come uno dei migliori difensori della storia del calcio, apprezzandone l’intelligenza tattica, l’eleganza tecnica e la leadership. Maldini, a sua volta, ha sempre riconosciuto nel tecnico catalano uno degli allenatori che più hanno cambiato il calcio moderno.

Pur non avendo mai lavorato insieme, tra i due si è costruito un rapporto di profonda stima professionale.

L’incontro di Barcellona assume un significato particolare anche per il rapporto personale che lega Guardiola e Maldini. La componente umana, in certe scelte, può avere un peso decisivo.

Maldini, oggi figura di vertice della FIGC, è probabilmente una delle poche persone nel mondo del calcio in grado di presentare a Guardiola un progetto con la credibilità necessaria per essere preso seriamente in considerazione. Perché convincere Pep non sarà soltanto una questione di denaro: senza un progetto capace di coinvolgerlo, la Federazione difficilmente potrà arrivare al tecnico catalano.

Guardiola e i progetti di lungo periodo

Guardiola negli anni ha dimostrato di scegliere con grande attenzione i propri contesti: ha sempre scelto contesti nei quali potesse incidere profondamente sull’organizzazione sportiva, non limitandosi alla gestione della prima squadra e optando per progetti di lungo periodo. Sono solo tre i club che ha allenato in quasi vent’anni di carriera: Barcellona, Bayern Monaco e Manchester City, trasformandoli in modelli di riferimento dal punto di vista tecnico, tattico e organizzativo.

È difficile pensare che possa accettare il ruolo tradizionale di CT senza poter incidere sullo sviluppo del progetto federale, sulla metodologia di gioco e sulla crescita dei giovani.

Ad oggi è impossibile sapere se il colloquio tra Guardiola, Maldini e Leonardo sia stato risolutivo o abbia posto le basi per poter annunciare il tecnico spagnolo sulla panchina della Nazionale.

Quello che appare evidente, però, è che la FIGC abbia deciso di muoversi nel modo più autorevole possibile. E se davvero esiste qualcuno capace di convincere Pep Guardiola a prendere in considerazione una sfida tanto complessa quanto affascinante, quel qualcuno è probabilmente Paolo Maldini.

L’ex capitano del Milan gode di una credibilità internazionale costruita in oltre trent’anni di carriera, prima da calciatore e poi da dirigente.

Più ancora del prestigio personale, però, contano i rapporti costruiti negli anni. Nel calcio, soprattutto davanti a sfide fuori dall’ordinario, la fiducia può diventare il primo passo per convincere anche chi sembrava irraggiungibile.

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