Il club umbro sta per formalizzare il cambio di proprietà, con il ritorno di un Gaucci al comando: un nome che ha fatto la storia del club
Ci sono cognomi che nel calcio italiano evocano immediatamente un’epoca. Gaucci è uno di questi. Tra colpi di scena, intuizioni, provocazioni e polemiche, Luciano ha trasformato il Perugia in un laboratorio permanente, capace di finire sulle prime pagine ben oltre i risultati del campo. Oggi quel legame sembra destinato a riannodarsi: il club umbro è infatti vicino a passare nelle mani di ArenaCuri Srl, società che vede coinvolto Alessandro Gaucci, primogenito dell’ex presidente. Un ritorno che riporta inevitabilmente alla memoria alcuni degli episodi più clamorosi della gestione del patron romano.
Il ritorno della famiglia Gaucci al timone del Grifo
Il passaggio di proprietà del Perugia (attualmente nel girone B di Serie C) è ormai alle battute finali: “Nelle ultime ore sono proseguite le interlocuzioni per definire il passaggio di proprietà, che sarà formalizzato nella giornata di lunedì 3 agosto“. A firmare la nota congiunta sono stati il direttore generale del club, Hernan Garcia Borras, e Francesco Maria Lana, imprenditore alla guida di ArenaCuri Srl. La società acquirente, nata inizialmente con l’obiettivo di promuovere il progetto di riqualificazione dello stadio Renato Curi, si prepara ora a rilevare anche il controllo della squadra, attualmente impegnata nel campionato di Serie C. Alle spalle ci sarebbe il sostegno di un fondo statunitense, che avrebbe superato la concorrenza del gruppo spagnolo Calisto Fund.
Nel nuovo assetto Alessandro Gaucci dovrebbe assumere il ruolo di presidente, con il compito di guidare il rilancio sportivo della società. L’avvicendamento ha già prodotto il primo scossone: l’allenatore Giovanni Tedesco ha annunciato il proprio addio, spiegando di aver appreso la decisione attraverso una comunicazione inviata via Pec, una modalità che ha fatto discutere e che, per molti, richiama quello stile diretto e spesso spiazzante che ha reso celebre il cognome Gaucci.
Da Saadi Gheddafi ad Ahn, quando il Perugia era al centro della scena
Ripensare al Perugia dei Gaucci significa tornare agli anni in cui il club era costantemente sotto i riflettori. Luciano riusciva a trasformare ogni scelta in un evento mediatico, come accadde con l’arrivo di Saadi Gheddafi, figlio del leader libico Muammar Gheddafi. L’operazione fece il giro del mondo: il giocatore, dal valore tecnico mai realmente dimostrato, disputò soltanto pochi minuti, ma l’investimento e la risonanza dell’affare alimentarono il mito del presidente capace di sorprendere tutti.
Altro episodio entrato nella storia è quello che coinvolse il sudcoreano Ahn Jung-hwan. Dopo il gol con cui eliminò l’Italia dal Mondiale del 2002, Gaucci annunciò pubblicamente la rottura con l’attaccante al Processo di Biscardi, sostenendo di non voler più avere in squadra chi aveva contribuito all’eliminazione degli azzurri. La dichiarazione fece il giro del mondo e consolidò l’immagine di un presidente fuori dagli schemi.
Lo scontro con Matarrese e il marchio di fabbrica di Luciano Gaucci
Nell’archivio storico dell’ex presidente resta memorabile la lite con Vincenzo Matarrese al termine di una accesissima sfida tra Perugia e Bari. Dalle proteste si passò rapidamente agli insulti, con Gaucci che si lanciò contro il presidente pugliese tra accuse, urla e minacce. Il presidente avversario disse: “Gaucci, noi siamo di Serie A”. Parole che hanno portato alla reazione del patron umbro: “Vai a fare in c… te e tuo fratello (Antonio, ex presidente Figc, ndr). Zozzone, cornuto, te la sei comprata (la partita, ndr)”. Le immagini fecero il giro delle televisioni e alimentarono per giorni il dibattito calcistico.
Quella capacità di monopolizzare l’attenzione era il tratto distintivo di Luciano Gaucci, uno dei presidenti più imprevedibili della storia del calcio italiano. Oggi il ritorno del cognome Gaucci al Perugia, attraverso Alessandro, apre una nuova pagina. Resta da capire se sarà soltanto un ritorno di famiglia o l’inizio di un’altra stagione destinata, ancora una volta, a far parlare tutta Italia.

