Baresi e gli 81 giorni al Fulham da dirigente: l’unica volta che lasciò il Milan

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Dopo il ritiro e gli inizi come dirigente nel settore giovanile rossonero, accettò la chiamata di Al Fayed per portare lo stile Milan in Inghilterra. Berlusconi gli promise che sarebbe andato a vederlo, poi però…

Una vita per il Diavolo. Franco Baresi è stato il Milan, più di chiunque altro abbia mai vestito quella maglia. Che non ha mai tolto. Ancora oggi è lì, a coprire il legno della bara che lo custodisce, perché anche l’ultimo saluto sia legato a quei colori che tanto ha amato. E non ha mai lasciato. Eccezion fatta per una minuscola parentesi, nel 2002, finita nel dimenticatoio. Sono infatti forse in pochi a ricordare che il Capitano il 23 maggio 2002 accettò di diventare direttore tecnico del Fulham.

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Il richiamo della Premier era forte, una nuova esperienza, un modo per continuare la sua crescita come dirigente. La scrivania però non era fatta per lui. Baresi era istinto puro, un uomo di campo, non di scartoffie. Il ruolo di dt dei londinesi pareva il modo migliore per proseguire il cammino dopo il ritiro del 1997. La proposta arrivò direttamente dall’egiziano Mohamed Al Fayed (padre di Dodi, morto il 31 agosto 1997 a Parigi in un incidente stradale assieme alla Principessa Diana), che in quattro anni aveva riportato la squadra dalla Third Division alla Premier League, dove non approdava dal 1968. 

Fulham's Chairman Mohamed Al Fayed celebrates at the end of the team's Premier League match against Portsmouth at Fratton Park, in Portsmouth, on May 11, 2008. Fulham won the match 1-0. AFP PHOTO/GLYN KIRK --- Mobile and website use of domestic English football pictures are subject to obtaining a Photographic End User Licence from Football DataCo Ltd Tel : +44 (0) 207 864 9121 or e-mail accreditations@football-dataco.com - applies to Premier and Football League matches (Photo by GLYN KIRK / AFP)

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“Da dirigente ho dato al Milan quello che potevo – disse alla Gazzetta – nel rispetto dei ruoli che mi erano stati assegnati. Il mio settore giovanile ha vinto due Tornei di Viareggio, che sono dei mondiali giovanili, e abbiamo perso uno scudetto con la Primavera in finale. Insomma, è stato all’altezza del Milan. Il presidente Al Fayed mi ha ceduto in prestito uno dei suoi appartamenti. Vista Hyde Park. Un piccolo gioiello. Lo stadio d’allenamento non è lontano. Dopo quasi trent’anni riparto da zero. Il mio stato d’ animo? Sono un po’ preoccupato e molto curioso. In valigia ho sistemato più libri d’inglese che vestiti. Devo imparare velocemente la lingua. Ma è una battaglia. Da sei mesi mi sono calato nel ruolo di studente, ho un professore che mi accompagna passo dopo passo, però i miglioramenti sono lenti. Era più facile vincere uno scudetto o una Coppa dei Campioni. Il Fulham è un club piccolo, ma sano. Lo potrei paragonare all’Atalanta. Ho spiegato al presidente che, per ottenere dei risultati, occorre programmare. Tutto. Dalle amichevoli, ai viaggi; dal settore giovanile a un progetto tattico. Mi piacerebbe portare al Fulham lo stile Milan. Uno stile che, nel calcio italiano, è sinonimo di successo. Anche Berlusconi mi ha detto che verrà a vederci. Il patentino di allenatore? Per me può essere qualcosa in più”.

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Ma la luna di miele durò poco. Baresi dovette scontrarsi con le continue ingerenze dell’alllenatore, il francese Jean Tigana (ex nazionale campione d’Europa nell’84), evidenziati come sempre dalla pungente stampa britannica. Baresi, che aveva portato con sé l’amico Filippo Galli come consulente, puntò agli ingaggi di Costacurta, Benarrivo e Di Livio, osteggiati dal tecnico. “Nessun giocatore sarà ingaggiato senza l’approvazione di Tigana. – dichiara un portavoce del francese – Spetta a lui la scelta della squadra e dei giocatori da ingaggiare. Il ruolo di Franco Baresi prevede soltanto lo scouting e i giocatori da proporre ad Al Fayed”. Il rapporto si logorò in fretta, il 20 agosto il Capitano lasciò, dopo soli 81 giorni. “Ho deciso che sarebbe stato nel mio interesse professionale, e anche un risultato sensato per il Fulham, terminare la nostra breve relazione”  spiegò Kaiser Franz. “Ho voluto Baresi perché con la sua immagine internazionale poteva contattare ogni club e aprire al Fulham ogni prospettiva di mercato – il commento di  Al Fayed – Mi piacciono gli esperimenti in affari, ma non tutti gli esperimenti riescono”. Così Baresi tornò a casa, nel suo Milan, prima come allenatore della Primavera, poi ancora da dirigente. Sei per sempre. Ben più di un numero di maglia, ben più di una frase fatta.



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