Piove sul bagnato da Madama, il centrocampista francese ha deciso di sottoporsi a un intervento chirurgico e ne avrà per almeno quattro mesi, emergenza per l’ex ct
Si chiama sindrome femoro-rotulea, è un brutto problema che Kephren Thuram si trascina dalla fine dello scorso campionato e che la terapia conservativa di questi mesi non è riuscita a risolvere. ll centrocampista francese, alla fine, ha optato per l’intervento chirugico e domani a Lione sarà operato, come si legge sulla Gazzetta, dal luminare Bertrand Sonnery Cottet, lo specialista delle ginocchia che nelle scorse stagioni ha operato Gleison Bremer (crociato e menisco) e Federico Gatti (menisco).
Il calvario di Thuram
Thuram aveva saltato tutte le amichevoli, era tornato in panchina per la prima di campionato a Frosinone e si era bloccato di nuovo prima del Parma. Un nuovo consulto con gli specialisti ha confermato il problema alla cartilagine nella zona posteriore della rotula. Per il giocatore dopo l’operazione si prevedono almeno quattro mesi di stop. La Juventus rivedrà Thuram solo nel 2027. E’ l’ennesima tegola per Spalletti che già aveva dovuto incassare due infortuni pesantissimi. Il più grave è quello di Yildiz che lunedì nella clinica di Augsburg stato operato per risolvere la frattura al quinto metatarso del piede sinistro. Il turco, se tutto andrà bene, dovrebbe rivedere il campo nel giro di novanta giorni, probabilmente durante la pausa di novembre. Poi c’è Jeff Ekhator: il pupillo di Carnevali è andato ko domenica durante l’allenamento alla Continassa: infortunio alla coscia, ne avrà per almeno 45-50 giorni.
Il mercato agrodolce
In questo panorama ci sono poi le considerazioni sul mercato che si è chiuso ieri sera e che ha lasciato un sapore agrodolce nella bocca dell’ex ct. I colpi last minute si chiamano Sarr e Woltemade. Sarr però difficilmente sarà arruolabile fin da subito. Il centrocampista senegalese ha appena smaltito un problema muscolare, come ricordato anche da De Zerbi, e per questo nell’ultimo periodo non si è praticamente mai allenato con gli Spurs. Woltemade viene da una stagione anfibia: male ai Mondiali dove ha giocato solo per 32′ sbagliando anche un rigore nella serie decisiva contro il Paraguay e male con il Newcastle. Appena due gol in tutto il 2026: il 14 febbraio contro l’Aston Villa in Fa Cup e il 17 maggio in Premier League contro il West Ham. Considerando anche le difficoltà di Kolo Muani che viene da due anni sotto tono (e che l’anno scorso ha segnato appena 5 gol) ecco che si possono capire le preoccupazioni del ct.
I dubbi di Spalletti
Al tirare delle somme sono arrivati in bianconero – oltre a Sarr e Woltemade – Celik, che resta però un buon rincalzo, Alajbegovic, che è una scommessa di Carnevali, Lucumi, Vicario e Grabara. Molto meno di quanto sognasse Spalletti che si ritrova in rosa Douglas Luiz e Nico Gonzalez da rimotivare, ed ha perso Vlahovic, Openda, David, Perin, Adzic, Di Gregorio e Joao Mario. Toccherà a Spalletti realizzare un minestrone accettabile con il materiale a disposizione ma visto da dove partiva la Juve non sarà facile.

