
Si chiude un’altra sessione di mercato estivo e la Serie B può ufficialmente entrare nel vivo. Un’estate di grandi cambiamenti, come dimostrato dal giro di panchine rispetto alla passata stagione, con una grande protagonista mossa da altrettanto grandi sogni: il Palermo di Pippo Inzaghi. Tuttavia, a porte del calciomercato chiuse, non sono i rosanero la squadra ad aver speso di più — nonostante ben sette innesti provenienti dalla Serie A e dall’estero —, bensì il Pisa, retrocesso dal massimo campionato nella scorsa stagione e determinato a ritornare tra i grandi in celeri tempistiche.
Con i toscani in testa a questa speciale classifica, analizzeremo nel dettaglio le spese dei club della cadetteria, impegnati ad acquistare i rinforzi necessari per affrontare un nuovo, spettacolare campionato di Serie B.
Serie B, Pisa prima per spesa
Un mercato corposo per i nerazzurri del nuovo allenatore Paolo Bianco, reduce dalla promozione in Serie A con il Monza. Dieci innesti complessivi – considerando il già ceduto Aebischer, passato all’Union Berlino dopo il riscatto – per provare a riprendersi subito quella categoria persa dopo appena un anno. Una spesa complessiva di 22,8 milioni di euro, a fronte di 23,22 milioni di entrate dalle cessioni, che portano il Pisa a un totale rinnovamento.
Una sessione centrata su calciatori già ben noti in Serie B come gli ex stabiesi Confente, Correia e Leone, oltre ad Andrea Petagna, arrivato dal Monza, e Marras, proveniente dal Mantova. I nerazzurri potranno contare anche su Emanuele Rao, reduce dall’esperienza a Bari e arrivato dal Napoli in prestito oneroso. Tuttavia, l’acquisto più costoso del club in questa sessione è il cileno Felipe Loyola, centrocampista ex Independiente, giunto in Toscana per 5,5 milioni di euro.
Palermo re assoluto: i sogni rosanero passano dal mercato
Secondo gradino del podio, come anticipato, per il Palermo, protagonista assoluto del mercato di Serie B e non solo. Grandi innesti per i rosanero, che potranno contare su elementi del calibro di Strefezza — rientrato in Sicilia dopo appena un anno in Grecia con la maglia dell’Olympiacos —, Hernani, tra i fautori della promozione del Monza nella scorsa stagione, e soprattutto Mattia Perin, nuovo numero uno della formazione guidata da Pippo Inzaghi, giunto a titolo definitivo dopo sette anni alla Juventus.
Un mercato oneroso che supera i 9 milioni di euro e attesta il club siciliano come la principale candidata al salto diretto in Serie A. Significativi anche altri acquisti, come l’arrivo di Cassandro in difesa, il riscatto obbligatorio di Gyasi dall’Empoli e i prestiti di Vavassori e Gabrielloni.
Padova e il rinnovamento dalla Cremonese
Al terzo posto per uscite c’è il Padova, con un investimento pari a 6,35 milioni di euro complessivi per quattro tesserati. Il rinforzo più dispendioso riguarda il reparto offensivo ed è quello di Gabriele Artistico, prelevato dalla Lazio per 3 milioni di euro. Inoltre, i biancoscudati si sono assicurati le prestazioni di Zuelli, Carissoni e Pompetti, punti di forza rispettivamente di Carrarese, Catanzaro e Juve Stabia nel precedente torneo.
Immediatamente dietro ai veneti si posiziona la Cremonese, retrocessa dalla massima serie, con uno sforzo economico totale di 6 milioni di euro per regalarsi un organico competitivo per i vertici della graduatoria e per la promozione. Alla corte dei grigiorossi sono approdati altri profili di spicco dello scorso campionato, quali Tommaso Berti dal Cesena, Simone Pontisso dal Catanzaro, Fellipe Jack – in prestito via Como – e Salvatore Elia dall’Empoli.
Metamorfosi blucerchiata: la Sampdoria quinta per spese
Un’altra grande protagonista del mercato è la Sampdoria, protagonista dell’ennesima rivoluzione degli ultimi anni. La società genovese, forte dell’arrivo in panchina di Bernardo Corradi, ha rinnovato a fondo la rosa, inserendo un misto di qualità, esperienzae freschezza a fronte di una spesa complessiva di 4,7 milioni di euro. Un dato, quest’ultimo, influenzato in modo determinante dai riscatti di Salvatore Esposito e Tjas Begić, costati entrambi 2,7 milioni di euro in questa sessione, a fronte di una quotazione complessiva dei cartellini ben più elevata.
L’innesto più iconico è senz’altro quello di Lorenzo Insigne, approdato nel capoluogo ligure a parametro zero dopo la parentesi a Pescara, con l’obiettivo di trascinare i blucerchiati verso la promozione in Serie A, categoria da cui mancano dal 2023.
Neopromosse e altre probabili protagoniste
Protagoniste di un nutrito rinnovamento sono anche le neopromosse. Su tutte spicca il Benevento di Antonio Floro Flores, che potrà contare su innesti d’esperienza come David Okereke, svincolatosi dalla Cremonese, con cui ha disputato la scorsa Serie A, Simone Verdi, anch’egli ingaggiato a parametro zero, e Pietro Beruatto, giunto dal Pisa per 500.000 euro. A questi si aggiungono i due ex Potenza, reduci dalla vittoria della Coppa Italia di Serie C, Emanuele Schimmenti e Antonis Siatounis.
Numerosi acquisti a costo zero pure per Ascoli e Vicenza, entrambe nelle retrovie della classifica delle uscite insieme a Cesena e Virtus Entella, mentre l’Arezzo ha sborsato 250.000 euro per portare in Toscana i due nuovi innesti Arena e Cerri.
Spese di assoluto rilievo, al contrario, per l’Avellino: i campani hanno messo sul piatto un totale di 3 milioni di euro, regalando al tecnico Alessandro Nesta l’attaccante marocchino Walid Cheddira e l’ex Inter Under 23 Luca Di Maggio.
I casi di Verona, Catanzaro e Juve Stabia
Fronte ceduti più attivo rispetto a quello dei nuovi arrivi per il Verona, altra retrocessa d’eccellenza, che chiude con un saldo ampiamente positivo tra uscite ed entrate pari a 16,1 milioni di euro; gli scaligeri hanno investito solo 2,45 milioni, puntando con decisione su parametri zero come Ekuban, Dawidowicz e Leali, oltre a prestiti di spessore tra cui spicca quello di Mulattieri.
Bilancio attivo anche per l’Empoli – le cui cessioni hanno fruttato 11,40 milioni di euro a fronte dei soli 250.000 euro spesi per Filippo Distefano dalla Fiorentina – e per le due grandi rivelazioni dello scorso campionato, Catanzaro e Juve Stabia. I calabresi, in fase di totale rifondazione dopo l’addio di Alberto Aquilani, hanno incassato 11 milioni di euro dai trasferimenti in uscita contro i soli 2 milioni spesi per gli arrivi di Dorval ed Emanuele Pecorino. Situazione analoga per i campani, anch’essi trasformati dai saluti di Ignazio Abate e di diversi elementi chiave della passata stagione, che chiudono il mercato con un attivo di 3,4 milioni di euro.

