Lo scozzese racconta il problema cardiaco, poi parla dell’Inter: “Non sono più forti di noi”
Scott McTominay costretto a fermarsi. Il centrocampista del Napoli non sarà a disposizione per le prossime sfide contro Inter, Arsenal, Bologna e Fiorentina a causa dell’insorgenza di una lieve aritmia benigna, che nei prossimi giorni richiederà un intervento di correzione. Lo scozzese dovrebbe tornare a disposizione dopo la sosta per le Nazionali, con l’obiettivo di rientrare per la sfida contro il Frosinone, in programma nel weekend del 10-11 ottobre. McTominay salterà quindi anche gli impegni della Nazionale, tra cui le sfide contro Slovenia, Svizzera e Macedonia del Nord in Nations League. Il centrocampista ha fatto chiarezza sulla situazione in un’intervista al Corriere della Sera, parlando anche del rapporto con Conte e Allegri, della sfida contro l’Inter, degli obiettivi del Napoli in Champions League.
L’aritmia: “Un problema che devo affrontare”
McTominay ha affrontato con serenità l’imprevisto stop, spiegando di essere pronto a sottoporsi all’intervento necessario: “È un problema che devo affrontare, ci vedremo presto, prestissimo, più forte di prima”. Lo scozzese ha poi rivelato di aver accusato qualche problema già durante il Mondiale: “Due giorni prima della prima partita sono stato male e non sapevo se avrei giocato o meno. Mentalmente è stata dura”. A complicare ulteriormente quella situazione, secondo McTominay, furono anche le condizioni climatiche: “A rendere ancora più complicata la situazione sono state le alte temperature. Guardando indietro, è un grande rimpianto della mia carriera”.
“Conte e Allegri? Due allenatori diversi. E l’Inter…”
Prima dello stop, il pensiero del centrocampista era inevitabilmente rivolto alla sfida contro l’Inter, in programma sabato pomeriggio a San Siro. Il Napoli arriva all’appuntamento dopo la sconfitta contro il Como, ma McTominay non sembra intenzionato a fare passi indietro sul piano delle ambizioni: “È una partita importante, una sfida enorme. Dobbiamo arrivarci con la piena convinzione di poter andare lì e vincere. Li abbiamo già battuti una volta, quindi non vedo perché non dovremmo riuscirci di nuovo”. Nessuna intenzione, inoltre, di riconoscere una superiorità dell’Inter sulla carta: “Non mi siederei mai qui a dire che altri sono migliori di noi, che hanno giocatori più forti, perché non è così che vedo il calcio. Ammettere una cosa del genere sarebbe un segnale di debolezza”. E alla domanda su quale giocatore toglierebbe alla formazione nerazzurra, la risposta è immediata: “Solo uno?! Direi Lautaro, segna tantissimi gol”.
Lo scozzese ha poi parlato dei suoi allenatori, confrontando Conte e Allegri: “Sono due allenatori diversi. Il primo era molto orientato sulla tattica, ci allenavamo molto. Con lui ho vissuto due anni bellissimi. È straordinario, un vincente seriale”. Sul nuovo corso tecnico, invece, McTominay preferisce concedere tempo: “Solo il tempo dirà come andrà con il nuovo allenatore, ma finora è una brava persona e ha buone idee tattiche. Abbiamo solo bisogno di tempo per metterle in pratica e giocare un po’ meglio”.
McTominay: “Se mi chiamasse Mourinho al Real…”
Tra gli obiettivi del Napoli c’è anche quello di arrivare il più lontano possibile in Champions League. Una competizione che McTominay considera particolarmente importante e nella quale gli azzurri puntano a essere protagonisti: “Ogni gara di Champions è dura. Quest’anno abbiamo un allenatore più adattabile al calcio della Champions e questo dovrebbe aiutarci molto”. Lo scozzese non potrà essere protagonista della sfida contro l’Arsenal, ma potrebbe essere contro il City. Proprio in riferimento alla possibilità di giocare al fianco di De Bruyne, il centrocampista ha spiegato: “Certo, ci conosciamo molto bene. Abbiamo un ottimo rapporto anche fuori dal campo. Ovviamente dipende dall’allenatore e dalla formazione che sceglie”. Infine, una domanda sul futuro e su un’eventuale chiamata dal Real Madrid. Il giocatore del Napoli, che ha fatto il suo esordio in Premier con Mourinho, non chiude la porta a un trasferimento nella capitale spagnola: “Se succedesse, ci penserei”.

