“Rispetto per la maglia. Chi non vuole venire, vada altrove”

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La sconfitta interna contro il Mantova, squadra che milita nel campionato di Serie B, nel primo turno della Coppa Italia 2026/2027, ha fatto suonare l’ennesimo campanello d’allarme in casa Lazio. Le premesse non erano delle migliori, ma dopo la prestazione di domenica sera, la preoccupazione è altissima per il resto della stagione.

Ne abbiamo parlato con uno che conosce il mondo biancoceleste come le sue tasche, l’ex portiere e allenatore Nando Orsi, dal 1982 al 1985 e dal 1989 al 1998 alla Lazio come giocatore, mentre dal 1999 al 2004 ha lavorato insieme agli staff tecnici che si sono succeduti alla guida della squadra capitolina.

Lazio eliminata dalla Coppa Italia: quanto è grave la situazione?

Orsi, quanto pesa questa eliminazione e quanto è grave la situazione?

“Quello che è accaduto in campo fa pendant con tutto quello che sta succedendo intorno alla Lazio. In generale, ad inizio stagione qualche partita la puoi anche staccare, però è tutto il contesto che fa pensare che possa essere difficile l’intera annata. C’erano più mantovani che laziali allo stadio Olimpico, per dire. Certi giocatori, forse, pensavamo fosse più semplice di quello che è e anche le scelte dell’allenatore non si sono rivelate giuste. Non è andato bene niente. C’è una settimana per lavorare, ricompattare il gruppo, rimettere in sesto la mente in vista dell’esordio in Serie A contro il Bologna. I giocatori della Lazio gli stimoli devono trovarli dentro loro stessi. Quando gli avversari, soprattutto quelli che devono salvarsi, giocano in uno stadio vuoto sono avvantaggiati. La situazione resta allarmante”.

Lazio, la paura della Serie B

Tra i tifosi serpeggia lo spettro della Serie B, un pensiero che Orsi rispedisce al mittente.

“Ancora la stagione deve iniziare, c’è un pessimismo incredibile. Io, invece, voglio avere ancora un po’ di fiducia verso la squadra e Gattuso, che può dare determinate motivazioni. Ci sono calciatori che hanno qualità, penso a Rovella, Frattesi, Zaccagni, Taylor, Pedraza, e esperienza. Devono trascinare, in campo e nella testa, tutti gli altri insieme al mister”.

Mercato Lazio, a che punto siamo

Dopo la partita, Gattuso, oltre ad aver chiesto scusa ai tifosi per la prestazione, ha voluto mettere le cose in chiaro e allontanare l’alibi del mercato e dello stadio vuoto. Una sessione di acquisti che può essere anche influenzata dalla situazione che si è venuta a creare.

“Può diventarlo. Ma i calciatori sono dei professionisti e devono pensare solo a giocare nel miglior modo possibile. Chiaramente, il calcio è fatto anche di adrenalina, stimoli e pubblico che ti trascina. Questo può essere certamente limitante. In ogni caso, chi non vuole venire alla Lazio, può andare altrove. Ha 126 anni di storia, devono essere onorati di indossare la maglia biancoceleste. È un privilegio poter giocare per la Lazio”.

Cosa pensa Orsi della protesta dei tifosi della Lazio contro Lotito

Infine, abbiamo chiesto ad Orsi un parere sulla protesta messa in atto dai tifosi che hanno deciso di disertare lo stadio Olimpico per tutta la stagione, in aperta contestazione col presidente Claudio Lotito.

“C’è una protesta legittima, sfociata adesso dopo tanti anni in un taglio netto. È democratica, è un’assenza che pesa tantissimo. Difficilmente Lotito e i tifosi faranno un passo indietro o avanti. La palla passa a squadra, allenatore e mercato. Con l’arrivo di Frattesi pensavo fosse decollato, ma capiremo più avanti cosa succederà. C’è il campo che è il giudice unico e supremo nel mondo del calcio, a quello non si può sfuggire”, ha concluso a Virgilio Sport.

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