Il capitano del Milan è scomparso a 66 anni con la su fianco la moglie Maura, i due figli e una famiglia unita pur separata da un destino calcistico opposto appartenente a un’era ormai remota
Per Franco Baresi, quel Milan ha ritirato la maglia numero 6 senza alcun dubbio, senza alcuna opposizione con l’unanimità che mai prima si è scoperta tale. Oggi, quella maglia rossonera, è omaggiata dai tifosi all’esterno della nuova sede dopo via Turati, in via Aldo Rossi, simbolo di un cambiamento non indolore nella storia della società e del passaggio da Silvio Berlusconi alle proprietà che si sono susseguite, fino all’attuale gestione sotto Gerry Cardinale.
Franco Baresi, il Milan “casciavait”
Baresi, il Franco, ha raccolto quel popolo casciavait che non ha mai perso identità e rigore, solo quegli uomini che hanno saputo vedere oltre, vantare una visione che ha interpretato il senso di quella squadra. il capitano era un difensore che anticipava, aveva vissuto della sua eleganza e della sua intelligenza portando agli estremi un talento che non venne sprecato.
Nella Basilica di Sant’Ambrogio che accoglierà, in questo agosto assolato e asfissiante, i funerali di Baresi e di Don Antonio Mazzi con il loro lascito alla Milano che verrà ci saranno le persona che lo hanno sempre seguito e amato, come la moglie Maura, i loro ragazzi, i familiari stretti come il fratello Beppe, simbolo dell’altra faccia della città meneghina, sua nipote Regina, campionessa a sua volta, e tutte le persone più care e fedeli al capitano che ci ha donato l’immagine di un uomo di sport fiero e ostinato, quando al fianco di Beppe Bergomi ha portato la torcia olimpica.
Franchino, il Piscinin
Franchino Baresi, il Piscinin, da Travagliato era arrivato al Milan dopo non aver convinto tanto quanto il fratello Giuseppe (ovvero Beppe), diventato una bandiera interista. La famiglia è stata una costante, per lui. Una misura su cui decidere, fin dall’epoca dei tiri con il fratello nell’aia dove trascorreva la sua giornata, da bambino.
Era felice, sereno e tirava calci al pallone già da talento vero, ma non abbastanza secondo gli osservatori che gli preferirono il Beppe e lo portarono all’Inter, consacrando un mito parallelo sulla sponda opposta della città.

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Beppe e Franco Baresi in una foto del 2012
La moglie Maura Lari e i figli
Al suo fianco fino all’ultimo c’è sempre stata Maura Lari, sua moglie e compagna di vita fin dal primo incontro che secondo quel che raccontano le cronache risale a un incontro in modo fortuito a Montevarchi, in Toscana, mentre il giovane calciatore era in ritiro con la squadra e lei lavorava come cameriera nel ristorante di famiglia, il “Piccolo Alleluja”.
Fu il massaggiatore del Milan, Paolo Mariconti, ad attirare l’attenzione in una serata che segnò l’avvio di un legame mai interrotto: “Signorina, per favore serva prima lui, perché è il capitano”. Da quel momento, nel 1984, i due non si sono più lasciati, affrontando insieme non solo i trionfi sportivi ma anche i momenti più delicati, legati anche al loro privato, fino alla nota vicenda giudiziaria che toccò profondamente Franco Baresi, ma che si concluse con il proscioglimento della moglie.
Dal loro rapporto, è nato il figlio Edoardo, venuto alla luce a Città del Messico nel 1991, poi la famiglia si è allargata con Giannandrea, un bambino di origini russe adottato dalla coppia nel 1997, anno del ritiro dal calcio giocato del capitano.

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Con la moglie Maura
Il fratello interista Beppe e la nipote Regina
Sulla sfera privata di Baresi si sono accumulate anche voci insistenti, su cui altro non c’è da dire se non che non intaccano l’uomo, la generosità e anche lo slancio. Un legame storico e condiviso, in un finale doloroso, lo ha sempre avuto e tutelato con il fratello maggiore Giuseppe, Beppe, nato nel 1958 e dunque più grande di appena 2 anni. Fu quello che superò il provino dell’Inter, ne divenne capitano e poi allenatore.
Tra fratelli di casacca opposta si è alimentata così una storica e rispettosa rivalità familiare, entrambi da capitano e bandiere delle rispettive squadre di San Siro. La figlia di Beppe, Regina Baresi, ha ricoperto un ruolo di guida nella squadra femminile e una storica promozione, scegliendo il calcio al contrario dei cugini, lontanissimi dal pallone.
Il suo ultimo post è uno strazio, un cuore spezzato che unisce la Milano di oggi, ricucita dai suoi miti e divisa da tensioni che mai sono state così aperte.

