La Copenaghen Group, una rete dedicata all’individuazione, alla sanzione e alla prevenzione della manipolazione delle competizioni sportive, elenca le gare nel mirino dopo un’analisi approfondita
Sarebbero sette le partite dei Mondiali sospettate di possibili partite truccate legate alle scommesse. La segnalazione arriva dal Copenhagen Group , una rete internazionale indipendente della Danimarca dedicata all’individuazione, alla sanzione e alla prevenzione della manipolazione delle competizioni sportive, come sospettate di possibili partite truccate legate alle scommesse. La notizia è stata diffusa da ” The Athletic “, sulla base di un rapporto preliminare del Copenhagen Group anche se la FIFA continua a sostenere di non aver individuato alcuna prova di partite truccate durante il torneo.
Dubbi già sulla gara inaugurale
I sette casi sono stati classificati come allerta gialla, il primo livello sopra la categoria verde, utilizzata per le partite considerate normali. Al di sopra del giallo ci sono le allerte arancioni, che indicano un ragionevole sospetto, e quelle rosse, riservate alle situazioni più gravi. Secondo il rapporto, nessuna partita ha raggiunto i due livelli di rischio più elevati. I sospetti sono caduti già sulla prima partita, con l’espulsione del sudafricano Themba Zwane nella gara inaugurale con il Messico. Il documento parla di “inspiegabili fluttuazioni delle quote, voci sui social media o informazioni provenienti dalla fonte“, per le quali questo Gruppo ha richiesto ulteriori informazioni alla FIFA.
Il caso Balogun
L’episodio più eclatante riguarda l’attaccante statunitense Folarin Balogun. Espulso nella vittoria contro la Bosnia ed Erzegovina agli ottavi di finale, il giocatore ha visto la sua squalifica revocata pochi giorni dopo. Il report indica che, immediatamente dopo il cartellino rosso, la piattaforma di pronostici sportivi Polymarket ha subito aperto un mercato chiedendo se Balogun sarebbe stato disponibile per la partita contro il Belgio ben prima che la vicenda diventasse un caso pubblico. La conferma ufficiale della FIFA sulla disponibilità dell’attaccante è arrivata solo tre giorni dopo. Questa situazione non si è ripetuta con gli altri 14 giocatori che avevano ricevuto un cartellino rosso, destando sospetti.
Lo stesso mercato Polylarket ha raccolto 4,8 milioni di dollari in scommesse sul fatto che la Spagna non avrebbe sconfitto Capo Verde nella partita della fase a gironi, terminata con un pareggio a reti inviolate. Anche il ritardo di tre minuti e mezzo del team del VAR (Video Assistant Referee) nel convalidare un gol di Ferran Torres della Spagna nella vittoria per 4-0 contro l’Arabia Saudita è oggetto di indagine e comporta un’allerta gialla.
Oltre 240 miliardi di dollari giocati in scommesse
Il rapporto afferma inoltre che 15 partite sono state poste sotto stretta sorveglianza durante il torneo, principalmente nell’ultimo turno della fase a gironi, quando determinati risultati avrebbero potuto contemporaneamente favorire le squadre coinvolte. In totale, sono state analizzate 12 situazioni considerate potenzialmente sensibili dal punto di vista dell’integrità sportiva. La task force per l’integrità della FIFA , creata in collaborazione con il Copenhagen Group e il Consiglio d’Europa , ha pubblicato un rapporto in cui afferma di non aver riscontrato attività di scommesse sospette né prove di partite truccate in nessuno dei 104 incontri della competizione. Secondo fonti citate da The Athletic , il Copenhagen Group ha richiesto chiarimenti formali alla FIFA in merito al caso.
Oltre ai mercati tradizionali, il rapporto ha monitorato, per la prima volta, piattaforme di previsione come Polymarket e Kalshi , che operano in un contesto normativo diverso rispetto ai bookmaker convenzionali. Secondo le stime del Copenhagen Group, durante i Mondiali del 2026 sono stati scommessi circa 240 miliardi di dollari , circa il doppio rispetto alla cifra registrata durante i Mondiali del 2022 , tenutisi in Qatar .

