
La rosa dei possibili allenatori della Nazionale si allarga sempre di più: scegli il nome che ti sembra più adatto sulla panchina azzurra
I Mondiali stanno per arrivare alla fine. Sono passati quasi 4 mesi dalla notte della terza eliminazione consecutiva e conseguente sacrificio umano di Rino Gattuso e l’Italia è ancora senza uno straccio di Ct: almeno, non un Ct definitivo. In questo periodo c’è un supplente, Silvio Baldini, che con la sua personalità completamente fuori dagli schemi, ha raccolto consensi e in tanti vedrebbero bene intronato alla guida dell’ex potenza mondiale del calcio, ormai nobile decaduta. Ma si sa che il Palazzo, che nel frattempo ha rinnovato parte dei propri uomini di comando, punta a ben altro. Cioè a un allenatore di livello internazionale, abituato agli stress che impone la maglia azzurra, avvezzo a interagire con capricciose stelline strapagate e relativi presidenti di club che fanno i capricciosi, che sia conosciuto e ben visto nei contesti che contano e, perché no, piaccia anche alla stampa.
Per questo i nomi sono più o meno sempre gli stessi da Gattuso in poi, ma almeno per ora il nome non è ancora saltato fuori. Con la nomina di Paolo Maldini a direttore tecnico federale la sensazione è che il prossimo ct possa non essere uno a scelta tra Mancini e Conte, i due più gettonati negli ultimi mesi. Adesso, forte anche dell’ottimo lavoro svolto pochi anni fa al Milan e culminato con lo scudetto rossonero, è tornato a circolare il nome di Stefano Pioli che sarebbe particolarmente in sintonia proprio con Maldini. Se Mancini e Conte portano in dote una spiccata propensione alla vittoria e un notevole carisma, il tecnico di Parma è invece uomo più diplomatico e di dialogo con tutti. E allora ecco che se si parla di dialogo e capacità di farsi volere bene dalle nuove generazioni, rispuntare il nome che tutti (in realtà) avrebbero voluto già sulla panchina azzurra dopo le dimissioni di Spalletti: Claudio Ranieri. Il sir ha avuto un finale di rapporto brusco e inatteso con la sua amata Roma e di fatto è un allenatore senza panchina, come gli altri tre di cui sopra e con carisma e credibilità internazionale a iosa, insomma un profilo perfetto per un’armata Brancaleone che deve ricostruire da zero un gruppo che per essere competitivo deve per prima cosa dare importanza alla maglia che indossa e considerare l’impegno con la Nazionale, non un fastidioso impedimento ma un’occasione importante per vincere e dimostrare il proprio valore.
Concetti basilari, che i Mondiali hanno dimostrato ampiamente: squadre più o meno sul livello dell’Italia, senza campionissimi o senza un gioco spumeggiante sono arrivate con dignità fino ai quarti giocandosela contro squadre molto più blasonate. Cos’ha l’Italia in meno di Svizzera, Ecuador, Paraguay, Giappone, Capo Verde etc? Niente. Tolte le semifinaliste e pochissimo altro, il resto delle squadre ai Mondiali erano gruppi di buoni calciatori, messi decentemente in campo, ma motivati, concentrati e che non tiravano mai indietro la gamba correndo per 90 minuti. In attesa che nasca un nuovo Baggio, almeno inculcare questi valori in chi indossa quella maglietta diventata tanto pesante e forse tanto indigesta. Può bastare uno dei cinque di cui sopra? C’è bisogno di chiamare qualche allenatore estero come per esempio Guardiola o Deschamps? C’è bisogno di riportare in Italia Carletto Ancelotti? Oppure cercare una figura completamente diversa? Il Toto-CT è aperto: votate il vostro preferito!

