Dopo la delusione del Mondiale 2026, Carlo Ancelotti prepara il nuovo corso del Brasile. Tra giovani già lanciati e nuovi innesti, la Seleção punta a costruire una squadra competitiva in vista del 2030.
L’eliminazione agli ottavi di finale del Mondiale 2026 ha aperto una fase di profonda riflessione in casa Brasile. La sconfitta contro una nazionale europea di seconda fascia ha lasciato grande delusione, ma non ha cambiato la fiducia riposta in Carlo Ancelotti. Il commissario tecnico è già al lavoro per inaugurare un nuovo ciclo, con l’obiettivo di riportare la Seleção ai vertici del calcio mondiale entro il 2030. La prossima convocazione di settembre potrebbe rappresentare il primo passo concreto verso una squadra rinnovata e ricca di giovani talenti.
Ancelotti riparte da una base già costruita
Nonostante il fallimento al Mondiale, Ancelotti non ripartirà da zero. Da quando è arrivato sulla panchina del Brasile, il tecnico italiano ha già utilizzato ben 54 giocatori, un numero che gli consente oggi di avere una conoscenza approfondita del gruppo e di poter allargare le proprie scelte senza dover ricominciare da capo.
Molti dei calciatori già provati nelle qualificazioni e nelle amichevoli potrebbero trovare spazio nella prima lista del nuovo ciclo, prevista a settembre in occasione delle sfide contro l’Australia e, con ogni probabilità, un’altra nazionale asiatica. L’idea è quella di mantenere un’ossatura solida inserendo gradualmente nuovi elementi destinati a essere protagonisti fino ai Mondiali del 2030.
Difesa e centrocampo: spazio ai giovani
Le novità più interessanti potrebbero arrivare soprattutto dalla retroguardia. Accanto a giocatori esperti come Gabriel Magalhaes e, possibilmente, Marquinhos, Ancelotti continuerà a valutare profili già osservati nei mesi scorsi come Bremer, Ibañez e Leo Pereira.
Grande attenzione anche ai giovani Lucas Beraldo e Alexsandro Ribeiro, entrambi considerati elementi di prospettiva. Sulle corsie laterali crescono invece le quotazioni di Vanderson e Kaiki Bruno, due giocatori che il ct ha già avuto modo di testare e che potrebbero diventare punti fermi del nuovo progetto. A centrocampo restano in corsa André, Andrey Santos e Gabriel Sara, mentre Joelinton potrebbe tornare stabilmente nel giro della Nazionale grazie alla sua esperienza.
In attacco resta il talento, ma cambia la gerarchia
Il reparto offensivo sarà probabilmente quello che subirà meno rivoluzioni. Carlo Ancelotti intende continuare a costruire la squadra attorno ai suoi giovani talenti più rappresentativi, a partire da Vinicius Junior, Endrick, Rayan, Estevao e Rodrygo.
Accanto a loro resta molto alta la considerazione nei confronti di João Pedro, già vicino alla convocazione mondiale e destinato a occupare un ruolo importante nel nuovo ciclo. Il commissario tecnico continuerà inoltre a monitorare attaccanti come Igor Jesus, Vitor Roque e Kaio Jorge, già utilizzati tra la fine delle qualificazioni e le amichevoli di preparazione al Mondiale.
L’obiettivo è arrivare al 2030 con una Seleção più competitiva
Il progetto di Ancelotti guarda oltre la delusione del 2026. La volontà della federazione brasiliana è quella di costruire una Nazionale più equilibrata, con un ricambio generazionale graduale ma deciso, evitando le rivoluzioni dettate dall’emotività dopo un’eliminazione pesante.
Le prossime convocazioni serviranno proprio a definire il gruppo destinato ad accompagnare il Brasile verso i Mondiali del 2030. Il tecnico italiano continuerà a puntare sui giovani già testati, senza rinunciare all’esperienza dei leader più affidabili. L’obiettivo è ritrovare competitività internazionale e riportare la Seleção a lottare concretamente per il titolo mondiale, sfruttando il lavoro avviato fin dal suo insediamento sulla panchina verdeoro.

