Negli ultimi sei mesi alla Fiorentina il centrocampista della Nazionale è diventato un titolare indiscusso, ora i bianconeri lo hanno inserito fra gli obiettivi di mercato
La stella polare è Pogba, punto di arrivo che può sembrare inavvicinabile ma non per chi vuole sognare in grande e stupire. E a Cher Ndour, classe 2004, è sempre piaciuto volare alto, fra scelte coraggiose, personalità e una crescita calcistica evidente. Negli ultimi sei mesi alla Fiorentina è diventato un titolare indiscusso per Paolo Vanoli, che non ha quasi mai rinunciato a lui nel 4-1-4-1: potrebbe essere perfetto da mezzala anche nel nuovo 4-3-3 targato Fabio Grosso. Serve il condizionale perché alcuni top club, come la Juventus, lo hanno messo nel mirino. Anche se i viola non vorrebbero rinunciare a lui. Fra i primi estimatori c’è lo stesso direttore sportivo Fabio Paratici, affascinato dal centrocampista, ma anche Giovanni Carnevali, nuovo dirigente bianconero.
CHER E PAUL
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Il prossimo anno per Ndour sarà quello della verità, in cui potrà dimostrare che avevano ragione coloro che lo hanno sempre considerato un predestinato. Le buone sensazioni avute quando era ragazzo dovranno trasformarsi in realtà. Pogba è sempre stato l’idolo di Cher, un punto di riferimento, l’esempio a cui tendere. Paul è sempre stato un vero fenomeno nello strappo, caratteristica che Ndour non ha, però negli ultimi sei mesi in viola è cresciuto moltissimo dal punto di vista della lettura negli inserimenti, il saper buttarsi dentro e trovare la porta e quel senso del gol che lo ha portato a segnare 7 reti fra Conference e campionato (3 in A fra cui contro Inter e Juventus). Non è poi così difficile immaginare che in futuro, come Pogba, possa andare spesso in doppia cifra, da vero centrocampista totale. Ndour è un box to box in grado di coprire tutti i ruoli del centrocampo e con Vanoli è diventato un titolare indiscusso. Arrivato in viola a gennaio del 2025 era in prestito al Besiktas, ma di proprietà del Paris Saint Germain che lo ha lasciato partire per soli 5 milioni tenendosi tuttavia il 50% della futura rivendita, convinti che potesse esplodere.
SOGNI
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Fin da ragazzino aveva le idee molto chiare quando diceva: “Voglio giocare il Mondiale con l’Italia”. In azzurro è stato protagonista dell’Under 21 ma il suo commissario tecnico, ad interim della Maggiore, Silvio Baldini, gli ha regalato anche la vetrina massima nelle due amichevoli contro Lussemburgo e Grecia, con la 10 sulle spalle. Il numero dei grandi talenti che a Firenze è stata indossata ad esempio da Rui Costa, altro idolo che è stato pure il suo presidente al Benfica e lo ha riempito di consigli che lo hanno fatto crescere. Quella 10 che, fra gli altri, ha indossato Pogba alla Juventus. Stesso ruolo, stessa statura (190 centimetri) e un percorso lungo e impegnativo da affrontare per non deludere i paragoni. Ma Ndour da ragazzino aveva già indossato quella casacca spiegando: “Sulla maglia porto il ‘10’ ma non mi pesa e le mie scelte le ho sempre fatte da solo”. Scelte che dall’Italia (Brescia, poi Atalanta) lo hanno portato all’estero come un giramondo del pallone ad alti livelli: al Benfica, ma pure al PSG dove ha condiviso lo spogliatoio con Mbappè che “in allenamento fa delle cose che non sono umane” aveva confessato Ndour nel 2022.
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CURIOSITÀ
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Ha un nome di battesimo, Cher, che nella lingua del Senegal, il Paese d’origine del padre vuol dire “Uomo Saggio”. Sarà allora quella saggezza ad accompagnarlo nel suo percorso futuro. Intanto la Fiorentina per lui ha fatto muro, chiedendo almeno 30 milioni per lasciarlo partire perché è un ragazzo con cui Firenze vorrebbe provare a sognare.
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