
Era commosso mentre faceva il giro di campo tra gli olè dei tifosi. Sorrideva ma era evidentemente provato Antonio Conte: l’addio al Maradona è stato toccante. Applausi alla folla, abbracci ai giocatori, in pochi minuti sono passati davanti agli occhi del tecnico leccese due anni di gioie, vittorie, infortuni, polemiche e arrabbiature. Primo al primo anno, secondo al secondo ma la storia finisce qui. Era apparso chiaro da giorni e si aspettava solo l’ufficialità.
- De Laurentiis annuncia il divorzio
- Conte spiega i motivi dell’addio
De Laurentiis annuncia il divorzio
Dopo il secondo posto aritmeticamente conquistato senza aspettare gli altri risultati Conte si presenta in sala stampa assieme ad Aurelio De Laurentiis. E’ il presidente, che oggi compie 77 anni, ad annunciare il divorzio: “Un mese fa mi ha chiesto un incontro. Mi ha detto caro Aurelio, siamo amici – e lo siamo da tempo, ci vedevamo alle Maldive – io gli ho detto che questa è casa sua ma se non si sente più sereno, perchè il Napoli non è il Psg e dobbiamo rispettare certi tetti e perché il campionato italiano non è straordinario, tra problemi arbitrali, problemi con i procuratori, problemi col ministro dello sport che tifa solo Southampton
Il patron ricorda anche la crisi post-Bologna, dopo lo sfogo durissimo di Conte (“Può capitare a tutti di avere un momento di forte delusione, in quel momento Conte ha pensato che la piazza pretendesse troppo da lui. Lo pregai di prendersi una settimana sabbatica) poi parla il tecnico.
Conte spiega i motivi dell’addio
Nel giorno dei saluti sembra quasi che Conte si sia tolto un macigno dallo stomaco, dopo due anni belli e difficili, intensi, che lo hanno prosciugato per energie fisiche e mentali. Vorrebbe togliersi più di un sassolino dalle scarpe, il tecnico leccese ma si limita al minimo indispensabile, ricordando quello che più di una volta ha ripetuto durante l’anno: i tantissimi infortuni, i due titoli alzati nonostante le avversità, le polemiche, i veleni, il fuoco amico. Conte fa rewind e ricorda anche lui le parole di Bologna: “Quello che ho denunciato è che c’erano situazioni che non mi piacevano, bisogna avere gli attributi per dire certe cose, campionati anonimi non ne ho mai fatti, alcuni innesti nuovi non si erano inseriti, ero disposto a farmi da parte ma ho parlato con il gruppo, ci siamo chiariti e siamo ripartiti. Un mese fa ho chiamato il presidente e gli ho detto che il mio percorso qui era terminato, non c’erano discorsi di prospettiva. Non sono riuscito a portare compattezza a Napoli e se non si porta compattezza diventa difficile combattere contro le altre squadre, ho visto tanti veleni contro di me. Sono dei falliti, lo fanno per un like sui post ma Napoli non ha bisogno di queste persone che sono negative e dovrebbero andar via. Non essendo riuscito a compattare l’ambiente ho alzato le mani. Ci metto la faccia su tutto ma se le cose non possono essere cambiate non c’è da fare, ringrazio il presidente, ho potuto conoscere Napoli e i tifosi mi hanno capito. Senza infortuni da scudetto? Non sono d’accordo, vanno dati meriti all’Inter.
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