Vi racconto l’Osvaldo segreto, la frase in dialetto e quella promessa alla moglie

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“Stavo navigando su internet quando ho letto la notizia sul portale di una radio locale. Sono rimasto di sasso, sapevo delle problematiche che stava avendo, che era ricoverato in ospedale ma non posso dire che me l’aspettassi, è stata una bruttissima sorpresa”. Da poco si è appreso della morte di Osvaldo Bagnoli e NIco Penzo, che con il tecnico della Bovisa ha vissuto due anni entusiasmanti da calciatore e tutto il resto della vita da amico e confidente, è affranto. L’ex bomber ricorda in esclusiva per Virgilio Sport la figura dell’allenatore che vinse lo scudetto in gialloblù nel 1985.

Penzo, oggi è davvero una brutta giornata…
“Da un lato, anche se è triste pensarlo, mi vien da dire che è meglio così, stava soffrendo molto”

Per chi come lei lo conosce benissimo non sarà facile estrapolare solo qualche ricordo..
“Ci vorrebbe un libro ma più che per la sua carriera di allenatore, che è stata importantissima e non solo a Verona, basti ricordare la vittoria a Liverpool con il Genoa, prima squadra italiana ad espugnare Anfield Road, ma anche il lavoro all’Inter, mi piace ricordare soprattutto il rapporto umano. Bagnoli ha inciso tanto nella mia vita con la sua vicinanza e i suoi consigli. Da giocatore con lui ho vinto un campionato di B e l’anno dopo siamo arrivati quarti in A e in finale di coppa Italia, ma dopo abbiamo sempre avuto un rapporto strettissimo. E non più da mister e giocatore ma da uomo a uomo”.

E’ vero che era sempre silenzioso e riservato?
“Riservato sì ma era egualmente un grande comunicatore, gli bastava uno sguardo per farsi capire e godeva sempre di grande credibilità e rispetto”.

Con lei mai nessuno screzio in campo…
“No ma c’è un aneddoto simpatico: dovevamo giocare il ritorno di semifinale di coppa Italia a Torino col Toro dopo aver perso l’andata per 1-0, io ero in rotta con la società e non volevo partire. Venne a casa mia a convincermi Ciccio Mascetti, altra figura che ho sempre stimato tanto. Va a finire che parto e gioco titolare. Selvaggi porta in vantaggio i granata e noi siamo con l’acqua alla gola, pareggia Volpati e nel finale segno io il gol del 2-1 che ci qualifica per la finale. Esulto e mi proietto verso la panchina, mi tolgo la maglia e urlo: “adesso giocate voi”…Bagnoli si rivolge a Mascetti e dice in dialetto milanese: “Ma chest chi l’è matt”. Però allo alla fine non sono entrati in campo a giocare loro…”.

Bagnoli si è ritirato abbastanza presto, probabilmente avrebbe potuto ancora dare tanto al calcio italiano…
“Sì, fu una promessa fatta alla moglie. Dopo la grande delusione per i due anni all’Inter, dove rimase male soprattutto dal punto di vista umano, la moglie gli chiese di non allenare più e lui fu di parola. Successe che il Verona era in brutte acque e volle richiamarlo ma Osvaldo disse di no: “Innanzitutto l’ho promesso a mia moglie e poi non potrei accettare perchè a Verona mi perdonerebbe ogni bischerata e così non va bene”.

Ai funerali sicuramente ci saranno tanti suoi ex allievi…
“Sì ma conoscendolo avrà chiesto di evitare celebrazioni sfarzose, fosse stato per lui neanche l’avrebbe fatto sapere…”.

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