UEFA contro Infantino, Christillin chiede il boicottaggio

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Il piano di Gianni Infantino per aprire il business del Mondiale agli investitori privati accende lo scontro con la UEFA. Evelina Christillin: “Serve un boicottaggio”

C’è un piano FIFA per aprire il business del Mondiale agli investitori privati. “Serve un boicottaggio. Un Mondiale senza squadre europee non attirerebbe investitori”. Con queste parole pubblicate dalla Gazzetta dello Sport, Evelina Christillin, ex membro UEFA nel Consiglio FIFA dal 2016 al 2025, invita a una dura presa di posizione contro il progetto di Gianni Infantino, sostenendo che una Coppa del Mondo priva delle nazionali europee perderebbe gran parte del suo valore sportivo e commerciale.

Da una prospettiva aerea e non periferica, le vicissitudini estive della nostra FIGC sono sciocchezze. Perché la veduta ad ampio raggio svela una contesa mai così rimarcata: da una parte la FIFA di Infantino, dall’altra la UEFA di Aleksander Ceferin.

Cos’è FIFA Forward Enterprise

Chi controllerà il business del calcio nei prossimi decenni? Secondo un’esclusiva del New York Times – cui ha fatto seguito una sostanziale conferma da Zurigo – esiste un piano FIFA per ridisegnare la propria struttura economica.

L’organizzazione guidata da Infantino punterebbe a creare una nuova società commerciale, FIFA Forward Enterprise (FFE): vi confluirebbero i principali asset economici poi ceduti fino al 20% a investitori privati. Per una valutazione stimata di venti miliardi di dollari, si tratta di oltre quattro miliardi che FIFA destinerebbe a programmi di sviluppo e alle 211 federazioni affiliate.

La proposta segna uno spartiacque. Per la FIFA, l’ingresso di capitali privati è un’accelerata agli investimenti, per la UEFA un precedente pericoloso: trasformerebbe il valore economico delle competizioni in un asset finanziario.

Se la FIFA punta ad ampliare la capacità finanziaria per consolidare il proprio ruolo, la UEFA considera il patrimonio commerciale del calcio un bene da preservare.

Come funziona il piano della FIFA

Il progetto punta a separare la gestione sportiva e quella commerciale. Attraverso una società dedicata agli asset economici delle proprie competizioni, la FIFA trasformerebbe il valore generato in una piattaforma finanziaria capace di attrarre capitali. Nel documento, il presidente FIFA avrebbe prospettato nuovi incentivi economici per ottenere il sostegno al progetto: nella ricostruzione di Adnkronos, le federazioni avrebbero la possibilità di accedere a risorse superiori rispetto agli attuali programmi di finanziamento: fino a 40 milioni di dollari nel prossimo ciclo, in corso dal 1 gennaio 2027.

Nasce una nuova società commerciale

Il primo passo: FIFA Forward Enterprise (FFE), una struttura separata in cui far confluire le principali attività commerciali della federazione. La FIFA manterrebbe il controllo della gestione sportiva, la nuova società valorizzerebbe il giro di affari delle competizioni.

Gli asset trasferiti nella nuova società

FFE riunirà le principali fonti di ricavo della FIFA attraverso un portafoglio commerciale facilmente valorizzabile sul mercato: diritti televisivi dei Mondiali e delle competizioni FIFA, sponsorizzazioni e partnership, licensing e sfruttamento del marchio FIFA, ticketing e hospitality, ricavi commerciali.

L’ingresso degli investitori privati

Il progetto prevede la cessione fino al 20% della nuova società a investitori istituzionali, la FIFA ne conserverebbe la maggioranza e il controllo strategico. La valutazione stimata di circa 20 miliardi di dollari permetterebbe di raccoglierne oltre 4 miliardi.

Dove finiranno le nuove risorse

Secondo la FIFA, il capitale raccolto verrebbe reinvestito nel calcio attraverso maggiori contributi alle federazioni affiliate, investimenti in infrastrutture sportive, programmi di formazione e crescita delle competizioni FIFA.

La posizione di Gianni Infantino

Per Infantino il progetto è un’evoluzione necessaria: valorizzare il potenziale economico del calcio per generare risorse da reinvestire nello sviluppo del movimento. La visione di Infantino è quella di un calcio più ricco, più competitivo e più inclusivo.

La posizione della UEFA e l’affondo di Christillin

La UEFA si è schierata contro il piano FIFA. Il principio è quello di non trasformare il valore delle competizioni in un asset finanziario. Il calcio non può essere governato esclusivamente da logiche di rendimento e mercato e il suo valore economico deve restare al servizio dello sport. Serve semmai maggiore trasparenza, confronto con le federazioni e tutela del ruolo delle istituzioni sportive.

L’affondo di Christillin dalle colonne di Gazzetta dello Sport va oltre. È una delle voci più critiche nei confronti della gestione di Infantino. Ha definito inopportuna la presenza di Donald Trump nelle vicende FIFA, sostenendo che sia stata superata la linea della tollerabilità, e ha denunciato la mercificazione del calcio e la totale mancanza di trasparenza nel progetto di apertura del Mondiale a investitori esterni.

Serve un boicottaggio. Un Mondiale senza squadre europee, che Mondiale sarebbe? Di certo non attirerebbe investitori

Il possibile boicottaggio del Mondiale 2030

Proprio così. Lo scontro tra FIFA e UEFA potrebbe arrivare fino al terreno più sensibile: il Mondiale 2030. Tra gli scenari ipotizzati c’è l’ipotesi di un boicottaggio come strumento di pressione politica: avrebbe conseguenze enormi anche sul piano economico e istituzionale.

Il precedente Superlega: chi decide il futuro del calcio?

Il confronto richiama inevitabilmente la Superlega del 2021, quando alcuni dei più grandi club europei tentarono di creare una competizione autonoma fuori dal sistema UEFA.

Anche allora il nodo era il controllo del valore generato dal calcio: pochi grandi soggetti economici o l’intero ecosistema composto da club, federazioni e tifosi? La reazione del mondo del calcio portò al fallimento del progetto. Oggi la sfida si sposta dai club alla FIFA: il conflitto si acuisce. Quale sarà il futuro del calcio?

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