tra un mese ci aspetta Venezia-Lecce. Com’è triste la serie A paragonata ai grandi nomi del calcio

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Passare dalla parata di stelle in Usa, Messico e Canada al nostro calcio sempre più in crisi potrebbe essere traumatico, la speranza è che possa ripartire tutto il movimento

Che nessuno si senta offeso, che nessuno si inalberi leggendo il paragone. E’ solo un esempio e, purtroppo, ce ne potevano essere tanti perchè mai come l’anno scorso anche i cosiddetti big-match di big hanno offerto ben poco. E resta la verità: ieri sera abbiamo salutato i Mondiali con la sua nuova regina dopo 40 giorni di gol e magie, con un frullato mai visto prima di top-player al massimo della forma e con poche eccezioni (Ronaldo e Vinicius), tra meno di 40 giorni ci ritroveremo a guardare la nostra impoverita serie A saltabeccando tra Atalanta-Sassuolo, Inter-Monza, Udinese-Como, Parma-Cagliari e così via. Un salto in basso traumatico, inutile negarlo.

Dov’è lo spettacolo in serie A?

Dimentichiamo allora il duello a suon di reti tra Messi e Mbappè, le frustate di Haaland e Kane, le giocate di Bellingham e Saka ele tante belle sorprese come Manzanbi, Bouaddi e altri ancora. Dovremo riabituarci a uno spettacolo diverso che continuiamo a sperare possa migliorare. La stagione scorsa si ricorda più per i veleni arbitrali che per il bel calcio. L’Inter campione d’Italia lo ha praticato solo a tratti, il Napoli di Conte quasi mai come il Milan di Allegri e la Juve di Tudor prima e Spalletti poi. La squadra più bella da vedere è stata il Como di Fabregas, anche l’Atalanta – dopo gli anni d’oro di Gasperini – ha fatto passi indietro. Da dimenticare l’anno della Fiorentina ma anche quello del Torino. Insomma dov’è lo spettacolo?

Dagli stadi alle tv, che differenza

Dimentichiamo anche gli stadi pieni, puliti e moderni dell’America, riabituiamoci a quelli obsoleti di casa nostra. En passant dimentichiamoci anche il calcio in chiaro: o Sky o Dazn o niente. Potrà essere piaciuto tanto, poco o niente questo Mondiale a tre paesi, 10 diversi tipi di clima e distanze siderali ma nel suo complesso ha superato l’esame proponendo gare di livello, un grande spettacolo di pubblico e campioni di primissimo piano. In Italia c’è rimasta, e neanche sempre, la passione dei tifosi messa sempre più a dura prova da scandali arbitrali, sospetti e veleni.

Quali sono i campioni rimasti nel nostro campionato? Sicuramente uno come Lautaro Martinez è sovradimensionato per il valore della nostra serie A ed anche il suo partner all’Inter Thuram (se torna quello di 2 anni fa) può fare la differenza, come i grandi vecchi Modric e De Bruyne (che però hanno un anno in più). E poi? Dybala e Yildiz restano sulle montagne russe, Dimarco è una conferma, Hojlund qualcosa di più di una speranza ma poi? Leao (se resta) è sfiorito, Palestra è andato via, ci resta davvero poco cui aggrapparci.

Gli anni d’oro con Maradona e Platini

La speranza è che il rinnovamento atteso in Figc possa andare a scuotere tutto il movimento calcio e a rianimare una serie A oggettivamente decadente. Pensare che negli anni 80 l’Italia era l’Eden del pallone, con la concentrazione di tutti i più forti giocatori del mondo, tutti (Maradona, Platini, Zico, Rummenigge, Socrates, Boniek, Junior prima, Gullit, van Basten, Rijkaard, Matthaeus e tanti altri dopo) fa malissimo. Nazionale e campionato devono ripartire, costi quel che costi. Perché non possiamo aspettare ogni volta 4 anni per riconciliarci col calcio.

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