Il terrore e il silenzio calano sullo stadio di Odense. Christian Eriksen si tocca il petto, si accascia a terra mentre gioca l’amichevole tra Danimarca e Ucraina e per tutti è un drammatico deja-vu: la mente torna indietro di cinque anni perché il nuovo malore che ha colto il centrocampista 34enne fa subito ricordare il dramma andato in diretta a Euro 2021. Anche allora il centrocampista oggi 34enne era caduto a terra privo di sensi a causa di un arresto cardiaco nel finale del match con la Finlandia; in seguito, gli era stato impiantato un defibrillatore sottocutaneo. Motivo che gli ha impedito di continuare a giocare in Italia (vestiva la maglia dell’Inter allora).
Nel test con gli ucraini la paura è tornata, quando al 19′ della ripresa Eriksen è svenuto per alcuni istanti, nel panico generale: gara interrotta per quindici minuti e poi definitivamente sospesa dall’arbitro. Il giocatore fortunatamente si è rialzato, dopo aver ricevuto i primi soccorsi, ed è stato portato in ospedale per gli accertamenti del caso. “Christian è uscito dal campo camminando da solo” ha detto il medico della nazionale Morten Boesen, che c’era quel 12 giugno di cinque anni fa quando si sfiorò la tragedia in campo. “A quanto pare, il pacemaker funziona correttamente. Ha perso conoscenza per un breve periodo – ha aggiunto -, ma si è ripreso subito e gli abbiamo parlato immediatamente. Ora dovrà essere sottoposto ad ulteriori accertamenti in ospedale per capire cosa abbia causato l’incidente. Siamo in costante contatto con lui e con i medici. Ma Christian sta bene e mi ha chiesto di salutare tutti i giocatori e di dire che sta bene”.
Sulle condizioni del centrocampista aveva rassicurato la stessa federcalcio di Copenaghen: “Christian si è ripreso e sta bene”. Naturalmente scossi i compagni di squadra, e il ct Brian Riemer: “E’ stato scioccante per tutti noi, giocatori e avversari. Ci sono quelli che in squadra avevano vissuto il dramma di cinque anni fa e altri no, ora restiamo uniti, sapendo che Christian comunque sta bene”. “Siamo qui per Christian e la sua famiglia, e ci sosteniamo a vicenda. Mi sono spostato a lato. Poi mi sono girato e ho visto Christian che stava andando a terra. La reazione è stata rapida e rispettosa. Un plauso a chi si è preso cura di lui. Non posso dire molto altro se non che si rimane scioccati”, le parole del compagno di squadra Pierre-Emile H›jbjerg.
Nel primo malore del 2021 era stata salvifica la prontezza del compagno di squadra Simon Kjær e di tutto lo staff sanitario: a Eriksen, nel ricovero in ospedale, era stato impiantato il defibrillatore salva vita, che però gli impedì di rimanere nella rosa dell’Inter. Risolto il contratto con i nerazzurri a dicembre 2021 passò prima al Brentford, poi allo United prima di vestire la maglia del Wolfsburg in Bundesliga, suo attuale club, che ha subito mandato un messaggio di vicinanza.
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