Manzambi non recupera, il ricordo della sfida del 2014 in Brasile, Xhaka non pensa al ritiro e sogna la partita perfetta
Dodici anni dopo, di nuovo l’Argentina. Un’altra sfida in un continente americano: nel 2014 era il Brasile, oggi gli Stati Uniti. La Svizzera ritrova Messi sulla strada dei Mondiali ma non si sente battuta in partenza nel match dei quarti anche se mancherà la sua stella più brillante, ovvero Manzambi: “Abbiamo fatto di tutto per provare a recuperarlo – ha commentato Yakin in conferenza stampa – ma purtroppo Johan non è in grado di scendere in campo domani”. Una perdita importante, perché la sua imprevedibilità sarebbe stata un’arma in più contro una retroguardia sudamericana che è sembrata tutt’altro che impermeabile nelle ultime uscite. Il giocatore del Friburgo, uno dei protagonisti della squadra con tre gol e due assist nel torneo, non è riuscito a recuperare dalla contusione al ginocchio subita prima della partita contro la Colombia . “Abbiamo provato a farlo tornare, ma è troppo presto perché possa giocare”.
Yakin non cade nel vittimismo
Da giorni si parla di favoritismi verso l’Argentina e di un presunto complotto per spingerla in finale ma Murat Yakin minimizza le polemiche, dichiarando di avere piena fiducia negli arbitri. “Credo che le partite siano corrette. Tutto si può risolvere con il VAR. Non è giusto rispondere a parole dopo la partita; questo non ha nulla a che vedere con la sportività. Dobbiamo parlare in campo”. Il vero pericolo si chiama Messi. Come fermarlo? “Domanda sorprendente (ride, ndr)! Abbiamo studiato diversi scenari, cercheremo di attuare quello più corretto. Dovremo lavorare da squadra cercando di mettere più pressione possibile sui loro portatori di palla. Cercheremo di fare bene come squadra. Possiamo parlare molto, ma alla fine dobbiamo dimostrarlo in campo. L’Argentina gioca con molta passione, con intensità, e se non sei al loro livello, è molto difficile batterli”, ha commentato, pur precisando che la differenza dovrà essere fatta durante i 90 minuti e non fuori dal campo.
Il ricordo del precedente del 2014
Il capitano Granit Xhaka c’era Mondiali del 2014 in Brasile, quando l’Argentina eliminò la Svizzera con un gol di Ángel Di María nei tempi supplementari, ma ha respinto qualsiasi ipotesi di rivincita . “Non parlerei di vendetta. È una partita diversa. Siamo ai quarti di finale e vogliamo vincere. Mi piace sognare, e a volte i sogni si avverano, ma per riuscirci dobbiamo spingerci oltre i nostri limiti. Non ho un bel ricordo di quella partita, era il mio primo Mondiale e abbiamo concesso un gol al 118’. Avremmo dovuto segnare noi”.
Xhaka sogna l’impresa
Xhaka stoppa subito chi parla di fase calante della sua carriera in nazionale e si dice fiducioso nonostante il forfait di Manzanbi: “Bisogna stare attenti a non parlare già della ‘fine’ della mia carriera. Non siamo venuti qui per fermarci ora. Quando si è così vicini, la fame di vittoria non fa che aumentare. Anch’io amo sognare. E a volte i sogni si avverano. Ma perché ciò accada, bisogna spingersi oltre i propri limiti e fare cose che forse non si sono mai fatte prima”. Non c’è solo Messi però nell’Argentina. Xhaka sa esattamente cosa aspettarsi visto che in Premier affronta sempre Enzo Fernandez (Chelsea) e Alexis Mac Allister (Liverpool): “Conosciamo i punti di forza e di debolezza reciproci”.

