La Pulce lascia immaginare un addio alla Nazionale ma prima di salutare vuol vincere i Mondiali e la classifica dei cannonieri, Times Square invasa dai tifosi sudamericani
In Argentina saranno le 16, in Italia le 21, a New York le 15. A quell’ora scenderanno in campo Spagna e Argentina per una finale infinita, che in realtà è iniziata il 15 marzo . Fu allora che la Finalissima per la coppa dei campioni venne annullata per motivi di sicrurezza, con grande delusione dei tifosi spagnoli e argentini, che quattro mesi dopo vengono premiati con una partita dal sapore di gloria. Una statistica riassume ciò che è in palio stasera nel New Jersey: mai prima d’ora, nelle 22 finali di Coppa del Mondo disputate, la partita decisiva per il titolo ha visto affrontarsi i campioni europei e sudamericani in carica. E poche ore prima dell’atto conclusivo dei Mondiali del 2026 Lionel Messi ha espresso il suo pensiero sui social media.
Il post di Messi
Il suo messaggio, sentito e toccante, aveva il sapore dell’addio. Il viaggio iniziato 21 anni fa potrebbe concludersi a New York. Un diciottenne Messi nell’agosto del 2005 entrò in campo al posto di Lisandro López al 63′ in un’amichevole con l’Argentina Dopo appena 47 secondi ricevette palla e si liberò di Vilmos Vanczák, che cercò di fermarlo tirandogli la maglia. Messi però reagì con una gomitata e fu subito espulso. La storia però presto ha raccontato tutt’altro per la Pulce, che oggi scrive: “La cosa migliore di tutti questi anni non sono mai stati solo i titoli, ma l’intero percorso”, Antonela Roccuzzo, sua moglie e madre dei suoi tre figli, ha reagito come qualsiasi tifosa del numero 10: ha pubblicato una serie di emoji con le lacrime. E proprio questo è il segnale che tradisce l’intenzione di Messi.
Il capitano argentino ha superato ogni ostacolo nella sua straordinaria carriera, infrangendo ogni record possibile e vincendo i trofei più prestigiosi, sia individualmente che con la squadra. Il destino ha premiato i suoi sforzi quattro anni fa, quando in Qatar 2022 ha finalmente potuto sollevare la Coppa del Mondo, conquistando un trofeo che il calcio, il mondo tutto, gli doveva. L’unica cosa che Messi non può battere è il tempo, anche se a 39 anni ha già vinto la sua battaglia. Ora resta l’ultimo passo, alzare la coppa del mondo per la seconda volta di fila e magari segnare più di Mbappè, che per ora è il capocannoniere con 10 gol.
La foto di gruppo in hotel
La sera prima della partita contro la Spagna, la nazionale ha festeggiato la sua ultima partita. Si sono riuniti nella hall dell’hotel e hanno posato per una foto di gruppo che includeva tutti i giocatori, lo staff tecnico e gli altri membri dello staff, oltre a Claudio Tapia, presidente dell’AFA. Quell’immagine è poi apparsa sui social di diversi membri della delegazione. Rodrigo De Paul, ad esempio, ha osservato che “sono stati 50 giorni ricchi di ricordi, emozioni e momenti che ora fanno parte della storia”. “Tutti insieme per un altro grande sogno”, ha scritto Leandro Paredes. “Ancora una volta, fino all’ultimo giorno a difendere questi colori”, ha commentato Cuti Romero. E anche Lisandro Martínez si è unito al coro: “Tutti, ma proprio tutti, sempre al passo, in ogni dettaglio, dando il massimo per questa squadra. Domani, tutti insieme, come abbiamo fatto fin dal primo giorno”.
Tuttavia, sono le parole di Lionel Messi a segnare ulteriormente la fine di questa avventura sul suolo americano, forse l’ultima con la nazionale. “La cosa migliore di tutti questi anni non sono mai stati solo i titoli, ma l’intero percorso. Condividere ogni giorno con questo gruppo, competere insieme, rialzarsi nei momenti difficili e godersi ogni passo”, ha scritto il numero 10. Ha poi aggiunto: “Grazie a tutti i miei compagni, allo staff tecnico e a tutti coloro che lavorano ogni giorno per mantenere questa nazionale una famiglia”. “Qualunque cosa accada domani, questo gruppo ha già scritto una storia che non dimenticheremo mai e che nessuno potrà cancellare. FORZA ARGENTINA”, ha concluso il capitano.
Un oceano albiceleste a New York
New York intanto si è colorata di biancoceleste, quasi 20.000 tifosi hanno invaso Times Square, nel cuore della città, per una gigantesca manifestazione che ha trasformato uno dei luoghi più iconici del mondo in un’estensione dell’Argentina. C’erano tamburi, fumogeni, maglie azzurre e bianche, bandiere giganti e cori incessanti per incitare la squadra di Scaloni. La partecipazione è stata così massiccia che un’attività commerciale storica della zona ha registrato un record di vendite, e nemmeno l’intenso acquazzone che si è abbattuto sulla città è riuscito a disperdere i tifosi, che hanno continuato a cantare sotto la pioggia fino a tarda notte.

