Dopo lo spoiler di Dybala, ufficializzata la nuova maglia giallorossa, che ripropone la vecchia sigla ASR per i cento anni del club. Via la modifica voluta da Pallotta che aveva tanto fatto discutere
E venne il giorno. Non del primo acquisto, ma della maglia del Centenario della Roma. Che rappresenta anche il ritorno al vecchio stemma, quello più caro ai tifosi che ha portato in questi anni a battaglie e proteste. La data è tutt’altro che casuale: 22 luglio, giorno in cui si celebrano i 99 anni del club. Dopo lo spoiler nella notte di Dybala, che si è affacciato per salutare i 5 mila tifosi in festa al centro sfoggiando appunto la nuova divisa, oggi la Roma ha presentato la maglia sui canali social e sul sito ufficiale. Rispettosa della storia: interamente rosso il fondo, bordato di giallo sul collo e sul giro manica (oltre che sugli elementi riconducibili allo sponsor tecnico Adidas) mentre sul colletto ci sarà la scritta: “Con tutte le nostre forze”, La maglia è già in vendita nei Roma Store e nei punti Adidas, ovviamente anche con la patch della Champions League.
RITORNO ALLE ORIGINI
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La novità più attesa, già in qualche modo anticipata dal training kit indossato dalla squadra in questa prima fase di ritiro è appunto lo stemma, all’interno del quale dopo tredici anni ritorna l’acronimo ASR nella parte sottostante alla Lupa capitolina. Va dunque in soffitta il logo con la scritta Roma per esteso scelto dalla gestione Pallotta, che nell’ultimo decennio abbondante ha fatto spesso discutere tanto da convincere i Friedkin a un progressivo passo indietro. Scelta in linea con un ritorno alle origini che sarà ancora più accentuato fra un anno, nel centenario vero e proprio. Il 6 agosto avverrà poi il cosiddetto lancio della seconda maglia, quella bianca, vera e propria chicca per gli amanti del vintage. Sul petto avrà una banda orizzontale che richiama le divise d’altri tempi, rigorosamente gialla e rossa, impreziosita al centro dallo stemma con il solo acronimo intrecciato.
LA BATTAGLIA
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Sparisce quindi del tutto lo stemma della gestione Pallotta. Nato nel 2013 quando l’ex presidente pensò di fare una scelta rivoluzionaria, in realtà la cosa gli si rivoltò subito contro. Il giorno della presentazione al Roma Store di piazza Colonna, in pieno centro, il numero uno giallorosso dell’epoca disse: “La città di Roma rappresenta il cuore e l’origine del nostro club. Avere nel logo e sul petto dei nostri calciatori il nome della città rende omaggio in maniera appropriata a questo concetto e dice al mondo chi siamo”. La reazione fu una serie di critiche senza fine, compresa una petizione online che raccolse tantissime firme: “As Roma: NO al nuovo logo, Roma va rispettata!”. Da lì una battaglia totale e infinita, con i tifosi giallorossi che hanno chiesto sempre e a gran voce il ritorno al vecchio stemma. Una questione di identità e di storia. Ma soprattutto di cuore. Anche se Pallotta non se ne fece una ragione: “A ogni cambiamento ci sono persone scontente, ma abbiamo speso molto tempo con i designer per cercare il giusto brand globale: in giro per il mondo c’è tanta gente che quando si dice ASR non capisce. Per questo abbiamo tolto AS e inserito la scritta Roma”. Ma i numeri del marketing non diedero ragione all’ex presidente.
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LA STORIA
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Ma il percorso del logo della Roma inizia molto più in là, nel giugno del 1927, quando la Roma vide la sua nascita dalla fusione di tre storici club capitolini: Alba Roma, Roman Football Club e Fortitudo Pro Roma. E il primo logo era sostanzialmente quello attuale, che i Friedkin hanno riportato in auge proprio: uno scudo triangolare con la lupa capitolina al centro, accompagnata dal monogramma ASR in basso. Rispetto a quello attuale mancavano solo i colori, perché quello era stilizzato in bianco e nero. Ma il logo era appunto lo stesso e allora si capisce anche perché la tifoseria romanista ci sia così affezionata. È una questione di identità storica, soprattutto ora che tra poco si festeggerà il centenario del club. C’è da dire, però, che nel corso della storia la Roma ha avuto anche altri loghi. Nel 1941-42, ad esempio, arriva il primo scudetto giallorosso e sulle maglie compare un logo sferico, al cui interno c’è solo l’acronimo ASR. Del resto, la Roma iniziò tardi a utilizzare il logo sulle maglie, soprattutto per una questione legale legata all’uso della lupa capitolina, simbolo del Comune di Roma. Questione che venne risolta nel 1997, con un accordo tra il club e il Comune, accordo che permise alla Roma di tornare al logo originario, quello tanto caro ai tifosi: giallo ocra (a cui poi venne sostituito l’arancione) e il rosso pompeiano. Prima di questa svolta, infatti, la Roma aveva adottato un altro logo ancora, il famoso lupetto inventato da Piero Gratton, che accompagnò alcune delle leggende più intense della storia romanista come lo scudetto del 1982-83, la finale di Coppa dei Campioni dell’anno dopo e i trionfi in Coppa Italia.
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