Reggina, Lotito show tra promesse e battute: “Anche Infantino tifa amaranto”

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Lotito si è insediato alla Reggina, accolto da migliaia di tifosi: la promozione in C è la prima promessa del nuovo patron, che rivela la fede calcistica di Infantino

A Reggio Calabria è ufficialmente iniziata l’era-Lotito. L’imprenditore romano, già proprietario della Lazio e in passato della Salernitana, ha acquisito le quote societarie del club amaranto reduce da tre campionati di Serie D. Lotito ha promesso l’immediato ritorno nel professionismo, non allontana le voci di una cessione della Lazio e rivela la fede amaranto del presidente della FIFA, Gianni Infantino.

Reggina, inizia l’era-Lotito

Claudio Lotito è sbarcato a Reggio Calabria, accolto dal sindaco Cannizzaro e da migliaia di tifosi della Reggina. Allo stadio Granillo ha presentato il progetto di rilancio della squadra amaranto, che dal 2023 gioca in Serie D dopo l’esclusione dal campionato di B per il mancato pagamento dei debiti tributari sotto la gestione Saladini, che l’aveva presa dall’imprenditore romano Luca Gallo.

Da tre anni prova a tornare nel professionismo, ci riproverà ancora quest’anno, con una nuova proprietà e uno staff tecnico-dirigenziale diverso, che si avvarrà della supervisione di Armando Calveri, reggino e uomo di fiducia di Lotito; del direttore sportivo Giancarlo Romairone e di Marco Marchionni, ex centrocampista di Parma e Juventus, tecnico del Ravenna la passata stagione.

Lotito e i valori in salsa calabrese

Carico a pallettoni, Lotito ha tenuto la conferenza stampa di presentazione allo stadio “Granillo” proprio mentre la Lazio disputava la sua prima amichevole pre-campionato a Formello affrontando la formazione Primavera. S’è fatto attendere il nuovo patron amaranto, mentre lo stadio reggino brulicava di entusiasmo e di tensione per l’inizio di una nuova era sportiva.

Lotito ha rivelato di essere stato “stalkerizzato” dal sindaco Cannizzaro, insediatosi a Reggio Calabria circa un mese fa. Molto simili i due, “siamo due persone del fare e non del proclamare” ha spiegato Lotito, “mio padre è calabrese e mi ha insegnato i valori della famiglia, l’onore e la dignità, la parola data e la determinazione nel raggiungere gli obiettivi”.

Un fiume in piena Lotito, ha stuzzicato i vertici dell’opposizione per la querelle politica che s’è andata creando durante la trattativa per l’acquisizione del club. Non sarà un progetto a breve termine, ha tranquillizzato Lotito, venuto a Reggio Calabria per mettere in campo impegno economico e le sue esperienze pregresse nel mondo del calcio, con la Lazio e con la Salernitana, portata fino in Serie A e poi venduta a causa dell’impossibilità di detenere due società nello stesso campionato.

La multiproprietà e la Lazio in vendita

E proprio sul fronte multiproprietà, Lotito è stato chiaro, duro e diretto: “La norma ha creato un danno complessivo al calcio italiano. Non fu cambiata a danno di De Laurentiis. La doppia proprietà non è un problema, ma ha tre vantaggi: economico, territoriale e di talenti. È una regola folle, in Europa ci sono tante multiproprietà”.

E a chi gli chiede se potrebbe vendere la Lazio per evitare un altro caso Salernitana, Lotito risponde: “Le vie del Signore sono infinite. Malagò ha detto che nei prossimi 12 mesi non verrà discussa la multiproprietà…”. Intanto, per il futuro ammette: “La Reggina sarà di mio figlio Enrico, ora responsabile del settore giovanile e della formazione femminile della Lazio”. Ma solo in futuro, perché oggi il “patron” amaranto è lui.

Infantino tifa Reggina

Restando al presente, l’obiettivo di Lotito è abbandonare il calcio dilettantistico senza proclami, raggiungendo il risultato entro questa stagione, perché “Reggio Calabria non può stare nelle categorie inferiori”, e perché “con Lotito risultato garantito”, dice impettito ottenendo in cambio un’ovazione dal pubblico presente.

La Reggina, poi, avrà un tifoso d’eccezione: “Ve la do io una notizia, Infantino tifa Reggina, lui è di Reggio Calabria”, ha rivelato Lotito, che ha sorvolato soltanto sulle domande sulla Lazio: “Qui parliamo di Reggina, punto”, ha glissato il presidente biancoceleste.

I problemi della Lazio

Ma i problemi sul fronte laziale restano. Il blocco dello scorso mercato, quello a saldo zero di quest’anno per la rilevazione, da parte della Commissione di Vigilanza, dell’infrazione della soglia dello 0,7% del costo del lavoro allargato, non consentiranno di rinforzare a dovere la squadra, a meno che il deficit non venga ripianato tramite cessioni (è già andato via Gila) o con aumenti di capitale.

La Curva Nord e, in generale, quasi l’intera tifoseria biancoceleste continuerà il suo sciopero, boicottando Lotito: solo 1.000 abbonamenti sottoscritti, la Curva Nord resterà ancora vuota in un muro contro muro che affonda le radici in tempi lontani. Lo scorso maggio, Lotito aveva provato un tentativo di riappacificazione con gli ultras biancocelesti, caduto nel vuoto: “Io non ho mai fatto la guerra a nessuno”, disse, senza successo. La risposta? La contestazione con un corteo a Ponte Milvio.

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