
Sigfrido Ranucci e la sua passione per il calcio, romano de Roma, da sempre tifosissimo della squadra giallorossa, vive nel mito di Totti di cui ha una maglia autografata e di Zeman a cui ha chiesto un autografo
Per molti uno degli ultimi baluardi del giornalismo d’inchiesta ma travolto recentemente da una bufera intorno al suo stesso attentato. Sigfrido Ranucci è una figura di spicco del giornalismo italiano, conduttore storico di Report di cui ha preso il testimone da Milena Gabanelli anche se sospeso per il suo coinvolgimento, indiretto, nel caso Lavitola. Non tutti sanno che Ranucci ha anche una squadra del cuore di cui non nasconde un tifo sfegatato con tanto di cimelio che custodisce come una reliquia. E allora andiamo a vedere per quale squadra fa il tifo Sigfrido Ranucci.
Ranucci, nel nome di Report: la bufera del caso Lavitola
Ranucci è nato a Roma, il 24 agosto 1961, è un giornalista, conduttore e autore televisivo e scrittore. La sua fama è legata indissolubilmente a Report, lo storico programma di inchieste di Rai3 nella cui redazione è entrato nel 2006. Poi nel 2017 è stato scelto come successore di Milena Gabanelli e per una decina d’anni è stato al timone della trasmissione sempre al centro delle polemiche per le sue inchieste scomode.
Il 16 ottobre 2025 Ranucci è stato vittima di attentato, un ordigno è esploso di fronte alla sua abitazione a Pomezia. Già da tempo il giornalista godeva della scorta. Negli ultimi tempi è scoppiato uno scandalo intorno a quell’attentato che ha coinvolto il presunto mandante, Valter Lavitola amico dello stesso Ranucci. Proprio in questo polverone la Rai lo ha sospeso dalla conduzione di Report dando inizio ad un braccio di ferro con la redazione fedele al suo leader.
Che squadra tifa Sigfrido Ranucci
Nato a Roma, Ranucci ha una sola passione calcistica: la Magica! Tifoso lupacchiotto da sempre, siamo sicuri nel momento non facile del polverone della sua sospensione dalla conduzione da Report i buoni risultati della Roma di Gasperini siano più che una consolazione per il giornalista.
In un’intervista di qualche tempo fa a CRC disse: “Sono tifosissimo della Roma ma negli ultimi anni grazie a Report non riesco quasi mai a seguirla. Mia mamma era campana e tifosissima del Napoli, ogni volta che c’era il derby del sole tra Roma e Napoli diventava anche un derby familiare, poiché mio padre era anch’egli un grande tifoso della Roma. Grazie al rapporto che avevo con mia madre, la mia seconda squadra del cuore era il Napoli”.
Quando Totti regalò la sua maglia a Ranucci
Tra i momenti più alti del suo amore per la Roma per Ranucci è stato sicuramente il giorno in cui Francesco Totti gli ha regalato una sua maglia autografata: «Un campione del mondo che dona la maglia al servizio pubblico ci rende più autorevoli e plurali. Francesco non lo sa ma è uno di famiglia, oltre a me lo adorava mio padre e oggi anche i miei figli – le parole di Ranucci riportate all’epoca dal Corriere della Sera – Totti è un giocatore che ha incarnato nella sua straordinaria carriera, perfettamente lo spirito Report: coraggio, passione, fantasia, originalità e fedeltà alle sue origini, ha indossato una sola maglia e non l’ha mai tolta, esattamente come chi entra a far parte della squadra di Report».
Ranucci, l’ammirazione per Zeman e l’autografo
Oltre che il Pupone uno dei personaggi giallorossi rimasti nel cuore di Ranucci è Zdenek Zeman a cui il giornalista ha ammesso di aver chiesto un autografo: “Zeman è il mio mito. Mi è sempre piaciuto il calcio di Gasperini, ma io sono da sempre innamorato di Zeman e di Spalletti” disse una volta.
Le inchieste sul calcio, la polemica con l’interista Mannoni
Tra le tante inchieste di Report sotto la direzione di Ranucci, spesso è stato trattato il calcio con i suoi mali o presunti tali. Negli anni sono stati messi sotto la lente d’ingrandimento i rapporto delle società con la criminalità delle tifoserie, i lati oscuri delle trattative di calciomercato e dei loro operatori, dirigenti e procuratori.
E recentemente anche un ritorno sull’annosa questione di Calciopoli ma vista dal lato di Moggi, la famosa chiavetta dell’ex dirigente Juve. Un’inchiesta che puntava anche il dito su presunte responsabilità dell’Inter e che fece “sbottare” anche Maurizio Mannoni, giornalista di fede nerazzurra e all’epoca conduttore di Linea Notte, sempre su Rai3 in un simpatico botta e risposta quando Ranucci andò ospite.

