In Champions i nerazzurri hanno le carte in regola per tornare in alto, Napoli e Roma non tremano, il Como di Fabregas mina vagante
L’ultima volta che abbiamo alzato una coppa europea è stata nel maggio del 2024, quando l’Atalanta di Gasperini vinse l’Europa League mentre per l’ultimo successo in Champions bisogna risalire all’Inter di Mourinho nel 2010, quella del Triplete. Da allora per le italiane in Champions quattro finali, due della Juve di Allegri, due dell’Inter di Inzaghi, con quattro ko, e tanti flop. Ma vuoi vedere che nell’anno dell’annunciata svolta del calcio italiano non si riesca a tornare a far la voce grossa almeno a livello di club nel continente aspettando nuovi sorrisi da Mancini e dalla Nazionale?
Cosa cambia per l’Inter
Non partono tra le favorite le quattro italiane di Champions e forse è anche meglio così ma la sensazione che il gap rispetto ai top-club si sia accorciato c’è. L’anno scorso l’Inter uscì prematuramente contro un avversario tutt’altro che irresistibile come il Bodoe Glimt. Eliminati ai playoff mentre al Napoli campione d’Italia andò anche peggio, uscì alla fase a gironi. Quest’anno i nerazzurri di Chivu puntano ad entrare direttamente agli ottavi: sono nella prima fascia assieme alle più forti come il Psg campione due volte di fila, il Bayern, le tre spagnole Real Madrid, Barcellona, Atletico e le tre migliori inglesi, Arsenal, City, Liverpool.
L’esperienza di Allegri
Rispetto a un anno fa i nerazzurri sono più forti, più maturi, Chivu ha un anno in più di esperienza sulle spalle e il mercato ha regalato colpi importanti. Prevedere una finale è impossibile ma sognarla no. Poi ci sono Napoli e Roma. Allegri sa come si fa in Europa e il suo Napoli ha anche giocatori adatti allo scenario europeo (De Bruyne su tutti): l’obiettivo minimo sono i playoff, quello realistico sono gli ottavi ma poi tanto dipenderà dagli accoppiamenti, perchè metter limite ai sogni? E’ in seconda fascia ai sorteggi, come Borussia, il Porto, lo United, l’Aston Villa e la Roma.
Già, i giallorossi. La Roma in campionato è partita col botto, non avrà una rosa extralarge come quella dell’Inter ma Gasperini (ultimo tecnico italiano ad aver vinto in Europa) è una garanzia come Dybala e Malen. E poi c’è quel Como che, se davvero arriva anche Kean, è una vera mina vagante. Esame speciale per Nico Paz: in Champions quelli veramente grandi fanno la differenza.
Europa League alla portata di Juve e Milan
E’ però in Europa League dove possiamo prenderci le soddisfazioni migliori. Juventus e Milan sono le più attrezzate, non si discute. Con loro se la giocano Bayer Leverkusen e Benfica con il Fenerbahce possibile sorpresa. Inseguono le altre come Olympiacos, Real Sociedad e Marsiglia. Il vero ostacolo per Spalletti e Amorim si chiama campionato: con le coppe il giovedì si potrebbe pagare qualcosa da una parte o dall’altra ma un turnover intelligente potrebbe ovviare a tutto e ai due tecnici non mancano alternative importanti in rosa. Se ci credono possono arrivare fino in fondo, è questa la scommessa più ghiotta in Europa.

