Partenza flop dell’ex fischietto di Schio: sbagliata la designazione di Di Bello a Marassi ma soprattutto vanno chiarite meglio le nuove linee degli arbitri
E’ stato per lustri il miglior arbitro italiano, degno erede di una tradizione di big da Gussoni ad Agnolin e Casarin fino a Collina ma Daniele Orsato, neo-designatore subentrato al dimissionario Rocchi messo in mezzo a un’inchiesta fumosa e presto insabbiata. è partito col piede sbagliato nel campionato di serie A. Dopo un anno nerissimo per i fischietti italiani, tra veleni e contestazioni, ci si aspettava una svolta capace di ridare totale credibilità al movimento ma se è possibile le prime mosse hanno generato ancor più confusione.
Le premesse per una svolta
Il bel Mondiale di Mariani in Usa sembrava potesse essere l’antipasto di una stagione positiva per gli arbitri italiani ma dopo la prima giornata non solo siamo punto e daccapo ma le proteste sono state ancora più accese del solito. Partiamo dall’inizio, ovvero dalle designazioni del mercoledì. Orsato ha tenuto fuori tutti i big. Tutti. Anche quelli che non erano impegnati nelle coppe europee durante la settimana. Non c’erano big-match, è vero, ma la prima giornata non può mai essere presa sotto gamba e forse alcune scelte sono state azzardate.
La designazione azzardata di Di Bello
Lo è stata sicuramente la designazione di Di Bello per Genoa-Napoli. Raramente alla vigilia di una partita si erano sentiti tanti mugugni pubblici, che hanno spinto il tecnico del Grifone De Rossi ad ammettere che nello spogliatoio la notizia era stata accolta con tensione e che i giocatori non erano tranquillissimi. Il motivo? Di Bello era stato protagonista in passato di alcuni episodi recenti a sfavore del Genoa, dai rigori non assegnati su Pandev e Ostigard in due diverse sfide con la Roma, fino alla segnalazione in postazione Var proprio la passata stagione, l’8 febbraio scorso, per un più che dubbio rigore su Vergara che regalò poi al 96′ la vittoria per 3-2 ai partenopei a Marassi con rigore di Hojlund. Era necessario mandare l’arbitro brindisino a Marassi? Tanto più che Di Bello, pur essendo un senatore, continua ad alternare prestazioni discrete ad altre decisamente scadenti da almeno tre anni.
I due casi dubbi della prima giornata
Inspiegabile anche che venga spesso utilizzato al Var, dove pure ha trascorsi poco edificanti, ma tant’è: se è stato designato al Var anche per la gara dei playoff di Champions tra Lione e Fenerbahce di domani, che sarà arbitrata da Mariani, vuol dire che c’è qualcosa che sfugge a noi e che sanno solo sia Orsato che Rosetti, designatore dell’Uefa. Fatto sta che a Marassi Di Bello ha combinato quel che sapete, ha convalidato il gol di De Bruyne nonostante una sospetta spinta e il Var Meraviglia non è intervenuto. Rabbia e veleno sul fronte rossoblù, quasi tutti i moviolisti sono stati concordi nel dire che il fallo c’era e che era obblogatorio l’intervento del Var ma chi ha ragione?
Secondo episodio al limite: il rigore non concesso al Milan per un braccio largo di Vlasic piuttosto netto in area su cross di Cissè. Anche qui l’arbitro Zufferli lascia giocare r il Var Mazzoleni non interviene. Rewind. Prima della stagione Orsato aveva spiegato che l’uso del Var sarebbe stato riportato all’utilizzo originario come da protocollo, ovvero può intervenire solo in caso di chiaro ed evidente errore. L’obiettivo era rimettere al centro la figura arbitrale. Ci sono stati vari incontri con tutte le società per spiegare sia le nuove regole che per chiarire questo aspetto ma evidentemente nessuno l’ha capito bene.
Il concetto che dovrebbe essere inculcato è che il Var deve essere di supporto e mai prevaricatore ma è uno strumento che può salvare l’arbitro. Il problema nasce quando un arbitro si fa condizionare e sol perché è stato richiamato all’on field review si sente “costretto” a cambiare decisione. Errore. Dovrebbe avere solo la possibilità di rivedere meglio (ma senza quei replay infiniti che sono stati la rovina della moviola finora: se c’è bisogno di rivedere 10 volte un episodio è meridiano che non si tratta di chiaro ed evidente errore) un dettaglio che a occhio nudo potrebbe essergli sfuggito.
Orsato deve dare spiegazioni
Orsato riapra Open Var e ci spieghi bene tutto perché da quel che si è visto alla prima giornata non abbiamo capito niente, non abbiamo capito perché il Var se n’è stato zitto di fronte ad episodi palesemente dubbi: gli arbitri avrebbero potuto anche mantenere la decisione iniziale ma rivedere quei casi era giusto. Si sta passando da un eccesso all’altro e neanche così va bene. Il designatore ci metta la faccia subito, ufficializzi con esempi e filmati le linee guida che saranno seguite, ci dica se a Marassi e a Torino le squadre arbitrali hanno fatto bene o no.
E magari rifletta su una soluzione: si è parlato tanto di Var a chiamata, come c’è in serie C con l’FVS, ma più che dalle squadre la chiamata dovrebbe essere concessa proprio all’arbitro, senza che qualche collega da Lissone lo richiami per forza. Un arbitro deve avere la possibilità di chiedere il supporto video quando lo ritiene opportuno. In questo modo non sarebbe condizionato da nessuno e potrebbe prendere la decisione migliore. In ogni caso il silenzio non giova, serve solo ad alimentare le polemiche. E non ne sentivamo il bisogno.

