Non ci sono soldi che ci posso fare io?

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Il tecnico della Lazio a punteggio pieno dopo le prime due giornate ammette che sta smontando tutto il lavoro del suo predecessore ed è rassegnato a non avere rinforzi

Più lo mandi giù e più si tira su. Da quando si è seduto sulla panchina della Lazio per Gennaro Gattuso sono arrivate subito critiche e polemiche: i tifosi gli rimproverano l’eccessiva accondiscendenza verso l’immobilismo societario con le mai dimenticate ferite per l’Italia esclusa dai Mondiali sullo sfondo ma Ringhio è partito col piede giusto. Due partite e due vittorie, l’ultima ieri con il Genoa.

La lite con Pedraza

Nel post partita Gattuso è scatenato così come lo era stato durante i 90′ quando è stato visto anche litigare con Pedraza. Ringhio spiega: “Non mi piacciono le cose presuntuose, bisogna fare le cose che proviamo in partita. Poi nel calcio ci stanno gli errori. Roba da campo. Sono fatto così: pane al pane, vino al vino. Sono cose che succedono dopo la partita, ma resta lì”.

L’ironia su Sarri

Nel difendere i progressi della squadra Gattuso lascia trapelare un filo di ironia sul suo predecessore, chiamando maestro Sarri ma di fatto confermando di star smantellando tutto il suo lavoro: “Non dovete sottovalutare il metodo e la ricerca che stiamo facendo. Non la penso così, l’anno scorso i ragazzi facevano un calcio diverso ed era allenata da un maestro come Sarri. Stiamo cercando di fare qualcosa di totalmente diverso e ci vuole tempo. Bisogna fare i complimenti ai ragazzi. Abbiamo smontato tutto, la tipologia di allenamenti è diversa… Complimenti a tutti per l’impegno, non sono nemmeno due mesi che lavoriamo insieme”.

La rassegnazione sul mercato

Poi l’ammissione sul mercato: “Non mi aspetto nulla, spero soltanto che rimangano quelli che ho a disposizione. Non so cosa succederà. Stamattina non ho voluto parlare con chi di dovere, ma ho pensato solo alla partita. Ho saputo a mezzogiorno e mezza che Ratkov aveva trovato una sistemazione. Vediamo cosa succederà, spero solo che i ragazzi che ho a disposizone rimangano. Rovella è ko? Che devo fare io? Io alleno. Se non ci sono soldi, che facciamo? Mica posso andare a rapire i giocatori. Io non ci posso fare nulla. Ora voglio parlare di calcio giocato, i ragazzi stanno dando la vita. Spero di rimanere con i giocatori che ho disposizione e continuare a lavorare. Vediamo”.

Dopo un elogio a Belahyane (“Belahyane si merita tutto. Nella prima settimana non riusciva a finire gli allenamenti per il caldo e per i carichi di lavoro. Poi si è messo sotto. Quello che ha fatto di buono oggi è merito suo. Si è fatto trovare pronto. Se lo vedi non gli dai un euro, ma sta giocando, in contrasto ti viene a prendere, ha lavorato bene“) Gattuso chiude giudicando il lavoro di Mandas con i piedi: “Da quando sono arrivato tocca più palloni di alcuni calciatori. Mi piacerebbe che sbagliasse meno, ma l’errore ci sta. Sono io che chiedo a lui determinate cose. Alcune letture le ha sbagliate, ma ci sta. Ci sta dando tanto, al di là delle parate. Ci può dare superiorità numerica quando abbiamo bisogno”.

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