Ahmad Donyamali, Ministro dello Sport
e della Gioventù della Repubblica Islamica, alla vigilia dei
Mondiali di calcio Fifa 2026, ha messo in guardia contro quelli
che ha definito “possibili incidenti sugli spalti dello stadio”,
affermando che tale questione potrebbe influenzare lo
svolgimento del torneo. Il team manager avrà “il dovere”, nel
caso, di interrompere la partita.
Secondo Iranwire, che cita il sito web sportivo iraniano
‘Varzh 3’, il ministro ha sottolineato che l’Iran sarà
“estremamente sensibile” all’esposizione di bandiere non
ufficiali o allo scandire slogan di protesta durante le
competizioni.
“Se negli stadi in cui giochiamo dovessimo vedere una
bandiera o un simbolo diverso da quello della Repubblica
Islamica dell’Iran – la frase di Donyamali ripresa da France
Presse – o se venissero intonati slogan che violano le norme, il
dirigente della squadra avrà certamente il dovere di
interrompere la partita”. “È responsabilità degli organizzatori
porre rimedio alla situazione”, ha aggiunto. Il regolamento
Fifa, ricorda ancora Afp, vieta i simboli politici durante le
partite dei Mondiali.
In precedenza, Mehdi Taj, presidente della Federazione
calcistica iraniana, aveva scritto lettere al presidente della
Fifa chiedendo che venissero prese misure per impedire che
simili incidenti si ripetessero.
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