Ancora polemiche dopo il messaggio inviato dal presidente della FIFA alla Federcalcio argentina: tra tempistiche e contenuto, è bufera dopo l’ultima rissa
Infantino-Argentina, nuovo capitolo. La finale dei Mondiali 2026 continua a far discutere anche diversi giorni dopo il triplice fischio. Se da un lato la Spagna di Luis De La Fuente continua a godersi il titolo iridato conquistato ai supplementari grazie al gol di Ferran Torres, dall’altro è esplosa l’ennesima polemica che coinvolge direttamente il presidente della FIFA, Gianni Infantino. A finire nel mirino è una lettera inviata alla Federcalcio argentina in queste ore: un messaggio istituzionale che, almeno sulla carta, rientra nella normale prassi post-Mondiale, ma capace di sollevare numerose critiche per il tempismo e, soprattutto, per il contenuto. Nel testo, infatti, si fa riferimento alla “professionalità” messa in campo dall’Albiceleste, proprio mentre la FIFA ha aperto un’indagine sui comportamenti tenuti dai giocatori argentini al termine della partita contro le Furie Rosse.
I complimenti di Infantino all’Argentina: spunta una lettera
È bastata una lettera per riaccendere le polemiche post Mondiale, tra discussioni di carattere politico e botta e risposta sul fronte sportivo. Il rapporto tra Gianni Infantino e l’Argentina si arricchisce così di un nuovo capitolo, rappresentato da una lettera trapelata attraverso i media sudamericani e poi verificata dal Daily Mail Sport, indirizzata direttamente al presidente della Federazione argentina Claudio Tapia, assente al MetLife Stadium per questioni “scaramantiche”.
Un testo, stando a quanto si legge sulla stampa estera, inviato nel day after della finale Spagna-Argentina, con Infantino che si è congratulato con gli uomini di Lionel Scaloni per il lavoro svolto e per lo spettacolo offerto: “Desidero ribadire le mie più sincere congratulazioni per questo importante nuovo risultato per il calcio argentino. La Coppa del Mondo FIFA 2026 rimarrà nella memoria come una celebrazione indimenticabile del calcio, caratterizzata da partite spettacolari, dall’emergere di nuove promesse, dalla presenza delle grandi figure di questo sport e dalla straordinaria atmosfera vissuta negli stadi gremiti di tifosi”.
E poi ha aggiunto: “La magnifica prestazione dell’Albiceleste ha contribuito in modo decisivo a rendere questa edizione un evento eccezionale, che ha affascinato milioni di appassionati di calcio in tutto il mondo. Vi prego di porgere le mie più sincere congratulazioni a tutti coloro che hanno contribuito a questo magnifico risultato: ai giocatori, all’allenatore Lionel Scaloni, allo staff tecnico e medico e, naturalmente, ai tanti tifosi che hanno accompagnato e incoraggiato la squadra durante tutta la competizione”.
Il messaggio che ha fatto infuriare stampa e tifosi spagnoli
Il passaggio che ha fatto maggiormente discutere è però quello dedicato ai complimenti rivolti alla squadra di Lionel Scaloni. Il numero uno della FIFA ha ribadito come certi risultati siano sempre frutto di “lavoro costante, professionalità e attenzione ai dettagli”, oltre che di “passione, impegno e amore per questo meraviglioso sport”.
E alla parola “professionalità“, si è scatenato il putiferio sui social. Infantino è nuovamente finito nel mirino per la sua presunta “vicinanza” alla Federcalcio argentina, ma soprattutto per essere andato subito oltre gli episodi dell’immediato dopo gara, che non hanno consegnato un’immagine pulita del calcio e del torneo.
Del resto, è la stessa FIFA che sta valutando eventuali provvedimenti disciplinari nei confronti di alcuni calciatori argentini, tra cui Paredes, Molina e Otamendi, con l’ex Juve e Roma espulso dall’arbitro Vincic per la rissa e per la manata rifilata a Gavi. Immagini che, infatti, hanno raccontato una realtà ben diversa rispetto al concetto di “professionalità” celebrato nella lettera di Infantino.
Dalla rissa alla premiazione: il finale che ha messo in imbarazzo la FIFA
Se già in semifinale, contro l’Inghilterra di Thomas Tuchel, i calciatori dell’Albiceleste si erano resi protagonisti di frequenti simulazioni e gesti non particolarmente corretti, nell’ultimo atto del Mondiale sono stati diversi gli episodi registrati dalle telecamere e dalla squadra arbitrale.
Dal nervosismo di Paredes e Molina al battibecco tra Otamendi e Rodri, compagni di squadra ai tempi del Manchester City, fino ad arrivare al momento della cerimonia di premiazione, che ha spinto molti appassionati a sottolineare un altro importante concetto sul web: “bisogna saper vincere, ma bisogna innanzitutto saper perdere”. A caldo, si sa, non è facile contenere le emozioni, ma da una Nazionale gloriosa come l’Argentina ci si aspetta sempre un altro tipo di comportamento.
E dopo la consegna delle medaglie, non è certo passato inosservato l’atteggiamento di Messi e compagni, schierati dinanzi alla curva albiceleste, dando le spalle alla Spagna campione del mondo. Un comportamento giudicato da molti poco sportivo e irrispettoso nei confronti di coloro che avevano appena avuto la meglio sul campo, peraltro meritatamente.
Ecco spiegato perché la lettera (e la scelta) di Infantino è andata ad inserirsi automaticamente in un contesto già particolarmente delicato, dove l’Argentina è stata più volte accusata di godere di un trattamento di favore da parte di arbitri e FIFA, complice la presenza di un totem come Leo Messi. Un’icona a tratti “tutelata”, perché all’ultimo ballo della sua carriera in Nazionale.

